Intervista a Massimo Camin

di Francesco Seren Rosso

Abbiamo raggiunto via email Massimo Camin, giovane portiere italiano, nato l’1 maggio 1988 ma che ha già alle spalle notevoli esperienze internazionali. Infatti, quest’anno è impegnato nelle leghe giovanili canadesi, militando nella squadra dei King Wild, nella GMHL. Camin è il titolare della squadra, che occupa attualmente la seconda posizione assoluta nella lega con 48 punti in 36 partite, frutto di 23 vittorie, 11 sconfitte e 2 sconfitte all’overtime, 165 gol fatti e 128 subiti. Restano da disputare ancora sei partite di regular season, che si concluderà il 25 febbraio, prima dei playoff, dal 26 febbraio, che vedrà coinvolte tutte e sette le squadre della lega con i primi classificati, i Bradford Rattlers, ammessi direttamente al secondo turno.

HockeyTime: Ovviamente la prima domanda è per farti conoscere ai lettori; raccontaci il tuo cammino fino all’arrivo a Toronto.
Massimo Camin: Ho iniziato il mio cammino all’età di 5 anni nelle giovanili del Caldaro ed a 13 anni mi sono trasferito a Bolzano e di conseguenza ho giocato con le giovanili del Bolzano, ma soltanto per metà stagione, poi

ho giocato 2 anni per le giovanili del Vipiteno. A 15 anni sono andato in Germania con dei miei compagni di squadra a fare un camp estivo e da lì è nata la mia esperienza in Germania. Lo staff del camp era formato dagli allenatori dei Jungadler Mannheim, una squadra giovanile che prende parte al campionato nazionale tedesco chiamato DNL. La squadra era molto interessata a me e mi hanno invitato ad un provino due settimane dopo il camp estivo a cui ho preso parte. Il provino è andato benissimo e l’anno dopo la squadra mi ha preso come primo portiere ed ho vinto due campionati di fila. E’ stata un’esperienza fantastica ed emozionante. Nella stagione 05/06 dopo aver vinto il secondo campionato, sono stato convocato dalla Nazionale U18 e ho partecipato ai Mondiali di seconda divisione gruppo A e siamo saliti di categoria vincendo il torneo, sono stato nominato miglior portiere del mondiale e MVP (most valuble player) del torneo. Nell’estate 2006 sono arrivato in Canada per provare nuove esperienze e
giocare ad un livello maggiore, adesso faccio parte di una squadra di junior A, i King Wild e la lega e chiamata GMHL (Greater Metro Jr ’A’ Hockey League, ndr). Pochi giorni fa si è svolta una partita dove solo i giocatori più forti di questa lega ne hanno fatto parte ed io sono stato nominato come uno dei tre migliori portieri della lega. In dicembre sono stato convocato con la Nazionale under 20 per i Mondiali di prima divisione gruppo B ma non ne ho preso parte, ero piuttosto deluso, però essendo nato nell’anno 1988 ho ancora un mondiale U20 da fare, quindi cercherò di fare bene il prossimo anno!!!

HT: C’è un nome che compare spesso nella tua carriera, un nome di un portiere molto famoso vero?
MC: Si, il suo nome è Mike Rosati, e come saprete ha giocato per il Bolzano per sei anni dal 1990 al 1996, poi ha giocato per il Mannheim per altri sei anni, nonchè nella lega piu forte del mondo per un anno, la National Hockey League.
Mike è un grande allenatore sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista umano. Io abito a casa sua ed è un grande vantaggio, riesce sempre a tirarmi su nei momenti più difficili della stagione ed allo stesso tempo, quando le cose vanno benissimo, mi dice sempre di stare tranquillo e con i piedi per terra. E’ veramente una grande persona e allenatore, grazie a lui sono migliorato molto dal punto di vista tecnico ma soprattutto mentale.

HT: Sei stato selezionato, come hai accennato prima, per l’All-Star Game della lega in cui giochi, credo sia stata una grande soddisfazione, vuoi parlarci di questa esperienza?
MC: E’stata un’esperienza indimenticabile, devo dire che mi sono divertito molto, ma allo stesso tempo ho dovuto concentrarmi molto su me stesso perchè nella partita ogni squadra aveva a disposizione tre portieri, quindi ogni portiere giocava un tempo a testa. Alla fine la mia squadra, la divisione nord, ha vinto 8 a 3 ed io ho giocato il primo tempo senza subire un gol, devo dire che ero molto soddisfatto.

HT: Pensi che riuscirete a vincere il campionato?
MC: Mah, io sono convinto che il talento e la voglia di vincere non manca e io ci credo al 100% quindi credo proprio che tutto andrà per il meglio.

HT: Con i tuoi compagni di squadra che rapporto hai?
MC: Per fortuna sono una persona molto aperta e quindi non mi è difficile fare amicizia, ogni fine settimana dormo sempre a casa di un mio amico e quando abbiamo un fine settimana libero tutta la squadra esce insieme.

HT: Quanto influisce sul rendimento di un portiere l’affiatamento con la difesa?
MC: Sicuramente l´affiatamento della difesa è molto importante perchè il portiere non può fare la parata ogni volta ed il difensore non può sempre anticipare il passaggio, quindi deve esserci molto affiatamento e sincronia tra difensori e portiere.

HT: E l’attrezzatura?
MC: Per quanto riguarda l’attrezzatura, non credo influisca molto, se un portiere sa parare il disco fin dal principio non gli servirebbe neanche; serve solo a ripararti dai dischi.

HT: Come si svolge la tua giornata tipo?
MC: La mia giornata inizia alle 8.30, mi alzo e faccio colazione. Dalle 9 alle 11 vado in palestra, alle 12.30 pranzo, alle 14 io e Rosati andiamo alla sua scuola di hockey (Canadian goaltending academy). Dalle 15 fino alle 18 ho allenamento, alle 19 torno alla scuola di hockey per dare una mano ed alle 22 torno a casa, mangio qualcosa e poi vado a letto.

HT: Cosa farai nel tuo futuro? Tornerai in Europa o proverai la scalata all’hockey pro?
MC: Il prossimo anno ho intenzione di finire la scuola, quindi penso di tornare in Italia per completare il ciclo scolastico. I miei obiettivi per il futuro sono di finire la scuola in Italia per poi continuare a giocare e studiare all’università negli Stati Uniti.

HT: Quali sono le differenze più grandi che hai notato tra l’Italia ed il Canada come cultura e stile di vita? E hockeysticamente parlando?
MC: Sicuramente il cibo italiano è mille volte più salutare, però io non posso lamentarmi dato che vivo a casa di Rosati e sua moglie è proprio di Bolzano quindi mi va bene. L’hockey in Canada è molto fisico, in ogni partita ci sono minimo due risse, all’inizio non ci credevo ma dopo un po’ mi sono abbitutato. Il campo da gioco è molto più piccolo quindi il gioco è molto più veloce ed il portiere riceve tanti tiri da ogni parte del campo.

HT: Segui il campionato italiano?
MC: Non molto ma i miei genitori mi tengono informato.

HT: Credi di poter arrivare alla Nazionale anche giocando all’estero?
MC: Credo proprio di sì, perchè questo è il terzo anno che gioco all’estero e non ci sono mai stati problemi. Io darò sempre il massimo e poi si vedrà.

Si ringraziano Massimo Camin ed i King Wild per la disponibilità.