EIHC: la Bielorussia vince la tappa di Hamar

di Davide:

è la Bielorussia ad aggiudicarsi un po’ a sorpresa la tappa norvegese dell’EIHC. Presentatisi ad Hamar con una squadra molto sperimentale, formata esclusivamente da giocatori del campionato locale, i bielorussi hanno completato un percorso perfetto, 3 vittorie su tre, dimostrando di saper soffrire, come nell’incontro con i padroni di casa, vinto 3-2 recuperando dallo 0-2, ma anche di possedere molte soluzioni in attacco, il 6-0 dell’ultima giornata alla Lituania lo dimostra. Saranno pochi i nomi dell’attuale roster che vedremo in Canada, ma il coach Kurt Fraser ha molti motivi per essere ottimista. Specialmente il trio del Metallurg Zhoblin Pavel Volchek, Roman Gorbokon e Sergey Kukushkin ha dimostrato di poter ambire almeno ad una terza o quarta linea per i mondiali.
Se i bielorussi sono stati la sorpresa, la Norvegia chiude il torneo di casa al secondo posto ma con molta amarezza: un’ottima organizzazione logistica e il miglior roster possibile, a parte i "nordamericani", hanno partorito appena una vittoria, contro la Lituania. Gettata al vento la partita con la Bielorussia, i norvegesi hanno ceduto anche contro la Polonia agli shoot-out, anche in questa occasione facendosi rimontare due reti. Una questione soprattutto di tenuta mentale dunque, perchè giocatori come Lars Erik Spets o Per-Åge Skroder non possono essere quelli visti all’opera ad Hamar.

La Lituania, che conta su un nucleo di giocatori molto motivato quando si ritrova in nazionale, ma che singolarmente non riesce a fare il salto di qualità, ha probabilomente fatto il massimo possibile, portando a casa una bella vittoria contro la Polonia – hattrick di Darius Lelenas – una sconfitta onorevole contro la Norvegia ed una un po’ meno contro la Bielorussia, 6-0. Buon esordio in nazionale del talento Donatas Kumeliauskas, classe 1987, che deve trovare al più presto un palcoscenico migliore di quello che gli offrono i lettoni del Latgale, sua squadra di club.
La Polonia, infine, ha messo un cerotto al suo torneo, comunque non positivo, con la vittoria finale contro la Norvegia, ma per i polacchi c’è ancora molto da lavorare: sono sempre i soliti – Damian Slabon e l’ex Milano Leszek Laszkiewicz – a tirare la carretta e non si vedono all’orizzonte ricambi adeguati.