La Francia rimane tra gli dei dell’hockey: per l’Italia l’inferno della B

di Alessandro R.

ITALIA – FRANCIA: 4-6 (1-2, 1-1, 2-3)

Un’Italia con le spalle al muro affronta la partita che può segnare la fine del suo mondiale (e della sua permanenza nell’élite mondiale) senza Strazzabosco -rimpiazzato dal rientrante Lorenzi- e con Tragust tra i pali al posto di Hell. Rientra nel line-up Lutz, ci rimane Parco, ma esce Marco Insam: non è bastata l’ottima stagione milanese, per lui l’esordio mondiale è rimandato.
Gli azzurri partono forte, con il piglio deciso che è indispensabile per rovesciare la situazione ed imprimere una svolta alla mini-serie e, dopo le prime scaramucce, passano a condurre: Cirone tira su Huet, il portiere francese respinge e non riesce a bloccare il disco, su cui si avventa lo stesso Cirone che realizza. Dopo la brutta esperienza di ieri l’Italia prova a non abbassare la guardia e continua ad attaccare: ma in due occasioni prima Ramoser poi Cirone “ciccano” da buona posizione la conclusione vincente. All’7.53 arriva la prima penalità dell’incontro ed è comminata ai danni di Pittis: la Francia da lezione di pp ed in soli venti secondi fa circolare il disco con facilità fintanto che Amar non trova l’occasione per fulminare Tragust con un bolide imparabile (8.13). Il pari fa prendere coraggio ai transalpini, ma l’Italia continua a controllare le operazioni. Al 9.41 il powerplay tocca agli azzurri, ma il risultato non è lo stesso di quello dei cugini. La seconda parte della “lezione” arriva al 14.40: con Ansoldi e Signoretti fuori (il primo per un dubbio fallo su Huet, il secondo per un’evitabilissimo ritardo di gioco), la Francia cinge letteralmente d’assedio la gabbia dell’Italia. Prima, al 13.57, Amar scalda i guantoni a Tragust, poi lo stesso Amar pesca un liberissimo Treille che insacca. L’Italia accusa il colpo e, a parte un tiro deviato di Signoretti, non si fa più vedere dalle parti di Huet fino a fine periodo. La spina rimane staccata anche nel secondo periodo, quando invece occorrerebbe più grinta per rimettersi in carreggiata. Anzi sono i francesi a sfiorare in doppio vantaggio al 21.02 con Gras che colpisce un palo clamoroso a Tragust ampiamente battuto. Al 23.10 c’è un’altra superiorità da sfruttare, ma un fallo ingenuo di Scandella al 24.14 ristabilisce la situazione di parità numerica. E’ così che trenta secondi più tardi la Francia ha gioco facile per consolidare il suo vantaggio: l’Italia è colta di sorpresa e gli attaccanti transalpini possono presentarsi in tre davanti a Tragust. Battere il portiere azzurro è un gioco da ragazzi per Zwikel dopo aver ricevuto un centralissimo disco da Desrosiers. Incassato il terzo gol, Goulet decide che per Tragust non è giornata e fa scendere sul ghiaccio Hell, che entra ben in partita fermando una buona conclusione di Bachet al 25.56. Quando la Francia sembra poter sotto controllo la situazione, la grinta di Fontanive e Cirone fa riaprire il match: il giovane alleghese avanza e tira con Huet che non trattiene; ne nasce una mischia furibonda con prima Cirone, poi lo stesso Fontanive che provano a ribadire in rete, cosa che riesce infine a Signoretti (26.12), che segna con Huet in affanno. Dopo la replica di Desrosiers, che conclude alto da posizione vantaggiosissima, arriva un altro powerplay per l’Italia. Dopo quanto di brutto visto in questi giorni, questa occasione rappresenta un evento possiamo dire: per la prima volta nel torne, forse, l’Italia disputa un buon powerplay, andando vicino al gol in diverse circostanze (vedi per esempio il palo colpito da Pittis al 28.50), ma soprattutto facendo circolare finalmente in disco in maniera fluida. Il gol non arriva, ma che finalmente non si sia capito forse come giocare le superiorità? La possibilità di dare seguito ai progressi c’è subito dopo, con Lussier che si accomoda in panca puniti dopo aver caricato Hell, ma Ramoser rovina tutto facendosi cogliere in fallo appena 7 secondi dopo. Considerando che l’unico modo efficace per battere Huet è di tirare da fuori con un terzino che lo disturbi davanti alla gabbia, l’Italia ci prova negli scampoli finali del periodo, ma tutti gli sforzi sono vani. Si arriva così al periodo della verità, che rappresenta la specchio della nostra condizione, fisica e mentale. Peccato che tutte queste attese vadano deluse, ma accade di peggio: con la difesa sguarnita da uno svarione in zona offensiva, Desrosiers R. si invola dalle parti di Hell e lo batte con un tiro preciso. Sembra il colpo del ko, ma la quarta linea (Bustreo, DeToni Manuel e Iannone) non vuole saperne : accade così che DeToni lavori un disco dietro la gabbia, serva Bustreo che con un autentico gioco di prestigio salta un difensore e tira; sul rebound seguente il più lesto di tutti è Iannone ed il gap è di nuovo limitato ad un solo gol (44.14). Minuto 45.12: un buco di Hofer sulla blu (unica macchia di una buona partita) lancia Rozenthal che tira; Hell risponde, ma il disco sul rimbalzo carambola contro la gamba di Treille e finisce in rete. Gol da annullare? Neanche per sogno secondo l’arbitro, che dopo aver “telefonato” agli addetti al video conferma la marcatura. Per l’Italia il baratro è sempre più vicino ed Hell evita che il passivo aumenti salvando di nuovo su Rozenthal al 49.39 e su Gras al 10.07. Il portiere azzurro non è esente da colpe, però, sul gol del 3-6 che chiude di fatto la partita al 51.02: cercando di direzionare un tiro di alleggerimento verso un difensore, Hell non blocca, ma non si accorge che Bordeleau è molto più veloce di Trevisani. Il risultato è che il forte attaccante franco-canadese si trova il disco sulla stecca e non può fare altro che insaccare. Al 16.30 Goulet si gioca l’ultima disperata carta del sesto uomo di movimento e l’Italia, complice una penalità francese (troppi giocatori sul ghiaccio), trova il gol della speranza con Pittis. Nonostante ciò due reti da recuperare sono tante, troppe e la partita si chiude con i dieci minuti si penalità a Iannone per una carica su Bachet.

Cala il sipario sui mondiali canadesi per l’Italia: un’avventura da dimenticare, che ha visto gli azzurri risultare la peggior squadra del torneo con 29 gol subiti e solo 11 realizzate, 5 sconfitte in altrettante partite… Senza andare a consultare statistiche di rendimento più dettagliate, bastano questi pochi numeri per capire come quest’anno il “blue team” sia risultato inadeguato alla categoria. La stagione finisce qui a livello sportivo, ma da qui deve cominciare la ricostruzione per dimostrare che l’Italia dell’hockey potrò tornare nel gruppo A.

Il tabellino:
02:49 1:0 ITA EQ 34 CIRONE
08:13 1:1 FRA PP1 27 AMAR
14:40 1:2 FRA PP2 7 TREILLE
24:44 1:3 FRA EQ 13 ZWIKEL
26:12 2:3 ITA SH1 12 SIGNORETTI
41:17 2:4 FRA EQ 24 DESROSIERS
44:14 3:4 ITA EQ 17 IANNONE
45:12 3:5 FRA EQ 7 TREILLE
51:02 3:6 FRA EQ 71 BORDELEAU
56:58 4:6 ITA PP1 39 PITTIS