Campionato italiano a rischio

di Marco Depaoli

Sembra un incubo ma potrebbe essere realtà, il movimento dell’hockey femminile sta cadendo sempre più nel baratro e l’epoca della fine anni ’90 con una ventina di squadre, una serie A e una serie B sembra ormai una leggenda. Dopo ormai diversi anni che a giocarsi il titolo solo sempre le stesse 4 squadre (e per fortuna che c’è l’EWHL internazionale che impegna ad alto livello Bolzano e Agordo) da questa stagione il nostro movimento deve fare definitivamente a meno del Como, una delle formazioni storiche tra le prime nate. Ieri sulle pagine del Gazzettino è apparso un altro inquietante scenario, quello della rinuncia alla partecipazione al torneo nazionale anche dell’Agordo, campione in carica nonché culla storica del movimento femminile.

Le ragioni sembrano accomunare anche le altre due squadre rimaste in vita, Bolzano e Piemonte, e sono soprattutto economico-organizzative. Già di per sé un torneo a tre squadre non dà le giuste motivazioni… ma tra le note si parla di "un regolamento inviato solo il 15 novembre", la spesa organizzativa delle partite che in caso non si svolgesse regolarmente comporterebbe una sanzione di 8mila euro (e con roster così corti non sarebbe una possibilità remota) e riguardo la formula del torneo con i playoff (!). Non c’è poi una linea comune nemmeno sull’utilizzo delle giocatrici straniere, secondo cui la federazione obbligherebbe ad avere delle tesserate a livello Under 8 o 10.