Forza Torino!

(dal blog http://www.tuoblog.it/hcdraghi/) – Ci sono dei momenti nella vita, in cui occorre saper fare un passo indietro. Questo vale per le persone, per le passioni, per i grandi amori, ed anche per le società.

Fare un passo indietro, può sembrare al primo sguardo un modo facile e veloce per togliersi d’impiccio, può essere una scappatoia, finanche una rinuncia. Ma talvolta, a ben guardare, fare un passo indietro può salvare la vita. Fare un passo indietro in alcuni casi è l’unico gesto sensato per preservare una situazione o, al limite, permettere che questa abbia un avvenire.

L’esperienza amaramente conclusa dell’All Stars Piemonte nel piccolo mondo dell’hockey su ghiaccio italiano ha lasciato il segno. Palpabile è stata la delusione dei più, profondo il trauma nei tifosi, nell’ambiente e nei campionati stessi.

Tuttavia, la storia dell’hockey torinese, è costellata da rare e fulgide apparizioni, spesso, troppo spesso, più ricordate per improvvisi collassi o sparizioni. Nel tempo, creare e tenere in piedi un movimento hockeystico su una piazza storicamente difficile come Torino è stata impresa ardua e più fallace che altro. Eppure, se guardiamo alcuni elementi reali, ciò che l’All Stars Piemonte ha compiuto è stato un segno di profonda innovazione nel rapporto fra città e hockey. La compagine dell’Ing. Belforte, oltre ad aver raggiunto in entrambe le apparizioni in serie A2 i play-off, ha saputo creare un qualcosa che va oltre il risultato sportivo che i predecessori seppero, a fortune alterne, conquistare e migliorare. L’ASP per la prima volta si è potuta fregiare di un cospicuo numero di tifosi allo stadio, stabili, che tornavano, creando, de facto, un movimento d’interesse. Certo, ci sono movimenti più ampi, ma il fatto in sé è nuovo e non può, non deve, passare inosservato. Per la prima volta nella storia dell’hockey italiano, una squadra torinese ha portato un pullman di tifosi presso la vicina arena di Torre Pellice per i lunghi ed entusiasmanti derby play-off e non solo. Per la prima volta, il pubblico torinese ha scandito nitidamente all’urlo “All Stars! All Stars!” il proprio tifo nelle partite, rivaleggiando anche con tifoserie più strutturate… certamente più numerose.

Ma non è tutto. Intorno alla squadra si è creato un piccolo nucleo di Dirigenti, di staff, di volontari, di semplici appassionati che, con la loro dedizione, hanno fatto vivere, vincere e sospingere la squadra ai risultati di cui sopra, e con loro l’immagine, la credibilità e il movimento ha potuto crearsi, crescere e divenire reale. Che dire degli sponsor privati? Pochi, piccoli ma essenziali. Senza di loro noi, tutti noi, saremmo con certezza a discorrere d’altro oggi.

Inoltre, non può esistere una moderna squadra di hockey senza un vivaio a cui attingere negli anni: troppo risicate le risorse, troppo folti i ranghi degli avversari. Nel contempo, non può esistere un fulgido vivaio giovanile senza dare ai ragazzi una prima squadra a cui si possano ispirare e cui dedichino le loro fatiche per approdarvi un giorno.

E’ dunque su queste basi che, con profondo impegno e totale dedizione, un gruppo di Dirigenti, sponsor, appassionati e volontari, reduce dall’avventura nell’All Stars Piemonte, ha intrapreso un cammino duro e pieno d’insidie che però, oggi, può contare sul primo ed essenziale successo: dare al movimento hockeystico torinese, ai tifosi, agli atleti, ai semplici appassionati un futuro. Certo, inizialmente esso sarà necessariamente più piccolo: per salvarsi è necessario retrocedersi in una serie inferiore: la serie C – 26 Nazionale è un campionato minore, ma competitivo, pieno d’avversari ostici e blasonati, non sarà una passeggiata: tutt’altro. Ma continuare ad esistere, ricostruirsi dalle fondamenta, dare continuità e sviluppo al progetto: queste le priorità che il gruppo s’è dato.

Ma da dove iniziare? L’occasione migliore é quella di rinvigorire e incrementare il lustro di un nome storico dell’hockey italiano: l’Ice Hockey Club Draghi Torino, già partner giovanile dell’ASP, che compie quest’anno 40° anni di storia. Un nome storico, denso di pagine gloriose di hockey cittadino e di nomi importanti a livello nazionale che, con questi colori, seppero nascere hockeysitcamente e trovare successi; due su tutti: Sartori e Migliore. Quarant’anni, quale occasione di rilancio migliore? I Draghi sono società storica nell’hockey italiano, e dal 1969 allevano con un settore giovanile di prim’ordine tante leve cittadine e non.

Con quest’occasione che si propone oggi, il nuovo gruppo confluisce nell’organizzazione dei Draghi e iscrive la squadra al prossimo campionato.

Ma non bastava, non vi erano sufficienti garanzie di successo. Così, il progetto non si fonda sulla semplice esistenza quest’anno, ma sul concreto e già scritto impegno di lavorare con questo progetto su basi quinquennali per tornare, non appena sarà possibile, in serie A2 e di lì proseguire. Fin d’ora quindi l’impegno di tutti (Dirigenti, Staff tecnico, sponsor) è triennale, ma con prospettiva a 5 anni.

Ma per avere successo nell’impresa occorre l’impegno di tutti: non potrà esserci squadra vincente senza soldi. I soldi li porteranno gli sponsor e gli incassi. In entrambi i casi, le cose dipendono da Voi, dai tifosi. Più il movimento si amplierà, più gli incassi permetteranno sopravvivenza e, crescendo il movimento, esso avrà risalto e spazio sui media. Più i media parleranno dell’Ice Hockey Club Draghi Torino, più gli sponsor avranno interesse ad investire su di noi. Non vi siano dunque alibi, la sopravvivenza è raggiunta, ma per proseguire e tornare agli obiettivi che tutti abbiamo, dobbiamo crescere ed uscire dal fango. Solo con la presenza costante della gente, l’appoggio di tutti e l’unione, noi non potremo fallire. Siamo certi, e dobbiamo esserlo, che il passo in dietro con cui abbiamo aperto questa riflessione ora sia più chiaro, e che tutti i tifosi, i potenziali sponsor, i giocatori, i genitori dei ragazzi, gli allenatori, e le Istituzioni sapranno, ora che è noto a tutti, stare uniti, dare dignità e orgoglio alla squadra e innalzare presto, a nuovi ranghi il nome della nostra città: Torino ha ancora l’hockey, da oggi i Draghi sono tornati.

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