EAHL, EHL, Eurolega o Champions League hockeystica?

di Paolo “pasha” Pozzi

Dopo che Vladimir Putin ha parlato della possibilità di organizzare una Lega Hockeystica Europea, Vladislav Tret’jak, presidente della FHR, la federhockey russa, e Vjacheslav Fetisov, ministro dello sport russo, sono tornati alla carica con i loro progetti. Quello di Fetisov, la EAHL (Lega Hockeystica Euro-Asiatica), ormai un vero tormentone, prevederebbe la partecipazione di una dozzina di squadre, in prevalenza russe, ma anche lettoni, bielorusse, kazake e ucraine. Il progetto di Tret’jak per ora è ancora poco definito, ma pare invece sia maggiormente ispirato alla Champions League calcistica o alla Eurolega di basket.
In attesa di ulteriori sviluppi, il giornale russo Sport-Ekspress ha cominciato a tastare il terreno nelle varie realtà hockeystiche europee in merito alla possibilità di istituire una lega alternativa ai campionati nazionali.

Ecco le prime reazioni:

AUSTRIA

Dietrich Mateschitz, proprietario dei Red Bulls di Salisburgo:

“Al momento non abbiamo alcuna proposta concreta, ma già d’ora possiamo dire di essere assolutamente a favore di un’alleanza con l’hockey russo.”

BIELORUSSIA

Vladimir Naumov, ministro degli Interni e presidente della federhockey bielorussa:

“Per ora mancano proposte concrete; tra le idee avanzate preferiamo quella della lega sovranazionale tra paesi ex-Urss, che tra le altre cose risolverebbe i problemi che hanno i giocatori bielorussi in Superliga a non farsi considerare stranieri. Inoltre il nostro hockey è in ascesa, negli ultimi 7 anni il numero delle squadre e dei palazzetti è triplicato, e speriamo ormai da tempo in una fusione con la Superliga.”

CECHIA

Martin Urban, segretario generale della federhockey ceca:

“La mia risposta vi sembrerà categorica, ma per quanto mi riguarda è: assolutamente no. Non vedo il motivo di organizzare una nuova lega, ci sono già validi campionati in quasi tutta Europa. Inoltre non ho ricevuto alcuna proposta formale, e poi in ogni caso la decisione spetterebbe soprattutto ai club, sarebbero loro ad affrontare i maggiori rischi.”

Petr Bríza, direttore generale dello Sparta Praga:

“Per ora, nè sì, nè no. Comunque, sarebbe necessaria non solo la partecipazione della IIHF, ma anche l’accordo dei migliori club di Svezia, Finlandia, Svizzera, Slovacchia.”

FINLANDIA

Jukka-Pekka Vuorinen, direttore della Lega finlandese:

“Nè sì nè no, ma ho molti dubbi. Tanto per cominciare, il nostro campionato ha la precedenza, e con le poche date libere a disposizione non credo ci sia spazio per una nuova lega. Inoltre, i nostri tifosi prediligono gli abbonamenti annuali, quando si tratta di dover acquistare singoli biglietti per partite internazionali, l’affluenza cala drasticamente. Senza contare che i nostri palazzetti sono mediamente piccoli, e quindi anche nella migliore delle ipotesi non si potrebbe contare su grandi incassi. Secondo me la cosa migliore è salvaguardare il Super Six, che è un’ottima cosa, anzichè buttarsi in nuovi progetti.”

Hejkka Hietanen, direttore dell’Associazione Hockeystica finlandese:

“Non vedo spazio per una nuova lega. Ritengo che l’ideale sia invece migliorare il Super Six, ad esempio introducendo dei gironi di qualificazione per i club campioni dei paesi che non fanno parte dell’élite hockeystica. In questo modo si potrebbe davvero definire la Coppa Campioni un evento paneuropeo. Con 2-3 giorni in più, a San Pietroburgo potrebbero affrontarsi 8 squadre, ed il torneo potrebbe guadagnarne in popolarità, a patto che le nuove squadre siano sufficientemente forti.”

GERMANIA

Gernot Tripke, capo della DEL:

“Non sono molto ottimista. La teoria è una bella cosa, ma la realizzazione pratica è un’altro paio di maniche. Non credo che potremo mai fare una lega concorrenziale alla NHL, perchè dovremmo pagare le stesse assurde somme ai giocatori, e l’hockey europeo in crisi non se lo può permettere. Senza contare che, senza le migliori squadre, cosa farebbero i campionati nazionali? Penso che saranno tutti contrari.”

KAZAHSTAN

Anatolij Kartaev, allenatore della nazionale kazaka e del Kazahmys Satpaev:

“Abbiamo già due squadre in Vysshaja Liga [= la “serie B” russa] e 6 in Pervaja Liga [= la “serie C” russa]. Siamo pronti a competere anche in Superliga. Che poi la si voglia chiamare EAHL o Eurolega, quello che sogniamo è un campionato che raccolga le migliori squadre dei paesi ex-Urss. Poi se vogliono possono unirsi anche gli europei.”

LETTONIA

Kirov Lipman, presidente della federhockey lettone:

“L’idea può anche essere simpatica, ma mi chiedo quanto sia necessaria. In Russia c’è già un campionato più che valido, perchè dovrebbero rinunciarvi? E per quanto riguarda un paese piccolo come il nostro, un progetto del genere potrebbe comportare costi eccessivi. Ai mondiali Tret’jak mi ha chiesto se ritengo che una squadra lettone possa essere in grado di mettere insieme un budget sul livello dei top-teams russi, cioè attorno ai 12 milioni di dollari. E’ assolutamente irreale.
C’è poi un altro problema: in una lega di quel tipo, i giocatori autoctoni diventerebbero sempre di meno, fino a costituire appena il 40% dei roster delle squadre, e questo avrebbe un impatto negativo sulle squadre nazionali.”

SLOVACCHIA

Maroš Krajci, direttore generale dello Slovan Bratislava:

“In teoria è un’idea interessante, ma di difficile realizzazione. Dubito che i paesi europei con campionati validi accettino di rinunciarvi per una nuova lega. Inoltre, mi pare non ci sia abbastanza interesse da parte del pubblico; lo Slovan ha giocato diverse partite internazionali, e viene più gente quando giochiamo con l’ultima in classifica del campionato slovacco, che quando giochiamo con qualche club straniero. Comunque si può cominciare a ragionarci su, magari studiando a fondo l’esempio della Champions League calcistica.”

SVEZIA

Bengt-Ake Gustafsson, allenatore della nazionale svedese:

“Se ne parla da anni e anni, ma non ci facciamo illusioni. Abbiamo avuto un’ulteriore riprova della difficoltà di interessare i tifosi ai match internazionali quest’anno, con il torneo prestagionale ’Nordic Trophy’, in cui si affrontavano club svedesi e finlandesi. L’unica possibilità di successo sarebbe collegata ad un forte appoggio da parte di tutti i media, e della tv in particolare. Con un forte contratto televisivo, e con un torneo sul modello della Champions League calcistica, allora potremmo discuterne.”

Tommy Topel, direttore della Lega svedese:

“Non ho ancora ricevuto alcuna proposta concreta. Comunque ritengo che la cosa migliore sia perfezionare l’attuale Coppa Campioni [SuperSix].”

SVIZZERA

Fredy Egli, presidente della federhockey svizzera:

“L’idea potrebbe essere interessante in quanto formeremmo un fronte comune in concorrenza con la NHL, a patto però che si riesca a trovare un’intesa tra i vari paesi europei e soprattutto a patto che si abbia un forte accordo con le televisioni. Inoltre, è fondamentale che la IIHF, nell’organizzare un’eventuale torneo paneuropeo, tenga in considerazione gli interessi dei campionati nazionali, ad esempio prevedendo fin dall’inizio delle apposite “finestre” nei calendari dei campionati nazionali.”

UCRAINA

Vasilij Fadeev, direttore generale della nazionale ucraina e del Sokol Kiev:

“Sono completamente favorevole. E’ vero che al momento il Sokol non sta attraversando un buon periodo dal punto di vista finanziario, ma con i mezzi adeguati potremmo ben figurare. Serve uno sponsor serio, che possa mettere insieme un budget attorno ai dieci milioni di dollari.”

IIHF

Infine, Sport-Ekspress si è avvalso della collaborazione di Klaus Zaugg del Blick per intervistare René Fasel in merito al “progetto eurolega”; così ha risposto Fasel:

“Il progetto non prenderebbe comunque avvio prima della stagione 2008-2009, e non si parla nemmeno di sostituire i campionati nazionali; al contrario, l’idea è di fare qualcosa sul modello della Champions League calcistica. Nel progetto sarà centrale l’apporto della Russia, in termini sia di club che di sponsor. Uno degli obbiettivi è fare concorrenza alla NHL.”

Tirando qualche conclusione:

1) Ai paesi ex-Urss interessa solo il progetto EAHL, anche se in alcuni casi l’interesse è puramente ipotetico, perchè al momento mancano i fondi e si spera nell’arrivo di uno…sponsor-ex-machina, diciamo così.

2) Il progetto di una Champions League o Eurolega hockeystica ha l’appoggio, fondamentale, della IIHF; certo non sarà di facile attuazione, e potrebbero volerci ben più dei due anni accennati da Fasel per organizzare il tutto al meglio.

3) Nel frattempo, l’idea scandinava di un allargamento e perfezionamento del SuperSix potrebbe essere un buon compromesso; purchè però non sia solo una scusa per tarpare le ali al progetto Eurolega.

Insomma, stiamo a vedere.

Good night, good hockey, and good luck!

Tags: