Tempo di bilanci per l’Emisfero Ipermercati Asiago…intervista con l’addetto stampa Michele Berardi!

Di Franca P.

Se provassimo ad analizzare punto per punto la stagione sportiva vissuta dall’Emisfero Ipermercati, ci accorgeremmo che sono emersi molti lati positivi, per certi versi inaspettati, quindi, a dispetto di come si è conclusa la stagione giallo-rossa, il progetto a lungo termine della società sta funzionando molto bene…a tal proposito abbiamo incontrato l’addetto stampa dell’Asiago Hockey Michele Berardi e gli abbiamo rivolto qualche domanda…

Hockeytime: Questa stagione ci ha messo di fronte un Asiago a 3 facce: inizialmente si è cercato di creare un equilibrio fra i ragazzi, dando loro il tempo per familiarizzare con la nuova situazione venutasi a creare; una 2° parte che vi ha visto lentamente risalire la china e una 3° parte in cui avete dimostrato potenzialità fino allora nascoste, in cui avete raccolto importanti vittorie e prestazioni sempre più convincenti, era stato tutto messo in preventivo dalla società?

Michele Berardi: Si, perché se diamo bene un’occhiata alla squadra di quest’anno, notiamo che rispetto l’anno scorso sono rimasti pochissimi giocatori, i vari Topatigh, Parco, Pittis, Robinson, Benetti, Ambrosi, Mosele; 7 giocatori che l’anno scorso hanno giocato assieme e in concreto ben 16 arrivi, ritorni e promozioni dal settore giovanile. Non si può partire subito forte, avendo poi pure cambiato allenatore, portiere, nessuno aveva l’aspettativa di poter iniziare a vincere sin dall’inizio e, comunque sia, abbiamo visto tutti che i risultati hanno iniziato ad arrivare nella parte finale della stagione ed è un buon presupposto per l’inizio della prossima.

Hockeytime: Cos’altro vi aspettavate e non da questa squadra? Parlo sia in termini d’obiettivi, sia a livello di miglioramenti tecnico-tattici..
Michele Berardi: Noi già all’inizio dell’anno, in special modo il Presidente Mantovani, avevamo detto che i nostri obiettivi non avevano nulla a che fare con i risultati, non che non volessimo farne, ma solo che eravamo impossibilitati a raggiungere traguardi in termini di risultati. Abbiamo sempre ripetuto che il nostro obiettivo era quello di dare maggior spazio ai giovani, di farli crescere; vedendo come hanno giocato fino alla fine della stagione persone come Basso, Testa, Tessari Matteo, penso che sia abbastanza indicativo, la crescita stessa di Rodeghiero che dall’inizio della stagione alla fine ha cambiato modo di giocare e Benetti che è stato chiamato in nazionale. Noi quello che avevamo puntato a realizzare, lo abbiamo realizzato.

Hockeytime: Quando è arrivato John Tucker è evidente che avete ritrovato in poco tempo un’Asiago vincente, lottatore, capace di mettere in ginocchio squadre come il Milano, ma cosa è cambiato rispetto all’epoca Sacilotto?
Michele Berardi: Assolutamente niente. Se ci pensi bene l’ultima partita guidata da Sacilotto l’abbiamo vinta contro il Renon per 1 a 0 giocando bene, quindi lui in teoria avrebbe potuto iniziare a vincere proprio da quel punto in poi. Buona parte del lavoro svolto da Sacilotto ha iniziato a dare i suoi frutti tardi, poi il contemporaneo arrivo di Tucker ha dato motivazioni a quei giocatori (come Surma ad esempio), che avendo un allenatore che ha giocato per 15 anni in NHL e che ha ancora tanta passione per l’hockey, hanno ritrovato smalto e motivazioni per dare sfoggio alle loro effettive capacità tecniche. A livello tecnico-tattico non è cambiato niente, a parte la composizione delle linee, poiché Sacilotto usava spesso un modo di formare le linee che ne comprendeva 2 di forti e 1 di contenimento, invece Tucker, poiché vi erano infortuni, squalifiche, o giocatori impegnati nell’under 19 si è ritrovato con pochi giocatori a disposizione, quindi utilizzava 3 linee di pari livello.

Hockeytime: Differenze principali fra Sacilotto e Tucker…
Michele Berardi: Sacilotto tentava di motivare i suoi prendendo singolarmente i giocatori, ricorreva a molte statistiche, molti video, tentava di mostrare loro i propri errori sul ghiaccio, tentava di spronare i ragazzi a far meglio sulla base dei dati in suo possesso, mentre Tucker non faceva niente di tutto ciò. Aveva un modo di motivare i ragazzi sul ghiaccio diverso da quelli tradizionali, poiché Sacilotto pensava più per cosi dire all’insegnamento teorico, mentre Tucker più a quello pratico spronando, sul ghiaccio, i giocatori a dare di più. Non si può definire migliore questo o quello, ognuno guida la propria squadra secondo il proprio stile.

Hockeytime: Perché avevate deciso di puntare proprio su Tucker?
Michele Berardi: Tucker non ha mai nascosto il suo amore per Asiago e quando ci si è trovati senza la guida tecnica, è stata la prima persona che potevamo chiamare, perché ha giocato qui, conosce bene la realtà locale, essendo venuto qua in vacanza ha potuto approfondire tutti gli aspetti di questa società. Poi in più vi era la possibilità di trattenerlo, quindi si voleva dargli la possibilità di capire bene quale era il pacchetto a sua disposizione. Ora si stanno accordando per l’anno prossimo, quindi vedremo se sarà possibile trattenerlo.

Hockeytime: Un bilancio sulla stagione vissuta dai giovani locali, impressioni positive, negative, speranze per il futuro; è nelle intenzioni della società proseguire con il progetto iniziato la scorsa estate?
Michele Berardi: Si, è sempre stato detto che questo è un progetto pluriennale, quindi si andrà avanti fino a quando ci sarà la possibilità di farlo, quindi penso molto a lungo, perché comunque sia il nostro settore giovanile sta facendo passi da gigante, basta pensare all’under 19 che ha raggiunto la finale, l’under 16 ha vinto il campionato di seconda divisione, l’under 12 e 14 che in ogni modo a livello regionale e italiano si difendono, quindi per il futuro non siamo affatto messi malissimo. C’è da dire che la nostra squadra, eccetto Renon e Val Pusteria, è la squadra più giovane, però il Val Pusteria ad esempio ha una prima linea composta di giocatori come Erikson 38 anni, Moger 38 anni, Kelly, Aquino e Oberauch a 25-26 anni, quindi due linee molto esperte, noi non abbiamo potuto farle, perché in totale di giocatori esperti avevamo solo Vellar 36 anni, Parco 36 anni, Cipruss 35 anni e Topatigh che però a causa d’infortuni e altro ha giocato poco. Quindi il grosso del lavoro è stato fatto dai giovani locali, molto anche da quelli da fuori ovviamente, perché come abbiamo appena detto, Benetti ha fatto dieci punti, Rodeghiero non ha fatto tanti punti, ma il suo lavoro è molto pesante sia in power play sia in penalty killing, Roffo 4 goal e 4 assist, Tessari M. (18 anni sottolineo) 3 assist e 1 goal, Basso e Testa in alcune partite hanno veramente giocato benissimo e fatto la differenza, quindi le prospettive sono sicuramente delle migliori.

Hockeytime: Statistiche alla mano emerge il dato che l’attacco è stato più positivo della difesa, anche se i soliti problemi nel power play ad esempio non sono mancati; in vista della prossima stagione quali dovranno essere i punti su cui lavorare? Parlo dal punto di vista tecnico-tattico…
Michele Berardi: Prima di tutto per risolvere il nodo power-play ci vuole un giocatore che sappia giocare bene il power play, non si può improvvisare niente, se non hai uno specialista puoi lavorare quanto vuoi…ad esempio con Sacilotto si lavorava una volta la settimana solo sul power play, ma alla fine se non hai nessuno che ti sappia condurre il power play non puoi fare niente. Per il resto si dovranno sostituire quei giocatori che non saranno confermati e sui nostri giovani quindi costruire la squadra, vedere quello che abbiamo e capire quello che manca. A livello tecnico-tattico sarà l’allenatore a decidere quando vedrà il materiale che ha a disposizione.

Hockeytime: Quindi per la prossima stagione cercherete di mantenere a grandi linee la squadra della stagione passata o ci saranno grandi cambiamenti?
Michele Berardi: Come minimo, la maggior parte degli italiani se non tutti saranno confermati, ovviamente dipende da come si accorderanno con la società, alcuni stranieri saranno confermati, altri no e sarà su questi che bisognerà lavorare per sostituirli, però non vedo grandi sconvolgimenti come l’anno precedente. Ce la voglia di ripartire dal gruppo di base, mi sembra che le scelte che sono state fatte siano la prova di tutto ciò perché comunque sia la società ha promesso di fare crescere la realtà giovanile e non mi sembra che siano avvenute sostituzioni in corso di stagione come ad esempio fatto da altri team. Questo è un forte segnale di quello su cui la società vuol puntare.

Hockeytime: Obiettivi della prossima stagione…
Michele Berardi: Quelli di quest’anno, continuare a fare crescere i giovani fino a che non diventeremo abbastanza competitivi da potercela giocare. Fino a qualche anno fa noi avevamo una squadra potenzialmente forte, quest’anno l’abbiamo costruita per farla crescere, l’obiettivo è quello di portare questa squadra cresciuta ad importanti vittorie, con qualche innesto importante che però sono sempre quelli permessi dai regolamenti naturalmente.

Hockeytime: Livello arbitrale: sareste d’accordo che arbitri stranieri venissero a dirigere partite del nostro campionato?
Michele Berardi: No, sinceramente. Parlo personalmente, perché comunque sia l’arbitro può sbagliare, come l’attaccante a fare goal e il difensore a difendere. Penso che talvolta ci sia eccessivo accanimento, talvolta, con qualsiasi persona di qualsiasi squadra tu vada a parlare ti senti dire che l’arbitro ha dei pregiudizi nei loro confronti. In alcuni casi magari la bilancia degli errori pemde più da una parte, com’è successo a noi quest’anno, ma non penso che cambierebbe molto con l’ingresso d’arbitri stranieri, voci attendibili dicono che non c’è molta differenza tra i nostri e loro, quindi non vedo questa necessità di cambiamento.

Hockeytime: Livello campionato attuale: i giocatori stranieri danno qualità e spettacolo alle squadre è evidente, voi state cercando di far crescere i giovani locali sacrificando i risultati, gli italiani sono sempre più positivi, si sta cercando quindi di far crescere l’hockey in generale, ma non credi che ci sarebbe bisogno di più visibilità, di qualche scossone, cambiamento anche a livello di regolamento o federale?
Michele Berardi: Il nostro campionato ha un livello altissimo, perché se guardiamo i giocatori che arrivano dalle varie leghe americane, questi fanno peggio di come magari facevano a casa loro, non parlo di nessuno in particolare ovviamente, ma emerge chiaramente il fatto che il nostro campionato è davvero duro, equilibrato e magari dall’estero è visto come un campionato minore, ma alla fine non lo è per niente. Tentare di giocare sui giovani è una scelta vincente perché in ogni caso il regolamento t’impedisce di acquistare più di un certo numero di stranieri, quindi o hai tanti soldi e vai a comprare i giocatori dalle altre squadre che li fanno crescere oppure te li devi tu gestire. A livello di regolamento non credo servano cambiamenti, qui serve un discorso di sviluppohockey completamente diverso da quello attuale, di cui se ne sta occupando la neonata Lega. Ci vuole visibilità, bisogna approfittare di qualsiasi opportunità si venghi a creare, quindi non penso siano necessari grandi stravolgimenti, però bisogna puntare molto sulla sviluppo prodotto, come ad esempio far svolgere amichevoli ad agosto. Bisogna coinvolgere quella gente che normalmente per tanti motivi conosce poco questo sport. Ci vorrebbe poi maggiore esposizione sulle principali testate giornalistiche come la gazzetta dello sport, che invece, non per fare polemica, ma si limita a dedicare un piccolissimo trafiletto per i risultati. Si potrebbe fare un anticipo, un posticipo o prima o dopo la domenica, ad un orario come ad esempio le 19 di sera, cosi da poter creare attorno un evento, farla in diretta su Sky per ipotesi. Vedremo comunque a livello nazionale cosa deciderà la lega, le varie squadre dovranno unire le forze e ovviamente più si è meglio si lavora, più miglioramenti si riescono ad apportare..

Hockeytime: Perfetto, grazie per il tempo che mi hai dedicato Michele.. buona serata e a presto!
Michele Berardi: A te, ciao Franca!

Si ringrazia L’Emisfero Ipermercati Asiago e l’addetto stampa Michele Berardi per la disponibilità concessa.