Intervista al nuovo allenatore dell’Alleghe Mike Kelly

di Alessandro R.

QUEBEC CITY – Poco prima della partita dell’Italia contro la Danimarca abbiamo incontrato, mentre si aggirava per il Pepsi Colisee, Mike Kelly, neo coach dell’Alleghe.

HT: Salve coach. Per cominciare, cosa l’ha convinta a ritornare ad Alleghe?
MK: Mia moglie mi ha sempre spinto a tornare ad Alleghe, entrambi abbiamo sempre voluto tornare in Italia. Sono stato in riva al Lago dall’83 per sei anni e poi sono stato altri 2 anni a Cortina: i miei figli sono cresciuti in Italia, è stata una bellissima esperienza dal punto di vista umano e professionale. Abbiamo ottenuto dei buoni risultati e penso e spero ci si possa ripetere l’anno prossimo: io conosco quasi il 60% dei locali, li ho allenati 20 anni fa quando erano dei ragazzini e li ho visti crescere… Lino, Manuel, Fabrizio, erano tutti ragazzini all’epoca, più o meno grandi, ed ho tanta fiducia in loro come giocatori: c’è abbastanza talento, tra loro e gli altri, per fare una bella stagione. Poi si vedrà se avremo fortuna nella rincorsa al titolo, tutti vogliono vincere…

HT: Secondo lei, quali sono le ragioni della brutta stagione delle civette?
MK: Sono cose che succedono… Sulla carta l’Alleghe era una delle squadre da battere, ma gli infortuni hanno cambiato un po’ le carte in tavola. Poi ci sono stati i problemi con Askey… Io sono stato ad Alleghe per quasi sei settimane dopo Natale e hanno giocato circa diciotto partite, perdendone al massimo quattro. Così pure ai playoff è la squadra che ha più fatto soffrire il Bolzano che poi ha vinto lo scudetto. Cosa sia successo? Non lo so esattamente, ma non è la prima squadra a mancare i pronostici, sono cose che succedono… Dobbiamo andare avanti!

HT: Se fosse il coach dell’Italia, come imposterebbe la partita di stasera contro la Danimarca? Cosa direbbe ai ragazzi?
MK: Direi di dimenticare il risultato contro la Russia, perchè questa è un’altra storia. Sono due squadre abbastanza simili Italia e Danimarca e secondo me l’Italia deve giocare in modo abbastanza aggressivo e senza aspettare gli errori dell’avversario ma provare a provocarne degli errori, provare a pattinare con confidenza. Ho visto la partita di una settimana fa contro la Bielorussia e mi è sembrato che l’Italia avesse poca confidenza: i giocatori validi ci sono, devono rilassarsi e giocare come possono.

HT: Sappiamo che lei riserva molte attenzioni ai giovani e che l’anno prossimo il volto del “Blue-Team” potrebbe cambiare molto per il possibile ritiro di diversi “vecchietti”: come vede lo stato di salute del movimento italiano?
MK: Ho un’idea abbastanza positiva: è stata una bella sorpresa quando sono venuto quest’anno ed ho visto il buon livello dell’hockey in serie A. Gli stranieri sono più o meno uguali, mediamente, di 20 anni fa, ma gli italiani sono molto più forti di 20 anni fa; nessuna squadra gioca più a due linee ovviamente e ci sono alcune compagini che schierano anche una quarta linea. Giocatori come Insam per esempio: in due anni può finire in nord-America a giocare se si impegna. Insomma, un bilancio tutto sommato positivo.

HT: Che squadra vede favorita per la vittoria finale ai mondiali canadesi?
MK: Io sono canadese e naturalmente scelgo il Canada. Mi ha fatto una buona impressione la squadra statunitense: hanno diversi giovani elementi che posso fare molto bene piuttosto che dei “vecchi” già arrivati tra i professionisti e quindi privi di stimoli per i mondiali.

HT: Lei ed il presidente Rossi siete qui da spettatori o siete già alla ricerca dei possibili nuovi acquisti per la stagione prossima?
MK: No assolutamente. Siamo qui io ed il presidente per veder alcuni giocatori in particolare, ma anche tutti i giocatori italiani della nazionale, perchè il mercato può sempre riservare delle sorprese. Poi magari c’è qualche giocatore della Danimarca che vuole venire l’anno prossimo a giocare in Italia… Bisogna sempre essere attenti e conoscere un po’ tutti i giocatori in circolazione per fiutare i buoni affari.

Si ringraziano Mike Kelly e l’Alleghe per la disponibilità e per la collaborazione.

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