5ª giornata… alla sirena

di Alessandro R.

BOLZANO-CORTINA 2-4: Il Big match della serata va in scena al Palaonda, dove si sfidano le prime della classe: da una parte i padroni di casa, la corazzata Bolzano, dall’altra il Cortina di Paul Adey, a sorpresa (ma fino ad un certo punto) in testa alla graduatoria. L’incontro tra le regine dell’hockey italiano si accende al 9.24, quando Pittis spizzica alle spalle di Maund un tiro dalla blu. La risposta arriva tre minuti dopo, con Souza che in superiorità trafigge Hakkinen per un contestatissimo pareggio. Le veementi proteste che ne scaturiscono portano alla penalità partita per un nervosissimo Egger. Dopo un primo drittel tutto sommato equilibrato, nel secondo i bolzanini sembrano poter allungare in maniera definitiva, specie dopo il gol di carambola di Durdin (28.43), che vede un suo disco apparentemente innocuo rimbalzare contro il gambale del portiere ospite e poi finire in rete. La reazione del Cortina si concretizza in un incredibile doppio palo di Gallace, prima dei fuochi d’artificio del terzo periodo. Gli ampezzani, infatti, mettono a segno ben tre reti, grazie a McLeod, DeBettin e Souza che, segnando a porta vuota, chiude un’importante vittoria per gli scoiattoli. Per il Bolzano è il primo stop stagionale, ma il potenziale di questa squadra rimane intatto ed incredibile; il Cortina si lancia da solo in vetta alla graduatoria, mostrando una fisicità ed alcuni uomini di gran classe capaci di cambiare in qualsiasi momento l’inerzia del match. Che sia un anticipo della finale??

VALPUSTERIA-PONTEBBA 2-3 ai rigori: L’ambizioso Valpusteria di coach Mair cerca tra le mura amiche la prima vittoria casalinga della stagione, mentre il Pontebba cerca una vittoria scaccia crisi. Ancora pesanti assenze per i friulani, che recuperano sì Margoni, ma devono rinunciare ancora a Koivisto e Guenette. I lupi partono forte e trovano la rete del vantaggio con Pichler, che trafigge Carpano. Cresce il nervosismo e fioccano le penalità: fioccano anche le occasioni per il Brunico, ma il Pontebba è sempre insidioso in contropiede. Contrattacco che appunto porta al pari al 26°, con l’ultimo arrivato Laroque che trafigge Guard. Con i minuti sale in cattedra Carpano, ottimo come sempre a respingere i tanti tiri dei padroni di casa, e specialmente al 42.00, quando il portiere friulano stoppa un Barber lanciatissimo verso la rete. Dopo i tanti tentativi è Tallari a capitalizzare gli sforzi e a trafiggere un Carpano questa volta non impeccabile. Quando tutti si aspettano finalmente i tre punti, ecco la reazione delle mai dome aquile: Laroque tira ed il giovane Delfino realizza il gol dell’insperato pareggio. Nell’overtime ghiotte occasioni per Tallari e Bernakevitch che sprecano però sotto porta. Nella lotteria dei rigori ha la meglio il Pontebba che con Tomasello e Sparre a segno contro l’unica rete di Bernakevitch, chiude l’incontro portandosi a casa i due punti.

FASSA-ASIAGO 3-2: Il Fassa gioca ma fatica a segnare: questo il leit motiv di una serata che vede i ladini dominare in lungo ed in largo una partita dominata ma chiusa solo nei minuti finali. Notizie positive prima dell’inizio dell’incontro: rientrano Caisse ed Andergassen. Pronti via ed alla prima situazione di powerplay Tuzzolino porta in vantaggio i suoi (4.39). Da questo momento solo Fassa: il pareggio però è solo sfiorato, anche al 10.57, quando Felicetti colpisce un palo clamoroso. La pressione cresce ed il pari arriva al 34.13 ancora con Felicetti, che fulmina l’ottimo Bellissimo: da segnalare che il gol dell’ex capitano fassano rompe un digiuno dalla rete lungo addirittura 94 minuti! Sforzi premiati tutti nel terzo tempo: prima è Iori (40.56) al termine di un’azione personale a segnare il vantaggio, poi Jeff Paul scaglia il missile dalla blu che risulterà decisivo nell’economia dell’incontro. Il sesto uomo di movimento e gli ultimi assalti regalano all’Asiago la rete del 2-3 ad opera di Parco, ma ormai è tardi per recuperare una partita che l’Asiago si è lasciato sfuggire ben prima, non controllando l’inerzia del gioco. Per il Fassa una buona boccata di ossigeno, ma la consapevolezza che per guardare in alto bisogna essere più concreti nel finalizzare le occasioni che capitano.

RITTEN SPORT-ALLEGHE 6-4: Le civette salgono sull’altopiano per far visita al Renon, senza Manuel DeToni, ancora alle prese con l’infortunio al ginocchio; tra i padroni di casa è altrettanto pesante l’assenza di Ingemar Gruber. L’inizio dell’incontro è abbastanza sonnacchioso, ma i ritmi si alzano al 6.29, quando Smith segna in situazione di superiorità numerica la rete del vantaggio per i Rittner Buam. Anche la seconda inferiorità numerica risulta fatale all’Alleghe, che incassa la seconda rete, questa volta ad opera di Scelfo (11.23). A riaccendere la luce per gli agordini ci pensa al 17.32 la più piacevole scoperta di Kelly per questa stagione: Jamieson brucia il ghiaccio e serve un disco pregevole ad Harder, che non può fare a meno di insaccare alle spalle di Cloutier. Nel secondo periodo l’Alleghe sembra molto più intraprendente, e Alberto Fontanive trova in apertura di drittel il gol del pari in modo abbastanza carambolesco (da segnalare, comunque, l’ottima discesa ed assistenza di Nicola Fontanive). La pressione agordina cresce ed al 31.14 Carlo Lorenzi infila Cloutier con una bordata dalla blu. Il Ritten sembra sulle ginocchia, ma bastano cinque minuti in apertura di terzo periodo per ribaltare la situazione grazie alle reti di Tudin (42.06), abile a sfruttare un’incertezza di Groeneveld e di Smith (45.13) che fulmina il portiere olandese in situazione di powerplay. A movimentare una partita interessante, ma tecnicamente non bellissima ci pensa il nervosismo, che culmina in una mega rissa al termine della quale Giallonardo e Corbeil guadagnano anzitempo gli spogliatoi. Ad uscire più frastornati da questi momenti di tensione sono i giocatori dell’Alleghe, che subiscono la quinta rete, ad opera di Nemecek al 53.29. Al 57.06, con il Renon in inferiorità numerica (fuori Tudin), Mike Kelly decide di anticipare i tempi e leva Groeneveld per lasciar spazio al sesto uomo di movimento: la grande pressione è vanificata dall’ingenuità di Alberto Fontanive, che si fa pizzicare in fallo. Altrettanto ingenuo è l’errore dei giocatori di casa, che con un cambio sbagliato, regalano alle civette il rigore per 6 uomini sul ghiaccio. Wiklander segna con estrema freddezza, ma il gol di Scelfo a porta vuota chiude i conti definitivamente. Troppi falli e troppe distrazioni per le civette, che se non risuciranno a limare questi difetti vedranno ben presto le possibilità playoff sfumare; buoni spunti per il Renon, che però non sembra ancora la squadra spumeggiante delle ultime stagioni.

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