Altri 30 anni a Pittsburgh per i Penguins

di Marco Nicoletti

Finalmente la notizia è arrivata, i Penguins giocheranno a Pittsburgh per altri 40 anni almeno, l’accordo tra il governatore Rendell, i consiglieri, la NHL e i proprietari della franchigia è stato raggiunto. Tutta la città tira un sospiro di sollievo e tutti i tifosi gioiscono e ringraziano l’idolo Mario Lemieux che sembra essere stato la chiave per la risoluzione della trattativa. Ma ecco cosa ha detto al pubblico di casa in occasione della partita vs Buffalo.
Lemieux:
Stasera, siamo orgogliosi di annunciarvi che i Vostri Pittsburgh Penguins rimarrano qui a Pittsburgh, città a cui Noi apparteniamo, grazie Pittsburgh (segue ovazione).
Segue poi un’intervista chiarificatrice di cosa ha portato alla conclusione di questa estenuante trattativa.
Interviewer:
Considerando anche il tuo passato di giocatore, dove collocheresti questo momento in un ipotetica scala dei valori?
Mario:
Direi che si trova molto in alto, era una cosa che volevamo sistemare da quando abbiamo acquistato la squadra nel ‘99, ed il nostro obbiettivo era di mantenerla qui per sempre: 8 anni dopo ci siamo riusciti ed è bello poter restare dove abbiamo vinto le nostre 2 Stanley Cup, è qualcosa di cui noi è la città intera siamo orgogliosi.

Int:
E’ stata una trattativa difficile, qual è stato il passaggio decisivo che ha sbloccato la situazione?
Mario:
Credo che Gary Bettman (il committente), si sia posto in prima persona, specialmente durante l’ultimo incontro di Giovedì (8Marzo), è stato fantastico per entrambe le parti e gli siamo grati per il raggiungimento dell’accordo. E’ stato difficile per un paio di mesi, io ho potuto assistere solo al primo è all’ultimo incontro, ma è stato un buon lavoro è alla fine il risultato è stato raggiunto.
Int:
Mario, parliamo un po’ dei giocatori, e della loro reazione a questa vicenda, come hanno affrontato la questione?
Mario:
Hanno fatto un buon lavoro, come si può vedere i ragazzi stanno lavorando bene, e quando subentrano problemi extra-ghiaccio è solo una scocciatura, ma si sono comportati da veri professionisti sin dall’inizio, in ogni caso erano giustamente fiduciosi che prima o poi l’accordo si sarebbe trovato.
Int:
Cosa significa per Pittsburgh e per la sua giovane tifoseria trascinata da queste giovani stelle?
Mario:
E’ molto importante, quando arrivai qui nel ’84 non c’erano molti stadi, forse un paio, ora ce ne sono circa 25 riempiti da molti giovani atleti ed è bello anche stasera riuscire a vedere molti giovani sul ghiaccio. Noi amiamo l’hockey ed è una nostra priorità promuoverlo qui a Pittsburgh, magari riuscendo a vedere sempre nuovi talenti emergenti provare l’esperienza della NHL.
Int:
Si sta creando una squadra incredibile, unita alla nuova arena sembrano prospettare grandi successi, la gente è grata per aver tolto la squadra dal mercato, siete dunque lanciati verso la Stanley Cup?
Mario:
Siamo andati in contro a difficoltà negli ultimi anni per ottenere i giocatori, la nuova arena. Sarà di certo emozionante nei prossimi anni osservare gli sviluppi, il nostro obbiettivo è di vincere la Stanley Cup e penso che i nostri ragazzi abbiano tutte le carte in regola per raggiungere questo obbiettivo.
Int:
Mario, hai avuto l’occasione di fare da mentore a Sidney Crosby, e chiaramente anche tu hai affrontato una simile esperienza qui, parlaci di cosa sei riuscito a condividere con lui e cosa credi sia in grado di portare a questa squadra.
Mario:
E’ un ragazzo tranquillo, era un predestinato sin dai 14 anni, gli piace allenarsi, è difficile trovare aggettivi per descrivere a fondo le qualità di questo ragazzo, ma sono sicuro che saprà far bene e continuerà a crescere.
Int:
Cosa credi che sia cambiato da Febbraio nella squadra, visti i risultati ottenuti?
Mario:
I ragazzi si sono convinti dei propri mezzi ed hanno fiducia reciproca e lo staff tecnico sta facendo un lavoro impressionante, lavorano sodo. Con il giusto mix di giocatori giovani ed esperti come Recchi e Roberts, sono ad un passo dal raggiungere i playoff, un obbiettivo difficilmente pronosticabile ad inizo stagione.
Int:
Che peso hai avuto nella scelta di portare a Pittsburgh Roberts e Laraque?
Mario:
Non molto, abbiamo uno staff qualificato con Ray Shero e tutte le decisioni riguardanti il ghiaccio sono prese da loro, stiamo attivandoci per poter iniziare il prossimo anno il nostro training camp e vediamo cosa riusciremo a ottenere.

Da segnalare sugli spalti uno striscione che recitava così e che purtroppo tradotto perde il suo fascino:
Mario must have been a goalie because he’s given us the greatest saves in the franchise history.
Mario dev’essere stato un portiere perchè ci ha dato i più grandi salvataggi nella storia della franchigia.

dalla partita Buffalo Sabres – Pittsburgh Penguins trasmessa da Versus