Intervista a Jason Cirone

di Francesco Seren Rosso

Jason Cirone ha lasciato indubbiamente un ricordo indelebile in tutti gli appassionati italiani, giocando per sei stagioni ad Asiago con cui ha vinto una Coppa Italia ed una Supercoppa. Da due stagioni è tornato in Nord America, giocando nel 2006/07 a Rio Grande Valley Killer Bees nella Central Hockey League, e quest’anno è passato ai Flint Generals nella International Hockey League. Dopo trentasette partite, i Generals sono secondi in graduatoria con 20 vittorie e 17 sconfitte, di cui 3 all’overtime e 6 ai rigori per un totale di 49 punti; in testa ci sono a quota 58 i Fort Wayne Komets.
Per quanto riguarda le graduatorie individuali, Cirone è il secondo marcatore di squadra, e quinto assoluto, con 42 punti, frutto di 12 reti e 30 assist che gli valgono anche il primato in squadra. Lo scorso 6 gennaio ha toccato il traguardo delle 1.000 partite in carriera, a tal proposito lo abbiamo intervistato.

Hockey Time: Hai appena superato le 1.000 partite giocate in carriera, suppongo sia una bella soddisfazione…

Jason Cirone: Sono contento. Servono fortuna, pazienza, i compagni di squadra giusti e molti allenatori a cui piaci per arrivarci.

HT: Come si piazzeranno i Generals al termine della stagione?
JC: Abbiamo una squadra molto buona e se arriverà qualcosa in meno del titolo sarà una delusione.

HT: Credi che l’arrivo di Darren McCarty potrà dare ai Generals la spinta decisiva verso il titolo?
JC: Non si fermerà con noi tutta la stagione, ma sta facendo bene con noi.

HT: Che rapporto hai con il coach? E con i compagni di squadra?
JC: Io ed i miei compagni abbiamo un ottimo rapporto ed è questo il motivo per cui vinciamo molte partite. E’ necessario un ottimo allenatore per fare delle buone partite.

HT: Come si svolge la tua giornata/tipo?
JC: Guido fino a Flint per 40 minuti tutte le mattine. Poi allenamento per un’ora e venti minuti. Dopodiche, torno a casa, mangio con mia moglie Kristen ed aspettiamo che tornino i figli da scuola.

HT: Il giocatore e la squadra che più ti hanno impressionato sin’ora?
JC: Kovalchuk, della Russia.

HT: Quale sono le maggiori differenze tra la IHL e la Serie A, sia a livello di gioco che a livello di ambiente?
JC: Penso che qui ci siano molte più cariche, il gioco è molto più fisico. Inoltre, bisogna pattinare di più perchè le piste sono più grandi.

HT: Hai già pensato a cosa fare finita la carriera di giocatore?
JC: Voglio diventare allenatore quando mi ritirerò.

HT: Qual è stata la tua più grossa soddisfazione della tua carriera?
JC: Giocare le Olimpiadi con l’Italia.

HT: E la più grande delusione?
JC: Non aver più giocato in NHL.

HT: Il campionato italiano è per te un capitolo chiuso?
JC: Non si può mai sapere…

Si ringraziano Jason Cirone ed i Flint Generals per la disponibilità.