Per il Davos l’obiettivo è migliorare il terzo posto del 2006

di Matteo Pocidi

La cittadina di Davos, situata a 1500 mt. di quota nel canton Grigioni, vanta una lunga tradizione hockeystica. Il club infatti venne fondato nel lontano 1921 e da allora calca con alterne fortune i palcoscenici del campionato svizzero. Numerosi (ben 28) sono i titoli vinti dall’HCD, anche se la maggior parte conquistati prima dell’1986, anno dell’introduzione dei Playoff.
I grigionesi approdano a questo torneo in virtù della vittoria in patria dell’anno scorso, quando sconfissero 1-0 alla settima partita di finale il Berna. La squadra è guidata dal 1995 dal vulcanico Arno Del Curto, coach dalla grande personalità che sa spesso trarre il meglio dagli uomini a disposizione.
Tra i giocatori di maggior spicco meritano sicuramente una citazione Reto Von Arx, probabilmente il miglior centro indigeno della LNA, e Alexandre Daigle, il cui curriculum non ha certo bisogno di presentazioni. In difesa risalta invece il nome dell’ex-NHL Janne Niinimaa, uno dei colpi del mercato estivo, mentre in porta il Davos può contare su un duo di giovani portieri, Berra e Genoni, talentuosi ma ancora inesperti ai massimi livelli (e con ogni probabilità dalle loro prestazioni dipenderà molto del cammino degli elvetici in questo torneo).

Attenzione poi anche a Dario Bürgler, 20enne molto promettente, e a Michel Riesen, uomo che se in giornata può fare la differenza.
Passando all’attualità, i grigionesi sono reduci da un torneo di casa, la celeberrima Coppa Spengler, disputato sotto tono e concluso all’ultimo posto. In campionato la formazione di Del Curto veleggia attualmente al quinto posto, con però più ombre che luci nell’ultimo mese. A complicare la situazione si è poi aggiunta un’epidemia influenzale che ha costretto i gialloblu a rinviare la gara contro il Friborgo del 05 Gennaio.
A San Pietroburgo il Davos è inserito nella Ivan Hlinka Division assieme a Sparta Praga e Karpat Oulu. Sulla carta il match contro i campioni cechi è alla portata dei grigionesi, mentre più proibitivo si annuncia lo scontro con gli "ermellini" finlandesi. Obiettivo della formazione elvetica sarà comunque quello di migliorare il terzo posto dell’edizione 2006. Mission impossible? Probabilmente sì secondo il sottoscritto, ma in una gara secca tutto può succedere.