Marzo cruciale per i Pinguini di Pittsburgh

di Marco Nicoletti

Un calendario composto di 17 partite in 30 giorni, un vero tour de force per i ragazzi di Therrien che devono sudare le proverbiali sette camicie per aggiudicarsi un posto nei playoff dopo alcuni anni di basso profilo. A complicare la situazione, il pensionamento della Mellon Arena previsto per il 30 Giugno e i Pittsburgh Penguins che resteranno così senza casa. Da mesi ormai si susseguono le voci di un’eventuale asta per la vendita della franchigia o quanto meno lo spostamento anche temporaneo per la stagione 2007/2008.
Al momento non è chiaro a nessuno quale sia la reale intenzione di Lemieux e del co-proprietario Burkle: se fino a pochi mesi fa si era arrivati ad un passo dalla vendita, ora, vista anche l’attuale posizione in classifica e la stagione più che positiva dei suoi giovani talenti, il valore della franchigia sta aumentando (indiscrezioni danno il valore attuale a più di 200 milioni $ a fronte di 118 prima del lockout) e si profilano quindi nuovi orizzonti che non escludono nessuna opportunità. A tutto questo caos partecipano gli stati maggiori della città che non sembrano intenzionati ad esporsi più di tanto per la squadra, anche se si dice che lo Stato stia facendo il possibile tanto che un eventuale rifiuto della società all’ultima offerta presentata alla franchigia dallo Stato stesso comporterebbe l’intervento della Lega. In seconda battuta c’è Kansas City che offre gratuitamente l’ospitalità con in più metà dei profitti e infine la new entry Las Vegas, sui dettagli dell’eventuale operazione però non è dato sapere ancora nulla. Ad aspettare con le dita incrociate, un’intera città che si sta riscoprendo legata ai Pinguini molto più di quanto non credesse. La decisione sarà comunque presa entro breve e il cielo attorno a Pittsburgh si fa sempre più minaccioso.

Tornando al capitolo puramente hockeystico, particolare attesa per il punto numero 200 di Crosby (puntualmente arrivato contro Carolina) che gli permette di scavalcare Mr Gretzky in quanto a precocità, curiosità inoltre per i movimenti di mercato targati Ray Shero: arrivi di Georges Laraque LW#27 Gary Roberts LW#10, Joel Kwiatkowski D#6, Nolan Schaefer G (Schaefer è stato “parcheggiato” nel farm team). Partenze invece di Noah Welch e quella forzata di Dominic Moore a causa della lunga lista attaccanti e visto il rientro del lungo degente Nils Ekman , il tutto condito da qualche pick ricevuto o passato.
Le partite come prevedibile in questa fase di stagione sono tutte tiratissime, l’unica terminata in regular è la sconfitta ad opera di Carolina mentre la restante sconfitta (New Jersey) e le tre vittorie ottenute sin qui, (storica quella su Ottawa che non perdeva con i Penguins dal 2003 ) sono tutte agli Shootout. Questi risultati consentono di mantenere saldo il quinto posto ad est a +9 dallo sbarramento. All’interno della squadra note positive, ma non solo: in prospettiva playoff si segnalano ancora troppi errori di “gioventù” in fase di impostazione difensiva, i due fenomeni della squadra Malkin e Crosby faticano a trovare la via della porta e tutta la squadra ne risente a livello di gioco. In compenso in questo scorcio di Marzo è stato Jordan Staal a caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più difficili e con due SHG pesantissimi (uno sui Rangers, l’altro ancor più pesante contro Ottawa) ha riaperto partite che sembravano ormai chiuse. Capitolo speciale per i due nuovi arrivati: Gary Roberts e Georges Laraque, obbiettivamente stanno dando un apporto fondamentale alla squadra in termini di presenza fisica il primo e di profondità di gioco il secondo e stanno dando fiducia a tutto il gruppo, fiducia, che negli inevitabili momenti di difficoltà può fare la differenza. A 15 partite dalla fine nulla è ancora scritto, ma la strada intrapresa dalle young stars di Pittsburgh sembra quella giusta, resta da vedere se i vari Recchi, Roberts, Gonchar riusciranno a serrare le file quando il gioco si farà da dentro o fuori.