Il coraggio di provarci, la bellezza di riuscirci.

di AM

La stagione delle Vipere è partita da lontano, ancor prima del maggio scorso, quando la conferma di Adolf Insam fu il primo tassello del team di questo campionato. E’ iniziata qualche tempo prima, dal desiderio espresso dal suo Presidente: “Mi piacerebbe una squadra di milanesi”, iniziò ad affermare qua e là. Si riferiva a ciò che nella stagione appena conclusa ha realizzato, inserire nella rosa “i milanesi” ossia dei giovani provenienti dal vivaio.
Dopo sette finali consecutive, l’ultima persa contro il Cortina era chiaro che il ciclo fosse terminato, i “vecchi” amati e inappagabili oriundi che avevano costituito l’ossatura della squadra per tanti anni erano giunti al capolinea; la nuova scommessa dell’Alvise, come viene affettuosamente chiamato dai tifosi, si definisce “puntiamo sui giovani”.
Il quadro societario non si cambia…e neppure l’attore numero uno: coach Insam accetta con entusiasmo, lusingato dalla proposta del Presidente, si definisce “Molto contento della riconferma. Con l’ultimo campionato abbiamo chiuso un ciclo, ma ora ripartiamo con nuovo slancio e con un progetto ambizioso”.
Si parte dal portiere ungherese Szuper (back up Della Bella), già visto con la maglia dell’Asiago, poi serve una nutrita schiera di italiani oltre ai sette stranieri…si cerca di mixare giovani talentuosi e altri più esperti: in difesa confermato Strazzabosco divenuto il capitano della squadra e Trevisani tornato dalla esperienza svedese; si aggiungono Kelly, Kurtz e Lethinen.
Davanti confermati Evans, Iannone e Scandella, torna Di Stefano ora italiano dopo l’esperienza in A2 al Valpellice, resta Mantovani e si aggiungono il veterano Simon con un curriculum di tutto rispetto e uno scalpitante Stephenson.
Al gruppo si aggiungono i più giovani italiani Re, Raymo, Mair, Migliore, Mazzacane, Caletti, Pozzi, Lorini e a metà ottobre torna dall’esperienza in College in Canada, Marco Insam.
Un roster miscelato da elementi di esperienza e giovani carichi di entusiasmo. L’obbiettivo è puntare più in alto possibile senza porsi limiti e senza farsi esagerate illusioni dando tempo di imparare e cresce ai più giovani.

La regular season parte bene, infatti Milano è sempre tra le prime squadre in classifica, mai sotto il quarto posto, mentre altri team più quotati stentano a decollare, le Vipere fanno la loro bella figura su tutti i ghiacci.
Mollano il colpo il deludente Di Stefano che per motivi personali chiede di essere lasciato libero di tornare in Canada e Pozzi che preferisce giocare in A2 al Valpellice con più continuità.
Milano si toglie anche delle belle soddisfazioni con varie vittorie esterne anche in formazione rimaneggiata, oppure in casa con il Cortina per 9-1, un master round da protagonisti che classifica la squadra al secondo posto con il vantaggio in semifinale del fattore campo.
Fallisce invece l’obiettivo della coppa Italia, il Pontebba (futuro vincitore della manifestazione) elimina le Vipere ai quarti togliendole la possibilità di giocare le Final Four a Torino.
Nella stagione regolare si mettono in particolare evidenza: Stephenson, ala molto veloce a dispetto della sua grande stazza fisica, abile nell’uso della stecca, dotato di un gran fiuto del gol, ama molto puntare l’avversario nell’1vs1; Scandella, goleador e assist man ritrovato; Iannone che va in rete con continuità per tutta la stagione sfruttando soprattutto il suo potente tiro; Strazzabosco capitano coraggioso, si adopera anche come chioccia per consigliare i più giovani; Lethinen preciso e puntuale difensore schierato costantemente con i giovani; il portiere Szuper molto abile e sicuro tra i pali, un po’ meno nell’uso della stecca.
A gennaio nel “mercato di metà stagione” torna a Milano dopo qualche mese a Pontebba Patrick Lefebvre quarantenne con classe cristallina, mani d’oro. A fine gennaio, tagliato Simon (penalizzato da problemi di salute per tre mesi, non dava più garanzie tecniche e soprattutto fisiche), è arrivato Day dal Graz.

Dopo aver concluso appunto il master round al secondo posto, eccoci ai playoff: ai quarti di finale l’avversario è il Pontebba fresco vincitore della Coppa Italia.
Milano vince in casa gara1, ma si addormenta a Pontebba e i padroni di casa non si fanno pregare: la serie è in parità. In gara3 all’Agorà, complici delle palesi incertezze di Szuper, il Pontebba ribalta la serie e i Vipers iniziano a tremare…non si può più sbagliare. E Milano non sbaglia, due vittorie (con finale brivido a Milano in gara5) e si va in semifinale. Ad aspettarla una rivale storica: Bolzano.

Partenza col botto all’Agorà…5-0! Dominio sul ghiaccio, shotout per Super. Sembra che la serie abbia preso la piega giusta, ma due giorni dopo la serie torna in parità e all’Agorà ai supplementari vince il Bolzano dopo che i Vipers hanno condotto tutta la gara in vantaggio. L’avventura finisce a gara4, dopo il momentaneo vantaggio di Insam M., Bolzano si impone sul ghiaccio e porta a casa la qualificazione alla finalissima contro il Renon.

La stagione dei Vipers si può certamente considerare positiva, l’obbiettivo di lanciare in serie A i giocatori del vivaio è stato pienamente raggiunto, se consideriamo che la terza linea di attacco è stata per tutto l’anno appunto costituita dai più giovani e anche nella terza linea difensiva (questa fino ai play off).
Le parole di Migliore, il General Manager riassumono molto bene la stagione e lo spirito che l’ha accompagnata… “Abbiamo inserito a roster otto giovani del vivaio che si sono allenati e hanno avuto la possibilità di giocare. Siamo arrivati ad un passo da una finale che sarebbe stata storica. Siamo stati bravi a centrare il Master Round dopo un periodo di flessione, giocando il girone molto bene e dando al nostro progetto quella credibilità che ci serviva per continuare a crescere. Abbiamo onorato i play off riuscendo a passare il quarto di finale dopo essere stati sotto nella serie col Pontebba. Il Bolzano ha saputo invece approfittare di una certa nostra inesperienza, poi il pareggio a un minuto dalla fine in gara3 ha pesato tantissimo.”
Anche per il futuro la voglia di portare avanti questo progetto è assicurata, la voglia di tornare primi protagonisti del campionato è tanta. Dopo sette finali consecutive delle quali cinque vinte, c’è da aspettarsi ancora qualche soddisfazione.

Ora fino al 20 aprile lo staff e la squadra sono in “vacanza”, dopo di che i giovani torneranno subito al lavoro per migliorare soprattutto da un punto di vista fisico, perché “per diventare veri professionisti bisogna allenarsi 11 mesi l’anno”, parola di coach Insam!
E in quel periodo ci saranno pure le prime riunioni dello staff tecnico con il Presidente Di Canossa, per iniziare a studiare la nuova stagione, conferme e possibili rinforzi. Senza dimenticare che dall’anno prossimo ci si qualifica anche per la neonata Champions League, il campionato europeo di hockey su ghiaccio.
Di nuovo subito al lavoro, appunto, per continuare a stupire.

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