Il Bolzano vola a Rouen

di Fabrizio Bombarda

Hc Bolzano – Coventry Blaze 1–0 (1:0) (0:0) (0:0)

Ultimo e decisivo incontro del girone bolzanino della Continental Cup che designerà una delle quattro finaliste di Rouen. Avversari dei biancorossi i Coventry Blaze, in cui milita una vecchia conoscenza del pubblico bolzanino, bad boy Carlyle Lewis. Sin dai primi minuti si capisce che stasera si suonerà una musica ben diversa rispetto alle partite precedenti: il ritmo infatti è molto più alto, e anche dal punto di vista tecnico si vedono finalmente azioni apprezzabili. Al 5:03 Di Casmirro è autore di un’azione davvero pregevole, riuscendo a ad arrivare davanti a Perras, ma la conclusione, non all’altezza, vanifica l’ottimo tentativo. Inizialmente anche le penalità sono poche, ma al minuto 14:42, con Lewis in panca puniti, capitan Ramoser riesce a deviare una bella conclusione di Johansson e a battere Perras. Uno a zero. I Blaze non ci stanno e provano a mettere sotto pressione la difesa di casa che però regge bene, puntellata da un ottimo Pasi Håkkinen. Il Bolzano riesce anche ad imbastire parecchi contrattacchi che tengono costantemente in apprensione la difesa inglese. Bel primo tempo, divertente e con un buon ritmo.

Nel secondo drittel gli ospiti paiono decisissimi a riportare la sfida in parità, mettendo sul ghiaccio tutto l’impegno possibile. Al 4:38 Deschatelets coglie il palo con Håkkinen battuto. Dopo i primi minuti di difficoltà, i Foxes tornano a pungere i Blaze con azioni ficcanti e ben congegnate, soprattutto con la seconda linea che sfoggia un Rolly Ramoser particolarmente ispirato. Al minuto 11:18 accade il finimondo: con il Bolzano in penalty killing (out Ansoldi), Weawer centra l’incrocio dei pali con una fucilata dalla media distanza. Nonostante il giudice di porta non segnali nulla, uno dei capi-arbitro convalida il gol. Seguono parecchie proteste dei biancorossi e dopo un lungo conciliabolo la quaterna arbitrale decide di “annullare” il gol, apparso in realtà a tutti davvero inesistente. Gli inglesi no si abbattono e cercano nuovamente di schiacciare il Bolzano nel proprio terzo, soprattutto con Calder, Deschatelets e Kelman. Al 12:13 Egger, pescato in azione fallosa, si lascia andare ad un gesto di stizza, guadagnandosi dieci minuti di penalità. Poco dopo il solito Corupe e Di Casmirro confezionano una bella azione in contropiede, non finalizzata per pochissimo. Arriva la seconda sirena, e i presenti si chiedono con quali forze le due squadre riusciranno ad affrontare il terzo e decisivo periodo di gioco.
La tensione che si avverte sul ghiaccio si potrebbe tagliare con il coltello, ogni errore potrebbe rivelarsi fatale. Ciò non frena per niente l’intraprendenza dei Blaze, costretti dal punteggio a rischiare qualcosa, mentre il Bolzano pare non avere nessuna intenzione di scoprirsi. Il momento chiave del tempo e quindi della partita giunge al 13:50 quando i padroni di casa si fanno pescare con sei uomini di movimento sul ghiaccio, costringendo gli arbitri a comminare due minuti di penalità. Dopo soli 41 secondi anche Zisser viene spedito nel penalty box: la squadra inglese ha ora a disposizione ben 79 secondi di doppia superiorità numerica. Corupe perde l’ingaggio e gli inglesi stringono d’assedio la gabbia bolzanina…i secondi sembrano non passare mai per i tifosi biancorossi che restano con il fiato sospeso, quasi come se un respiro di troppo potesse rompere l’incantesimo che sembra proteggere la porta di Håkkinen. Il fortino però resiste e un boato accoglie il rientro in pista di Zisser. Ma non è finita! Al 16:27 è Florian Ramoser a finire in castigo per due minuti. Tutti si attendono che il coach ospite, il signor Thompson, giochi la carta del sesto uomo di movimento rinunciando al portiere, ma ciò non accade e al 17:25 il numero 39 ospite Danny Stewart, decide di dare una mano al Bolzano, beccandosi 2+10 minuti di penalità per una pericolosa carica alla testa. In pratica la partita finisce qui, il Bolzano ce la fa, meritatamente, dimostrando di saper soffrire e di essere un gruppo unito e compatto. A metà gennaio i ragazzi di Helle e Dumont torneranno a Rouen dove, nel 1994, un certo Jaromir Jagr fu protagonista di una prova stratosferica, confezionando 7 assist e contribuendo in maniera decisiva alla conquista del trofeo Sei Nazioni. I tifosi biancorossi si augurano che la cittadina francese porti ancora una volta fortuna ai loro beniamini in quella che si delinea una final four molto difficile.

Il Tabellino: 1°Tempo: 14:42 Roland Ramoser (PP) (Johansson)

Migliori in campo: Bolzano: Håkkinen – Coventry: Perras