L’Italia ad un passo dal baratro

di Alessandro R.

Italia – Francia 2-3 (1-1, 0-1, 1-1) Pittis (I), Y. Treille, Amar, Bordeleau, Helfer (I)

QUEBEC CITY – La Francia si attacca a Huet, a cosa potrà aggrapparsi l’Italia domani? Sicuramente alla voglia di rivincita, perchè una partita in cui metti a segno molti più tiri dell’avversario (40 tiri a 25 per l’Italia!) ed in cui mantieni il quasi totale controllo del gioco non merita assolutamente di essere persa. Ma andiamo con ordine. Dopo le prime scaramucce iniziali, che mostrano un’Italia più brillante della Francia, arriviamo al 2.36, quando l’arbitro assegna i primi due minuti di penalità ai danni dei francesi: a sedersi sulla panca dei cattivi è Treille, ma il powerplay dell’Italia non è affatto incisivo, anzi ad andare al tiro sono i francesi, con una conclusione di Zwikel ben neutralizzata da Hell. Se il primo tentativo non va a buon fine, gli azzurri hanno subito la possibilità di rifarsi perchè Lussier sgambetta Bustreo; ancora una volta il risultato non è soddisfacente, anzi per poco Boredelau non riesce ad aggirare la porta italiana ed a realizzare una clamorosa marcatura in inferiorità. Della serie “non c’è due senza tre”, ancora Treille si fa cogliere in fallo (sgambetto su Pittis), ma questa volta un preciso passaggio di Borgatello sega la difesa transalpina e mette in condizione lo stesso Pittis di superare la muraglia Huet (8.00). Se l’Italia impiega diversi tentativi per essere incisiva, la Francia è molto più lucida: alla prima superiorità la difesa azzurra non stringe le maglie, anzi si dimentica due uomini davanti ad Hell, ed uno di questi -l’ormai solito Treille (sempre Yorick, non il fratello Sacha) riesce a spizzare un tiro di Bachet alle spalle di Hell (9.09). L’inaspettato pareggio affossa il morale degli azzurri che barcollano ancora al 12.08, quando Hell dapprima non trattiene un tiro da lontano, poi però è prodigioso a rimediare sulla doppia conclusione di Bordelau. L’Italia si rivede al 16.18, quando Huet stoppa agilmente un’azione insistita di Nicola Fontanive; sul ribaltamento di fronte, invece, Trevisani è costretto al fallo per limitare i danni ad una difesa colta sguarnita ed impreparata. Questa volta sono i francesi a giocare un power-play inconcludente lasciando agli ultimi minuti del periodo le due incursioni più pericolose agli azzurri. Al 17.41 Scandella ci prova in percussione, ma la sua avventura finisce addosso a Huet; l’occasione della serata, però, è sulla stecca di Ansoldi, che dopo aver intercettato un disco all’altezza della blu si invola tutto solo verso l’estremo francese, che ancora una volta sventa. Botta e risposta: con l’Italia in superiorità (troppi giocatori sul ghiaccio) è ancora Bordelau a creare scompiglio cogliendo una traversa clamorosa.

Il copione del secondo periodo vede ancora il predominio territoriale italiano, che si concretizza però solamente in diversi tiri infruttuosi verso la porta. Altrettanto senza esiti rimane, pertanto, l’incursione di Chitarroni che, dopo aver ricevuto un disco e tirato addosso al portiere, si vede respingere dallo stesso Huet il disco con i piedi, pur trovandosi quest’ultimo ormai sdraiato sul ghiaccio. Il gioco dell’Italia -nonostante il controllo delle operazioni- continua ad essere abbastanza balbettante e fa specie vedere come, per lunghi tratti, sia la quarta linea (spesso la linea deputata alla rottura del gioco degli avversai) quella a costruire e a far girare meglio il disco. Come una doccia fredda arriva, a trenta secondi dalla fine, il vantaggio francese: dopo una prima parata di Hell su un tiro di Desroisers, Zwikel raccoglie il disco da dietro la gabbia e serve Amar che non può fare altro che segnare, davanti alla gabbia azzurra.
Nel terzo ed ultimo periodo, iniziato con un attimo di ritardo perchè la rolba aveva lasciato dell’acqua ai lati della porta italiana, parte forte la Francia, che va prima vicina alla marcatura, e poi la trova al 51.05 con Bordelau, il più lesto di tutti a raccogliere il disco dopo il rimbalzo sul palo alla destra di Gunther Hell. Piove sul bagnato per gli azzurri che perdono pure per infortunio Michele Strazzabosco al 53.28: dopo aver ricevuto una durissima carica alla balaustra de Treille Y., il terzino azzurro sbatte il viso sul vetro (riportando un sospetto trauma cranico) e deve abbandonare, visibilmente stordito, il campo da gioco. A questo punto ci si potrà chiedere come mai coach Goulet abbia deciso di far cambiare solo 6 terzini (e ben 5 attaccanti per la quarta linea), senza prevedere una situazione del genere… Con il passare dei minuti, ed il conseguente venire meno della freschezza abituale, gli azzurri si fanno cogliere impreparati e regalano ai francesi 6 minuti di di powerplay nei secondi conclusivi dell’incontro. E la cosa che fa più arrabbiare e dispiacere è notare come la Francia, eccetto due giocatori (Huet e Bordelau) non sia affatto un avversario di un’altra categoria. Ad ogni modo, quando ormai la partita pare essere destinata a concludersi sul 3-1, ecco arrivare il gol di Helfer al 59.52, una rete non utile ai fini del risultato, ma comunque importante per il morale di una nazionale già abbastanza provata. A nulla valgono gli assalti finali in sei contro cinque perchè il risultato non cambia più. Per l’Italia con le spalle al muro ancora due possibilità provare a salvarsi e rimanere con le grandi: ovviamente dovranno prevalere la calma sulla frenesia di strafare e la consapevolezza dei propri mezzi dopo una gara condotta dal punto di vista del gioco ma persa sul tabellone. La Francia non è una squadra di marziani e pure Huet ha dimostrato, pur tralasciando gli svarioni delle partite scorse, di essere ampiamente battibile: perchè non crederci fino alla fine quindi? In fondo due partite le avremmo dovute vincere comunque…