Le tegole dell’Alleghe: Clarke e Askey

di Camilla

ALLEGHE – MILANO: 2–6 (0-2; 0-1; 2-3)

Stagione finita per il primo ed enigmatica per il secondo.

Al decimo minuto del terzo tempo dopo la quarta rete del Milano l’attaccante inglese si schianta sulla balaustra riportando una doppia frattura al malleolo con interessamento dei legamenti.
Dopo la farsa di Brunico ci si aspettava l’inserimento di Moretti fin dal primo minuto e invece coach Ivany ha deciso in favore di Askey che ha ricambiato con una prestazione grottesca.

Parte subito in quarta il Milano non lasciandosi sfuggire l’opportunità di portarsi immediatamente in vantaggio al 5°minuto con un contropiede di Trevisani. Ed è subito apnea per l’Alleghe. Gli ospiti, fiutando già una possibile crisi tra le file alleghesi, ne traggono nuovamente vantaggio grazie a un altro contropiede ben organizzato, con la conclusione di Stephenson.
Da qui in avanti c’è solo l’Alleghe che, volendo tenere il disco più lontano possibile dalla propria porta, schiaccia i milanesi nella loro metà campo. Le civette creano alcune limpide occasioni ma non trovano il pertugio vincente. Cosa che viene facile facile alle vipere che con un tiro senza pretese chiudono la seconda frazione sul 3-0 con Evans.

Nel terzo tempo succede di tutto e di più. Partono a razzo i padroni di casa che nel giro di 2 minuti con l’ex Chitarroni e Clarke riaprono la partita. Nel momento di maggior pressione alleghese il capo arbitro dà 4 minuti a Chitarroni per bastone alto mentre la ferita del giocatore milanese era palesemente dovuta ad un disco vagante.
Un black out per l’Alleghe con protagonista in negativo l’estremo difensore Askey che si fa impallinare per 2 volte (dai soliti Stephenson e Trevisani) come fosse un pivello che abbia messo per la prima volta i pattini.
Nell’intervallo fra le 2 marcature il già citato grave infortunio di Clarke.
L’ultima rete del Milano di Evans (.. e forse l’ultima incassata con la maglia alleghese da Askey) apre una crisi tecnica e gestionale della Società del presidente Renato Rossi.

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