Bolzano – Alleghe: il commento

di Mary Alberghina

Dopo la terza sconfitta consecutiva sugli spalti del Palaonda si è iniziato ad ipotizzare una vera crisi per i ragazzi di Samuelsson. Complici le ultime tre, deludenti prestazioni, i biancorossi hanno perso, infatti, la testa della classifica incassando ben 20 reti e segnandone solamente 6.
In un incontro sulla carta sicuramente alla portata per il Bolzano che aveva annientato il sempre ostico Renon, i biancorossi sono parsi, da subito, deconcentrati, nervosi ed inconcludenti.
Sicuramente le assenze di Lewis, Bouchard e dell’assistent coach Mair hanno influito sull’andamento della partita, al punto che la squadra ha tirato i remi in barca prematuramente, facendosi schiacciare da un Alleghe mediocre, che ha avuto peraltro il merito di approfittare al meglio del clamoroso black-out bolzanino. Le civette sono scese in pista al gran completo ed hanno schierato anche l’ex di turno Jeff Ricciardi, autore della quinta marcatura ospite (prima stagionale per lui).

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L’incontro si è apertocon l’Alleghe in attacco e Naumovs impegnato a respingere le prime conclusioni insidiose. Il vantaggio ospite è arrivato al 13’ grazie a Fabrizio Fontanive, smarcatissimo davanti alla gabbia dei padroni di casa. Il Bolzano è riuscito a rialzare la testa per qualche minuto ed al quindicesimo Nelson ha raccolto un rimbalzo infilando Groeneveld, ma Metelka ha annullato in quanto in precedenza il disco aveva centrato in pieno la maschera del goalie della nazionale olandese. Al 16’28 Manuel De Toni, lasciato libero davanti alla porta biancorossa, ha superato nuovamente Naumovs contribuendo al successivo tracollo dei Foxes.
Nella seconda frazione a Veggiato sono bastati solo tre minuti per andare a segno, mentre al sesto è stato l’intelligente centro agordino Mike Harder ad allungare ulteriormente le distanze con un pregevole tiro di polso.
A questo punto Samuelsson ha avvicendato Naumovs con Hell, che ha dovuto chinarsi cinque minuti più tardi a raccogliere il disco scagliato in fondo alla rete dall’ex compagno Jeff Ricciardi.
Il team biancorosso ha avuto la possibilità di andare a segno unicamente con Dorigatti, che per ben tre volte si è trovato in situazioni più che favorevoli, ma ha sempre sprecato malamente, forse per mancanza di concentrazione e freddezza, doti che sono mancate peraltro anche al resto della squadra.
Uno spiraglio di rimonta per i bolzanini si è aperto al 2’44 della terza frazione, quando Coleman ha servito Walcher, autore del gol della bandiera. Si è trattato, invece, solo di un fuoco di paglia, perchè la squadra ha continuato a non girare sul ghiaccio, facendo passaggi imprecisi ed accumulando penalità inutili, costringendo alcuni spettatori – indispettiti – ad abbandonare lo stadio anzitempo e suscitando il disappunto degli “aficionados” rimasti fino al termine del match.
Il Bolzano vanta ora solo tre punti di vantaggio sul Pontebba, che nonostante la battuta d’arresto contro il Milano è reduce da un periodo positivo e sa di poter ambire a soffiare la seconda piazza ai biancorossi, che devono necessariamente cercare di ritrovare al più presto concentrazione e brio.