Stanley Cup Finals 2007: i Ducks sempre più vicini al trofeo.

di Monica.

Anaheim Ducks- Ottawa Senators 3:2 (0-1; 2-1; 1-0).

Si torna subito in scena per la quarta gara delle finali ma manca uno dei protagonisti di Anaheim, Chris Pronger, sospeso per una partita dopo la gomitata a McAmmond (anche lui fuori in questo incontro). Altra assenza chiave per gli americani è quella di Kunitz uscito malconcio in game 3.
Già prima del face off iniziale i primi dissapori si materializzano, protagonista è Neil che provoca un po’ tutti i giocatori di Anaheim e dopo 58 secondi è toccato da Beauchemin con la stecca e platealmente il Senator cade a terra, non è dello stesso avviso il referee che aggiudica penalità per slashing.
Ottawa non capitalizza ma comunque domina i Ducks per tutto il primo periodo, da registrare il tentativo di Spezza dopo quattro minuti e quasi a metà periodo ma in tutti e due i casi il puck non entra.

La migliore chance per Anaheim arriva al tredicesimo minuto con Perry che si invola da solo verso la porta ma con Emery battuto è il palo a negare la gioia del goal.
Il risultato si sblocca all’ultimo secondo (19:59) dai Senators, dominatori assoluti del primo periodo, con Fisher che serve Shaefer il quale da dietro la porta passa ad Alfredsson che fredda Giguere.
Si passa al secondo periodo e la partita cambia faccia: se inizialmente era Ottawa a farsi vedere sempre dalle parti di Giguere, questa volta sono i Ducks a farsi minacciosi in ogni occasione davanti alla zona difesa da Emery.
E ancora una volta McDonald trova il palo ad opporsi quando siamo solo al terzo minuto.
A metà frazione di gioco Marchant serve da dietro la porta di Emery lo stesso McDonald che con una bellissima azione si aggira nella zona avversaria e fredda il goalie dei Senators riportando la situazione in parità (10:06).
Ma il McDonald show continua e la perla della serata arriva esattamente un minuto più tardi (11:06) quando Rob Niedermayer lo serve a center ice, il canadese #19 di Anaheim lasciato wide open dai Senators va verso la porta, semina facilmente i due difensori rimasti ed anche Emery e con un backhand mette a segno un goal-prodezza che vale il meritatissimo vantaggio.
Piovono ancora occasioni per Anaheim ma è Ottawa a pareggiare (18:00) con, udite udite Dany Heatley, giocatore su cui erano riposte molte delle speranze di Ottawa ma in realtà autore di una finale di Stanley Cup assolutamente incolore fino a questo punto.
Ma sempre al termine del periodo ecco un altro episodio da discussione: Alfredsson a center ice sta per effettuare uno slap shot ma all’ultimo momento aggiusta la mira e tira, il puck finisce sulla caviglia di Scott Niedermayer ed ora tutti si interrogano se sia stata un’azione fatta in modo intenzionale.
Terzo periodo e Teemu Selanne “prepara” (è proprio il caso di dirlo!) il puck a Penner che senza nessuna fatica (Emery era da tutt’altra parte, ubriacato dalle mosse del finlandese) lo accompagna in rete.
Ottawa inserisce negli ultimi minuti l’attaccante in più ma a nulla serve, i Ducks resistono e portano a casa la vittoria e la possibilità di ben tre match point.

Su Anaheim non c’è proprio niente da dire: a parte il primo periodo in cui hanno sofferto l’avversario, la partita è stata controllata in ogni reparto in modo impeccabile tanto che nessuno si è accorto delle assenze importanti, anzi sembra proprio che la sospensione di Pronger abbia proprio permesso alla squadra di unirsi ancora di più per affrontare la gara.
Vittoria di gara 4 è quindi strameritata per questa compagine che mercoledì avrà l’occasione di chiudere definitivamente la serie.
Per quanto riguarda Ottawa sono moltissimi i punti che devono essere toccati e che saranno riassunti brevemente: innanzitutto non è comprensibile come in una finale di Stanley Cup si possa giocare dominando per soli venti minuti per poi subire l’avversario per il restante tempo. La difesa ha troppe lacune, Emery sembra non essere più l’uomo-sicurezza che era diventato e soprattutto il reparto offensivo sembra aver perso gli artigli, e lo dimostra il black out di uno degli uomini chiave, Dany Heatley al primo punto in tutta la serie finale.
In parole povere, la macchina che sembrava funzionare alla grande nella finale di Conference sembra essersi inceppata proprio nel momento più importante. Starà all’intero gruppo dimostrare il contrario anche se adesso ogni partita verrà giocata spalle al muro.
Infine un piccolo commento va fatto sul comportamento di Alfredsson: il Capitano di Ottawa, uomo simbolo della squadra sembra stia attraversando la stessa crisi di nervi di Chris Pronger: il condizionale è d’obbligo dato che ancora non è chiaro se lo slap shot era effettivamente indirizzato a Niedermayer oppure solo il frutto di un errore nel prendere la mira ma altra cosa preoccupante è la reazione seguita all’episodio con lo stesso Alfredsson che prima ha colpito in faccia Moen dando il via alla classica rissa da nervosismo tipica dei play offs, poi ha continuato a discutere anche all’ingresso sul ghiaccio per il terzo periodo.

Bryan Murray commenta così la sconfitta dei suoi: “Abbiamo giocato bene nel primo periodo ma non siamo riusciti a segnare fino al termine della frazione di gioco, abbiamo avuto molte occasioni ma non le abbiamo sfruttate. Non c’è però nessuna scusa che giustifichi il modo in cui abbiamo giocato nel secondo periodo”.
Scott Niedermayer è molto soddisfatto del modo in cui hanno giocato i suoi compagni: “Per vincere una partita è necessario segnare molti goal e possibilmente da diverse linee in momenti diversi. La linea di McDonald questa volta è stata determinante per noi”.

Tra le curiosità c’è da segnalare che da Mercoledì ci sarà un ospite speciale ad assistere alla gara (e a quelle eventuali) ovvero la Stanley Cup.
I Senators devono ancora una volta sfidare la storia: l’unica squadra che è stata in grado di rimontare da un deficit di 3-1 e di vincere poi il campionato è quella dei Toronto Maple Leafs nel 1942.