“Della serie… C2 ! ” presenta la SG Lecco

Intervista a Paolo Pirovano, capo-allenatore e direttore sportivo della SG Lecco.

di Daniele Gobbi

HOCKEYTIME: Un pensiero al Vostro passato… Ci può parlare della storia della Sua giovane squadra in breve?
PAOLO PIROVANO: La Sportivi Ghiaccio Lecco nasce nell’agosto 2005 per iniziativa del* [omissis su richiesta del diretto interessato](da sempre Presidente), affermato commercialista con studio in Milano e d’alcuni suoi collaboratori, appassionati di questo meraviglioso sport. L’idea era quella di dare la possibilità ai bambini dai 5 ai 10 anni di imparare un’attività sportiva, diversa dal calcio, che insegnasse loro a crescere con i principi fondamentali della lealtà, del sacrificio e del divertimento, in un contesto – la città di Lecco, la provincia e la Brianza – dove questo sport è ancora poco conosciuto, ma dove esiste una struttura (il Palataurus) tra le più nuove e moderne d’Italia.

HT: In un solo anno avete raddoppiato il numero d’iscritti e siete stati capaci di allestire una squadra per la serie C2 sempre più in crescita. Secondo Voi a cosa principalmente è stato dovuto?

PP: All’inizio è stato veramente difficile convincere i genitori che questo sport non è così pericoloso o violento come si crede. Per i primi allenamenti a secco, potevo contare su meno di dieci ragazzi. Poi, pian piano, con qualche volantino e con il passaparola, ci siamo trovati un nutrito gruppo d’atleti delle età più disparate. In due mesi abbiamo allestito una squadra che ha partecipato, senza sfigurare, al campionato interregionale under 17 e, nell’attuale stagione abbiamo la squadra under 12 e quella di C2, quest’ultima formata quasi totalmente da giovanissimi.

HT: Uno sguardo al presente…Come sta andando la Vostra stagione?
PP: Direi molto bene. Sapevamo che la serie C2 sarebbe stata una categoria difficile per i nostri ragazzi, ma siamo stati positivamente sorpresi dalla reazione e dall’impegno di tutti. Basti pensare che agli allenamenti (tre alla settimana) i ragazzi sono quasi sempre presenti e pur provenendo da lontano e non essendo maggiorenni cercano in tutti i modi di non mancare.

HT: Quali sono le maggiori difficoltà riscontrate quest’anno? Se ci sono, quali sono gli aspetti positivi rispetto agli anni passati?
PP: Abbiamo avuto difficoltà all’inizio, quando la squadra non poteva contare su molti degli atleti, poiché non avevano ancora compiuto i 16 anni. Ora abbiamo un roster di oltre venti giocatori e altri sono in procinto di debuttare. Rispetto allo scorso anno, siamo cresciuti non solo in numero, ma anche qualitativamente. La grande novità è che da questa stagione sono stato affiancato da un allenatore assai esperto, ex giocatore professionista Bradley Doshan, con il quale sono entrato subito in sintonia. Stiamo lavorando alacremente per cercare di migliorare nel gioco, nella tecnica, nello spirito di squadra e nella cultura hockeystica, quest’ultima ancora agli albori.

HT: Qual è, approssimativamente, il budget minimo annuale per partecipare alla vostra categoria? E quali sono le maggiori voci di costo tra ghiaccio, trasferte, attrezzature ed eventuali rimborsi al roster?
PP: Sinceramente io non mi occupo del bilancio e non sono in grado di fornirvi risposte in questo senso. So che le maggiori spese riguardano il ghiaccio e le partite ove è necessario provvedere al pagamento di arbitri, ambulanza, medico ecc. Le trasferte e l’attrezzatura sono a carico dei giocatori. So che ci sono degli sponsor e, mi pare, che la maggior parte non faccia capo a imprese di Lecco. Per i ragazzini sotto i dodici anni, la società fornisce, in comodato, tutta l’attrezzatura necessaria per poter iniziare a giocare.

HT: Quali iniziative intraprendete per la promozione della Vostra squadra? Se c’è, che tipo di rapporto avete con i mass media locali e nazionali e con gli enti istituzionali a voi più vicini?
PP: Abbiamo già avviato numerose iniziative per farci conoscere. Alcuni nostri giocatori sono apparsi in trasmissioni televisive su un canale satellitare; la stampa locale ci segue costantemente e con ampi servizi; ci hanno invitato anche nelle radio e televisioni locali e di questo siamo estremamente soddisfatti. Gli organi istituzionali, nonostante un iniziale entusiasmo, ora non ci stanno dando quel necessario supporto di cui avremmo bisogno. Mi auguro che si rendano conto che il nostro sport non è proprio a basso costo e, per la sua crescita e diffusione sarebbe auspicabile qualche intervento più incisivo!

HT: Navigando nel Vostro sito, saltano agli occhi le Vostre “Regole di Comportamento”, cosa Vi ha spinto a dargli questa importanza?
PP: Vogliamo che i ragazzi, soprattutto i più giovani, crescano e imparino che lo sport non è solo passatempo, ma anche scuola di vita; vogliamo che la squadra di hockey sia, nel limite del possibile, il luogo dove si possa imparare a divedere con gli altri le emozioni della vittoria, ma anche lo spirito di sacrificio, l’aiuto reciproco, la lealtà e che i risultati si ottengono lealmente solo con la tenacia e la caparbietà. Vorremmo che tutti coloro che passano da noi ricordino per tutta la vita quello che di più bello può insegnare l’hockey.

HT: Come va il Vostro settore giovanile? In quali campionati partecipa? Che importanza dà a questo settore?
PP: Abbiamo molti ragazzi che si stanno avvicinando al nostro mondo. Stanno arrivando più in questo periodo che all’inizio della stagione. E’ difficile dire quali siano i motivi. Pensavamo che le olimpiadi di Torino avessero un effetto importante, ma non è stato così. Sicuramente è colpa anche degli organi di informazione che sull’hockey hanno sempre glissato. La Rai ha interrotto più volte le partite per far vedere altro!
Partecipiamo al campionato interregionale under 12 e, per noi, tutto il settore giovanile è di estrema importanza. Siamo partiti con l’idea di avere un settore giovanile fiorente e continuiamo ad avere questo obiettivo.

HT: Scendendo sul personale… Cosa si prova ad allenare una squadra così giovane?
PP: E’ una sensazione bellissima, affrontare un campionato senior con ragazzi poco più che sedicenni. Con gli inserimenti di qualche adulto, che lavora sodo, siamo riusciti a costituire e cementare un gruppo davvero affiatato. Qualcuno addirittura si preoccupa già della prossima stagione perché si augura che nessuno vada via o smetta di giocare.

HT: Guardando avanti… Ci può illustrare le ambizioni e i progetti della SG Lecco a breve termine?
PP: Portare a termine i campionati in modo dignitoso e soddisfacente per tutti gli atleti e, intanto, inserire nuove forze. Disputare più partite possibili, organizzando amichevoli e partecipando ai vari tornei.

HT: E a medio/lungo termine?
PP: Incrementare il numero dei partecipanti, fare proseliti in tutta la provincia di Lecco e in Brianza; aumentare considerevolmente le forze, per poter partecipare a tutte le categorie giovanili, essere insomma una fucina di giovani atleti. Stiamo gettando le basi per partecipare al campionato under19 e vorremmo continuare con la C2.

HT: Ora… chiudendo gli occhi… Nella Vostra zona quali sono le Sue speranze per il futuro dell’hockey su ghiaccio?
PP: Mi auguro di poter vedere sorgere altri impianti sportivi dove possa essere praticato questo meraviglioso sport e, non è detto, che ciò non sia possibile. Se la stampa locale, le televisioni locali continueranno a seguirci, penso che non sarà difficile avere un incremento e una partecipazione più massiccia della gente. Mancano invece gli organi istituzionali che è difficile far muovere forse perché c’è tanto da spendere e poco da guadagnare dal punto di vista economico, mentre ci sarebbe tantissimo da guadagnare dal punto di vista sportivo e umano.

HT: Se foste al comando dell’hockey nazionale, cosa fareste Voi per ridare vigore al movimento?
PP: Serve solo più informazione, più presenza, più coinvolgimento. Questo sport non deve rimanere una passione per pochi intimi. Grazie a internet, ad esempio, è già possibile una diffusione sempre maggiore e migliore. Diamo ai bambini la possibilità di scegliere fra i vari sport; sono convinto che molti apprezzeranno questa disciplina.

HT: E come vedete tale movimento nei prossimi 10 anni?
PP: Sicuramente sarà una crescita costante per l’hockey. Da quando io ho iniziato a frequentare questo mondo, alla fine degli anni ’70, c’è stato un cambiamento, oserei dire, epocale, per cui mi aspetto che sempre più giovani intraprendano questa disciplina e sempre più persone imparino a conoscere tutti gli aspetti di questo sport, soprattutto i più positivi.

Si ringrazia Paolo Pirovano e la SG Lecco per la disponibilità.