Quattro chiacchiere con il coach giallo-rosso…

Intervista ad Ennio Sacilotto

Di Franca P.

Un 4-4 che alla luce di quanto visto in campo si può paragonare ad un risultato fantastico per gli stellati, che a 5 minuti dal termine della gara erano sotto di ben 3 goal, salvo poi tirare fuori quella grinta e quella caparbietà che questa squadra ha sempre avuto, ma ha sempre faticato a far emergere…allora ho pensato (siccome ero sopravvissuta ad un mezzo infarto) che la persona giusta da intervistare era l’head coach degli stellati, proprio perché sono convinta che i suoi metodi d’allenamento stiano iniziando a dare i risultati sperati!

H.T.: Buonasera Sig. Sacilotto, dal suo sorriso direi che questo pareggio ha il sapore di una vittoria, poiché nell’arco dell’intera gara ci sono state azioni molto spettacolari ed intense…
E.S.: Buonasera a lei! Come abbiamo visto tutti questa sera ognuno dei miei ragazzi ha dato il massimo per riuscire a portare a casa almeno un punticino, dato che questo è quello che ho chiesto ai ragazzi prima della gara, almeno agguantare il pareggio se non di più, per dimostrare a se stessi e a tutti che la squadra c’è, è motivata, che il periodo di transizione, di “crisi” sta passando, perché ora è tempo di dimostrare qualcosa a tutti…soprattutto a se stessi!

Nel primo tempo probabilmente abbiamo concesso qualche spazio di troppo agli avversari e, non abbiamo concretizzato quelle occasioni che sono capitate sulle nostre stecche, forse avremmo potuto portare via anche più di 1 punto, ma va bene cosi, partite del genere danno stimoli e voglia di combattere all’intero team…e mi creda che noi n’avevamo davvero bisogno! Gli altri due tempi abbiamo mollato un po’ la presa e, loro sono stati bravi ad approfittarne, però nei timeout e durante l’ultimo “scorcio” di gara sono stato molto duro con loro, perché volevo che tirassero fuori quello di cui sono capaci di fare…sono stato accontentato direi!

H.T.: Che cosa è mancato questa sera a questa squadra per raggiungere una possibile vittoria?
E.S.: Concretezza credo e umiltà, a volte bisogna sacrificarsi individualmente per raggiungere un obiettivo comune, dobbiamo stare attenti a non cedere spazi troppo elevati in difesa e a ricavare di più nei power play dove siamo troppo sterili…

H.T.: Quali sono i principali miglioramenti operati dai suoi ragazzi dall’inizio della stagione?
E.S.: Nelle ultime 3-4 gare abbiamo visto come i ragazzi siano meno individualisti, siano più compatti e più squadra tra loro, in porta Mike (D’Alessandro) sta diventando più sicuro di se stesso e di conseguenza la difesa lo è altrettanto, alcuni problemi permangono come l’eccessiva imprecisione sotto porta, questo ci penalizza molto, ma stiamo lavorando anche su quello. I ragazzi si stanno impegnando molto in allenamento, ho chiesto loro di lavorare per il bene della società ogni giorno, perché abbiamo un progetto da portare a termine! Con l’arrivo di Cliff (Loya) in difesa c’è più compattezza nel reparto difensivo, soffriamo meno gli attacchi avversari, ma c’è ancora molta strada da fare…

H.T.: La scelta effettuata dalla società quest’anno di dar maggiore spazio ai giovani locali sta dando buoni risultati? Quale giovane l’ha impressionata particolarmente?
E.S.: I vari Rodeghiero, Roffo, Benetti e gli altri stanno dando il massimo, abbiamo visto come alcuni di loro siano stati schierati in prima linea (Es: Tessari Matteo con Parco) macinando quindi molti minuti di gara e poi, giocare accanto a chi ha più esperienza torna sempre utili per consigli, per imparare trucchi del mestiere e giocate particolari..Non ti posso fare nomi per ovvi motivi, però ti posso dire che qui nessuno ha pretese di giocare, tutti si mettono a disposizione del team, cosa che io ho chiesto sin dal primo giorno d’allenamento. Anche Nicola Tessari questa sera ha effettuato qualche cambio e abbiamo visto che ha dato del filo da torcere all’avversario di turno del Milano; Testa nonostante qualche piccolo problema si sta ben comportando e nel complesso tutto il reparto giovanile sta ben figurando!

H.T.: Che cosa chiede alla propria squadra da qui in avanti? Quali sono gli obiettivi a questo punto?
E.S.: Il nostro obiettivo? Senz’altro quello di migliorarci sempre di più, perché come dimostrato stasera se siamo al meglio della nostra condizione possiamo giocarcela con chiunque, voglio compattezza, velocità, grandi lavoratori ( qui c’è scappata una parola inglese, hard workers), insomma, una squadra e non chiedo poco…ora ci aspettano altre dure partite, da qui dobbiamo ricavare il massimo punteggio possibile!

H.T.: Se dovesse descriversi come coach, quali aggettivi utilizzerebbe?
E.S.: Io ritengo di essere un duro lavoratore, ho chiesto ai miei ragazzi, come ti ho già accennato, di venire qua ogni giorno per allenarsi al meglio, per prepararsi sempre perfettamente, so essere buono quando è il caso di esserlo, ma altrettanto severo e “cattivo” quando necessario. La durezza a volte è essenziale per farsi rispettare, sopratutto in professioni come il coach. Non voglio gente che non s’impegna, credo che noi allenatori dobbiamo chiedere sempre il massimo dai nostri ragazzi, perché sono loro che in ogni caso giocano le partite, sono loro che devono far ricorso alle loro forze e alla loro tecnica per far bene il proprio lavoro…questa sera ad esempio tutti hanno giocato bene fisicamente, mentalmente e tecnicamente…

H.T.: E’ anche un amico per i ragazzi del suo team?
E.S.: (ci scappa mezza risata) E no, come disse Herb Brooks (coach Stati Uniti D’America a Lake Placid nel 80’) non sono loro amico, se vogliono un amico si rivolgano a Raffaele o all’attrezzista…da me non avranno mai amicizia!

H.T.: Non mi resta che augurarle buon lavoro allora…
E.S.: Grazie mille e anche a lei..

Si ringrazia Ennio Sacilotto e l’Emisfero Ipermercati Asiago per le disponibilità e cordialità concessa.