Onore alle leggende del ’67.

di Monica.

Nella stagione 1966-67 dopo un avvio non troppo esaltante, i Leafs raggiunsero i play offs.
Durante le semifinali si trovarono di fronte ai Blackhawks ai tempi non solo primi in classifica ma anche molto forti offensivamente. La squadra di Toronto era ricca di veterani e nessuno avrebbe mai puntato su di loro tuttavia le prestazioni solide del portiere Sawchuk aiutato da una brillante difesa permise di battere Chicago in sei gare ed accedere così alla finale dove ad aspettarli c’erano i campioni uscenti, i Montreal Canadiens.
Ancora una volta la favorita non era la squadra di Toronto bensì Montreal che, considerando il fatto che si sarebbe tenuto proprio in questa città la Expo ’67, già progettava di esporre la Stanley Cup in un apposito padiglione.
I Leafs iniziarono male le finali, venendo sconfitti per 6-2 , ma dalla successiva gara le cose cambiarono: il “giovanotto” Johnny Bower (ai tempi 42enne) con una brillante prestazione permise di pareggiare la serie portando i Leafs alla vittoria per 3-0 e fu ancora una volta decisivo nella gara seguente dove i Leafs si imposero al secondo overtime.

Bower si infortunò ed il suo posto venne preso da Sawchuck in gara 4 vinta questa volta dai Canadiens ma anche per questo goalie le cose girarono molto meglio nelle successive due gare che permisero ai Leafs di portare a casa la loro undicesima Stanley Cup, l’ultima delle “Original Six Series” data l’espansione della lega nella stagione successiva, ma allo stesso tempo fu anche l’ultima vinta dai Toronto Maple Leafs.
A quarant’anni da questo ultimo trionfo, nella serata di Sabato 17 febbraio gli ultimi vincitori della coppa sono stati giustamente celebrati in una commovente cerimonia tenutasi all’Air Canada Centre di fronte anche al Primo Ministro Canadese Stephen Harper subito prima dell’inizio della partita tra Leafs e Oilers.
Tra i protagonisti di questa impresa alcuni però sono scomparsi e tra questi il leggendario Tim Horton (morto in un incidente stradale nel 1974), e l’allora coach dei Leafs Imlach.
Uno ad uno i Leafs del ’67 sono stati chiamati ed accolti da una standing ovation che ha riservato i maggiori applausi per Dave Keon l’allora vincitore del Conn Smythe Trophy.
Paul Maurice ha descritto come la durezza della competizione ai tempi di Bower, Mahovlich & co. Era altrettanto estenuante quanto al giorno d’oggi seppure con diverse problematiche. Infatti in quei tempi si doveva far fronte a lunghe trasferte in treno ed alla necessità di trovare un lavoro al di fuori del ghiaccio soprattutto durante l’estate.
Infine da notare come nessuno degli attuali giocatori nel roster dei Leafs è nato nell’anno dell’ultima vittoria della Stanley Cup da parte di Toronto, tuttavia il capitano Mats Sundin ha spiegato ai media che “ più tempo passo in questa città e più vedo quel banner come un’ispirazione: sappiamo tutti che 40 anni senza vittorie è un lungo periodo ma vedere la forza dimostrata da quella squadra che mai nessuno avrebbe dato per vincente deve ispirarci ogni volta che iniziamo una nuova stagione”.