Montreal Canadiens: avanti con gli special team

di Cristian.

Bob Gainey ad inizio stagione non ha dato retta alle critiche sulla difesa dei Canadiens priva di un first D-man, ovvero un difensore che abbia punti nelle mani e sappia difendere altrettanto bene, ma al General Manager è venuta in mente l’idea di scambiare con i Dallas Stars l’incostante ma creativo Mike Ribeiro con il finlandese Janne Ninnimaa. Pur non essendo più un difensore col vizio del gol, l’esperto difensore connazionale di capitan Koivu porta maggiore consistenza al reparto arretrato che sembra dovrà privarsi a lungo di Francis Bouillon ancora fermo ai box dopo l’operazione al ginocchio.
Tuttavia la cessione di Ribeiro non lascia scoperto il ruolo di centro della seconda linea considerate le buone prestazioni offerte da Plekanec e l’abbondanza di prospetti che scalpitano nel farm team di Hamilton.

Coach Carbonneau inizia la stagione con la prima linea composta dai russi Samsonov e Kovalev sulle ali ed al centro il ceco Plekanec: i tre producono molto ma concretizzano poco, a differenza della seconda linea Koivu, Higgins e Ryder. Saku Koivu risente ancora in parte dell’infortunio all’occhio subito ad aprile ma quando si trova ad un ingaggio raramente lo perde: fin ora solo lo slovacco Handzus ha tenuto il finlandese sotto il 50% di face-off vinti proprio durante la prima sconfitta stagionale di Montreal contro i Chiacago Blakhawks. Se il fiuto del gol di Ryder era gia stato confermato la scorsa stagione, Chis Higgins sta diventando il nuovo idolo di molti tifosi perchè oltre ai gol che mette a segno (2 dei quali in inferiorità numerica), è notevole il furore con qui gioca ogni cambio.
Come nelle migliori squadre è la terza linea che fa la differenza ed in questo caso l’arrivo di Mike Johnson si è rivelato quanto mai azzeccato perchè il canadese ha trovato subito l’intesa con Radek Bonk rivitalizzando così il ceco che sta vivendo una seconda giovinezza. Assieme a loro il giovane Perezhogin che non ha messo a segno molti punti ma ha dimostrato di essere un giocatore che alla qualità concilia la quantità. La quarta linea sta un po deludendo le aspettative con Begin che non riesce ad esprimersi ai livelli della passata stagione e Murray e Downey che si alternano all’ala. L’unica nota positiva è il rookie Latendresse che ha trovato il suo primo gol contro gli acerrimi rivali di Boston dopo molte partite nelle quali ha messo in evidenza tutta la fisicità propria di un power forward qual’è.
Negli ultimi incontri Carbonneau ha mischiato un po le care alla ricerca di migliori equilibri: con Samsonov che sembrava riuscire ad esprimere solo la sua velocità, l’allenatore ha pensato di dare la chance di giocare in prima linea a Latendresse che lo ha subito ripagato con un gol ma il russo non ha digerito questa bocciatura ed ha lasciato intendere che se le cose non fossero cambiate, non avrebbe esitato ad andarsene. Nell’incontro successivo contro i Maple Leafs la prima linea vede Kovalev nell’insolito ruolo di centro con alle ali i connazionali Samsonov e Perezhogin: il box score dice 3 assist per "Kovy", 1 gol e 1 assist per "Zhogs" e 2 gol per Samsonov.
Senza dubbio le due linee migliori di questo prime partite sono Higgins, Koivu, Ryder e Perezhogin, Bonk, Johnson con Kovalev e Samsonov che solo a sprazzi hanno messo in luce la loro classe.

Capitolo difesa:
Fra i pali degli Habs si alternano con regolarità lo svizzero Aebischer e il francese Huet: cinque partite a testa ma è "Abby" che offre maggiori garanzie con una percentuale di parate del 92,1% (89,9% per Huet) e una media di 2,27 gol presi a partita (2,92 per Huet) per un totale di 3 vittorie e 1 sconfitta mentre le vittorie del francese sono solo 2.
Andrei Markov è ormai una garanzia costantemente ad alti livelli, Mike Komisarek si migliora partita dopo partita e lo svizzero Streit sfrutta bene lo spazio che gli viene concesso a causa del momentaneo infortunio di Dandenault.
Ma il vero protagonista è il guerriero Sheldon Souray che, messosi alle spalle i problemi familiari, sembra aver ritrovato la stecca magica di tre anni fa che gli permette di scagliare il disco in maniera letale verso i portieri avversari. Chiaramente non è la stecca il motivo, bensì il numero 44 è ritornato ad essere il leader difensivo e 5 dei suoi 6 gol sono arrivati in situazioni di power play dove assieme a Markov forma una coppia temibile dalla blu. Sono comunque rimaste le ingenuità difensive, sia in Souray che negli altri difensori, che risultano così essere il tallone d’Achille di questa squadra.

Uno dei motivi del discreto inizio di stagione è sicuramente la consistenza degli special team, ovvero quei giocatori che scendono sul ghiaccio nelle situazioni di inferiorità o superiorità numerica. I Canadiens sono attualmente al terzo posto dell’intera Lega in entrambe queste classifiche con una percentuale di realizzazione del 24% (12 gol in 50 power play giocati) ed un 90.6% in penalty killing (6 gol subiti su 64 occasioni in inferiorità).

Il ritorno:
Sabato 21 ottobre Jose Theodore ha fatto il ritorno fra i pali in quello che fino a pochi mesi fa era il suo ghiaccio. Non è stato un successo per il goalie nativo di Laval (città sull’isolotto appena sopra alla ben più grande isola di Montreal) dato che l’ex idolo locale ha dovuto raccogliere il disco in fondo alla gabbia per ben 8 volte.
Anche David Aebischer si trovava di fronte la sua ex squadra ma lo svizzero si è fermato a 5 gol incassati in una gara altamente spettacolare.

La Molson Cup, speciale classifica del sito dei Canadiens che premia le prestazioni dei singoli giocatori gara per gara, vede in testa con 10 punti Chris Higgins e David Aebischer con subito dietro capitan Koivu a 9 e Sheldon Souray ad 8 punti.

Riepilogo dei risultati delle prime 10 partite:
vs Maple Leafs perso ai rigori 4 a 5
@ Bruins vinto 3 a 2
vs Sabres perso 1 a 4
vs Avalanche vinto 8 a 5
@ Blackhawks perso 1 a 2
vs Flames vinto 5 a 4
vs Senators perso ai rigori 2 e 3
@ Flyers vinto 3 a 1
@ Maple Leafs vinto 3 a 2
@ Sabres perso ai rigori 4 a 5