Italia-Danimarca: gli azzurri giocano solo un tempo

di Alessandro R.

MOSCA – Dopo le belle prestazioni contro Russia e Finlandia, l’Italia é chiamata a dare continuità ai progressi dimostrati contro un avversario ben piú alla portata, la Danimarca di coach Mike Sirant.
Si tratta dell’ultima partita a Mosca per entrambe le formazioni, già matematicamente fuori dai quarti, ma entrambe le squadre hanno interesse a chiudere la loro positiva avventura nel migliore dei modi. Nell’Italia rientrano Signoretti e Bustreo, mentre a finire in tribuna é Lefevbre: tra i pali Goulet sceglie Carpano.
Pronti via e dopo soli dieci secondi Cirone prova ad impensierire Hirsh, ma il suo tiro e’ centrale. Al 2.53 arriva la prima penalità: ad andare nella panca dei cattivi è Rigoni per un’ostruzione a centro pista. La Danimarca è lesta ad approfittare della situazione e al 3.46 passa in vantaggio alla prima occasione: Staal tira, Carpano risponde ma il disco carambola su Strazzabosco e finisce la sua corsa in rete. Passa meno di un minuto e Margoni si fa intercettare un passaggio nel terzo offensivo; i danesi ripartono fulminei e da una situazione di 3 contro 1 arriva il raddoppio (autore del gol Regin). L’Italia costruisce poco o nulla e libera molto, mentre la Danimarca sembra avere una marcia in più. Tris servito al 6.30, per i danesi e’ tutto facile: Pander serve al centro Nielsen che insacca tutto solo. Tre tiri e tre gol subiti: questo la dice lunga sull’Italia che ha cominciato l’incontro… Altra penalitá al 6.51, punito Trevisani; nell’occasione cambio in porta per l’Italia, con Hell che prende il posto di un Carpano non difeso dai compagni. La prima vera occasione per gli azzurri arriva al 8.57, con DeBettin che conclude a lato di poco. Al 12.22 R.Ramoser tira di rovescio, il disco danza nell’area senza che il portiere avversario se ne avveda, ma Ansoldi manca il tap-in di un soffio. Finalmente l’Italia prova a replicare alla Danimarca; nel finale di tempo ritorno di fiamma dei danesi, ma Hell e’ attento. Quando la Danimarca si chiude sono guai seri per i ragazzi di Goulet che non riescono a creare pericoli e si espongono alle veloci ripartenze degli avversari.

Il primo powerplay per gli azzurri arriva al 22.44: fuori Lassen per aggancio con il bastone. L’Italia però non è efficace in powerplay e dalle parti di Hirsh arriva solo un tiro di Chitarroni. L’Italia del secondo tempo però è ben diversa da quella del primo e sembra poter riaprire la partita. Dopo un altro powerplay sterile, Ramoser chiama al miracolo Hirsh al 28.11. Sforzi azzurri premiati al 30.47: Borgatello tira ed il portiere respinge di gambale; da dietro porta Cirone serve DeBettin che segna. Al 31.19 prima folata offensiva dei danesi: Hell non trattiene un tiro, Borgatello salva sulla linea prima di travolgere la porta assieme ad un attaccante avversario. Quarta linea grintosa e Faggioni, da posizione laterale, fa partire un tiro che attraversa tutto lo specchio. L’Italia tira molto verso la porta, ma è imprecisa e si espone ai contropiedi danesi che impegnano diverse volte Hell. Al 35.58 Margoni serve dentro Ramoser che insacca la rete del 2-3. Quindici secondi dopo l’Italia ci riprova con la stessa azione, ma questa volta il disco non entra. Ancora disco nello slot per Scandella al 37.20, ma l’attaccante azzurro non aggancia. Nel finale di tempo, penalità evitabile di DeBettin per uno sgambetto a centro pista.
In apertura di terzo periodo l’Italia resiste al powerplay danese con tre belle parate di Hell su Damgard, Jens Nielsen e Frans Nielsen. Gli azzurri sembrano tornati al formato primo tempo ed i pericoli dalla parte di Hell fioccano. Al 44.18 maximischia davanti al portiere italiano: prima il gambale poi la mano di Strazzabosco salvano il quarto gol. Poker che però arriva al 49.04, con Olsen che insacca in contropiede su assist di Dresler. L’Italia alza definitivamente bandiera bianca al 55.29, quando un buco difensivo lansia il solito Jens Nielsen, che serve al centro Christensen per il piu’ facile dei gol. La replica dell’Italia si concentra in qualche tiro senza troppe velleità. Al 57.44 bastonata di Green in faccia a Cirone: taglio per il forte oriundo azzurro e penalità partita per il danese. Il powerplay fino alla sirena non porta alcun frutto e l’Italia chiude il suo mondiale con una sconfitta.
Dopo i buoni segnali contro Russia e Finlandia forse le energie mentali e fisiche oggi erano proprio finite. Comunque ancora applausi per una nazionale che da "vittima sacrificale" si e’ dimostrata un avversario ostico per tutti e si è conquistata il diritto di essere ancora tra le grandi dell’hockey mondiale. Un piccolo passo? No un passo da gigante per la "piccola Italia" che vuole continuare a crescere.