L’Ak Bars è la seconda finalista

di Oltre

Per il terzo anno consecutivo la finale avrà come protagoniste la rappresentante russa e quella finlandese. Nessun colpo di scena quindi questo pomeriggio all’Ice Palast di San Pietroburgo, con la compagine "di casa" che ha dimostrato di avere qualcosa in più dei campioni svizzeri (privi tra l’altro anche di Strudwick infortunatosi il giorno prima contro il Farjestad), senza però riuscire ad "uccidere" la partita almeno fino al ’50.
Gli uomini di Zanatta hanno avuto un’entrata in materia molto buona, giocando un primo tempo a gran ritmo e creandosi anche qualche occasione da goal. A questi livelli però, si sa, non serve solo giocare "bene", dato che spesso sono le individualità ad indirizzare le partite. E se parliamo di "genio" come non citare quello di sua maestà Aleksey Morozov, vera stella di questo torneo, che con una travolgente discesa ha destabilizzato la difesa bianconera creando poi la situazione per il goal di Proshkin (bel backhand il suo). Il primo tempo si è concluso poi senza ulteriori sussulti.

Nel secondo tempo la partita ha proposto forse il miglior momento dei russi, che dopo aver siglato al termine di una azione insistita il 2-0 con Zinoviev (tiro nel traffico il suo), si sono creati diverse occasioni per dilagare. Con un po’ di fortuna e tanta determinazione il Lugano ha però resistito, cercando poi di rendersi a sua volta pericoloso quando l’occasione gliel’ha permesso.
Con la cronaca arriviamo così agli ultimi e decisivi 20 minuti, con un Lugano dal grande cuore che ha provato a rientrare nel match, trovandosi però di fronte un avversario quasi insuperabile. E così, in situazione di doppia inferiorità numerica, i bianconeri hanno dovuto incassare anche la terza rete, su una veloce combinazione del duo terribile Morozov-Zinoviev (nella circostanza eccesso di generosità da parte di Julien Vauclair che probabilmente avrebbe fatto meglio ad allontanare il disco piuttosto che portarlo dalle parti di Noronen). A questo punto la partita aveva già virtualmente trovato il suo padrone, poichè recuperare tre reti ai russi pareva davvero impresa ardua.
La soddisfazione del punto della bandiera l’HC Lugano però ce l’avrebbe anche avuta se il direttore di gara Sindler non avesse ingiustamente annullato la rete di capitan Jeannin (si giocava in situazione di penalità differita contro il Bars Kazan).
Gli ultimi 10 minuti non hanno poi offerto molto altro, con i russi a risparmiare le forze per la finale e il Lugano a cercare il, a questo punto meritatissimo, punto dell’1-3.
Ad ogni modo, tirando le fila del torneo, in casa bianconera si può essere decisamente soddisfatti dato che, innanzitutto, il terzo posto finale è il miglior risultato di sempre dell’HCL in Europa e in secondo luogo per le due ottime prestazioni di squadra.
In particolare evidenza, anche se in queste occasioni è sempre difficile fare nomi, sono parsi al sottoscritto Hirschi, Tarnstrom e Murovic, autori di un grandissimo torneo.

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