Presentazione della stagione – Atlantic Division

NEW JERSEY DEVILS: un unico problema, rispettare il Salary Cap

Nell’anno del venticinquesimo compleanno della squadra di East Rutherford, sono due le certezze: una prima linea incontenibile ed un Martin Brodeur insuperabile.
L’intenzione è quella di riprendere la corsa interrottasi a maggio ai playoff contro Carolina quando i Devils erano considerati una delle pretendenti alla Stanley Cup grazie al trio Gionta, Gomez, Elias e ad una difesa difficilmente penetrabile.
Ma nessun General Manager come Lou Lamoriello si trova con un monte salari pari a 48 milioni di dollari: il tetto del Salary Cap (quest’anno alzato a 44 milioni) è quasi raggiunto senza aver rinnovato il contratto di Scott Gomez, rendendo qundi quasi inevitabile la partenza di uno fra l’attaccante di origini ispaniche e Brian Gionta (che ha firmato per un solo anno) per poter costriuire una solida difesa che ancora non è certa della presenza di due pedine come Paul Martin e David Hale ma che conta di un Brian Rafalski che non finisce di stupire.
Nell’economia generale pesano come macigni i contratti di Malahkov e Mogilny (solo loro 7 milioni di dollari) ma se l’infortunio occorso a Mogilny è visto come una nota positiva perchè con ogni probabilità il trentasettenne verrà inserito nella lista degli infortunati permettendo di risparmiare 3,5 milioni di dollari, l’altro russo anch’egli trentasettenne sembra dare qualche grattacapo alla dirigenza.
Nel tentativo di limare i costi, Lamoriello a sorpresa si è libeato di coach Larry Robinson, autore di una stagione da 101 punti, per affidarsi a Claude Julien che l’anno scorso era alla guida dei Canadiens per metà stagione.
A parte il ritorno di Michael Rupp (l’eroe di gara 7 nell’ultima Stanley Cup vinta dai Devils nel 2003) non c’è stato nessun movimento di mercato di rilievo ma sono stati promossi in prima squadra dei promettenti ragazzi nella speranza che il loro impatto con l’NHL sia lo stesso di quello avuto da Zach Parise che nella sua stagione da rookie ha messo a segno 14 gol e 18 assist. Sono ottime le credenziali di Travis Zajac che arriva dall’Università del North Dakota (44 punti in 45 partite) e si punta molto anche su Barry Tallackson promosso dal farm team di Albany per dare un po di peso all’attacco e trovare altri giocatori che siano capaci di segnare in quanto la dipendenza dalla prima linea è stato il tallone d’Achille della passata stagione. L’ala svedese Niklas Bergfors giocherà nel nuovo farm team di Lowell sperando in una chiamata in prima squadra per poter esordire in NHL durante la stagione.
Finchè tra i pali ci sarà Martin Brouder per qualsiasi allenatore che siederà sulla panchina di New Jersey, i problemi da risolvere saranno dimezzati in quanto la costanza e la qualità del rendimento del "giocatore franchigia" sono un’assoluta garanzia. Volendo complicarsi la vita si potrebbe iniziare a pensare al dopo-Brodeur cominciando a far giocare uno tra Jordan Parise e Jeff Frazee ma l’attuale back-up Scott Clemensen sembra abbia comunque il posto garantito per le 10,15 partite annuali nelle quali Brouder si riposa.
Se in qualche modo Lou Lamoriello riuscirà a trattenere i suoi pezzi da novanta i Devils saranno anche quest’anno protagonisti ai playoff.

PHILADELPHIA FLYERS:

Gli infortuni sono stati i protagonisti della scorsa stagione dei Flyers che comunque sono riuciti a chiudere un’annata piuttosto buona. Il quinto posto nella Eastern Conference è risultato il massimo con la situazione che si era creata. In più la scoperta di avere tra i pali anche un ottimo portiere, ossia il finlandese Antero Niittymaki, ha reso più dolce l’eliminazione al primo turno dei playoff. Sicuramente però ha creato una situazione difficile in quanto sarà arduo delineare un vero numero uno tra i pali. Certo peserà il ritiro di Primeau ma sicuramente sarà l’anno di Forsberg già soprannominato "Pietro il Grande" ("Captain Peter the Great"). Sarà l’anno del duopolio Forsberg – Gagne? Sicuramente, in fase offensiva, i Flyers cercheranno di incrementare le 267 realizzazioni della scorsa stagione sperando nell’aiuto maggiore di Pitkanen, l’uomo in più sulla linea blu, che ha saltato molte partite la scorsa stagione per infortunio. Perdendo Johnson in difesa i Flyers dovranno cercare una maggiore velocità nel reparto arretrato il quale inzia ad essere un pò in là con l’età

Arrivi:
Ryan Kesler
Nate Guerin
Kyle Calder
Eric Meloche
Geoff Sanderson
Daniel Corso
Martin Grenier
Boyd Kane
Mark Cullen
Randy Robitaille
Nolan Baumgartner
Lars Jonsson
Brad Tapper

Hot prospect: S. Downie, S. Ruzicka, R. Potulny, A. Picard, R. Beauchemin
Pronostico: playoff

NEW YORK RANGERS: One Step Up

La stagione 2005/2006 è stata segnata dal ritorno ai playoff da parte delle Blueshirts che erano assenti dalla Post Season dalla stagione ’96/’97, anche se la loro avventura si è interrotta subito contro i Devils dai quali hanno subito un secco 4-0 facendo diventare quasi decennale la mancanza di vittorie Playoff (la vittoria latita dal 18 Maggio 1997, data dell’ultima affermazione in post-season ai danni dei Flyers), complice una situazione asfittica in fase realizzativa, confermata dal dato che durante la serie i Rangers hanno messo a referto soltanto 4 reti e “aiutata” anche dall’infortunio occorso in gara 1 a Jagr che ne ha condizionato il rendimento anche nel resto della serie.Una brutta tegola è giunta nei giorni scorsi a turbare la pre-season delle Blueshirts con la notizia dell’embolo polmonare di cui soffre Jed Ortmeyer e che lo terrà lontano dalla pista a tempo indeterminato.
Per la stagione 2006/2007 i Rangers puntano a ripetere la qualificazione alla post-season magari migliorando il risultato dello scorso anno con il passaggio di qualche turno.La speranza è che Lundqvist ripeta la buonissima stagione passata che lo ha portato a essere il quinto portiere della lega per i salvataggi e che gli acquisti di tre pedine importanti come Shanahan, Cullen e Ward, questi ultimi due freschi vincitori della Stanley con gli Hurricanes, diano una spinta in fase realizzativa dopo il mediocre 14° posto dello scorso anno nella classifica dei gol realizzati (250) e aiutino a mantenere, e magari a migliorare la solidità in fase difensiva che già lo scorso anno era buona come testimonia il 4° posto tra le squadre che hanno subito meno gol in Regular Season (211).Ma soprattutto la speranza del GM Sather e di coach Renney è che i nuovi arrivati contagino con la loro mentalità vincente la squadra e facciano in modo che una volta centrati i Play-Off tutti reggano la pressione psicologica della Post-Seasson.

Arrivi:
Matt Cullen (Carolina Hurricanes)
Aaron Ward (Carolina Hurricanes)
Brendan Shanahan (Detroit Red Wing)

Partenze:
Steve Rucchin (Atlanta Trashers)
Martin Ruchinsky (St.Louis Blues)
Petr Sykora (Eddmonton Oilers)
Martin Grenier (Philadelphia Flyers)
Tom Poty (New York Islanders)

Tra i prospect da tener d’occhio sicuramente Mark Staal (fratello minore di quell’Eric Staal che, insieme ai Neo Rangers Ward e Cullen ha alzato al Cielo la Stanley Cup ‘05/’06 ) che già da quest’anno sembra pronto a calcare le Piste della NHL.

NEW YORK ISLANDERS:

Vento nuovo a New York. Gli Islanders cambiano un po’ tutto per cercare di diventare una squadra almeno da playoff. Garth Snow si porta il in casa l’ex allenatore dei Sabres, Snow ed incomincia a mettere mano all’organizzazione della squadra. Trottier e La Fontaine sono chiamati ad aiutare il coach a dare vigore ad una squadra che è dal 1993 non vive più molti momenti di gloria. Come di consuetudine per gli Islanders ci vuole un colpo da teatro e il Smith si inventa il contratto che legherà per la vita Rick Di Pietro. Quindici anni per 67,5 milioni di dollari. Difficile capire chi abbia fatto il miglior affare ma di sicuro è nello stile degli Islanders visto che per Yashin hanno sborsato molto di più per un contratto decennale. Comunque non sarà il fatto di avere un discreto portiere tra i pali a risolvere i problemi della squadra. Una difesa che non riesce a dare supporto all’attacco non avendo dei veri e propri difensori in grado di essere determinanti in fase di pressione dalla line blu. Ma anche l’attacco avrebbe bisogno di una maggiore forza. Certo Yashin rimane la pedina centrale dela prima linea degli Islanders e il suo contributo è determinante per l’attacco. Grazie all’alchimia che si è formata fra lui e Satan ha permesso a quest’ultimo di essere il miglior realizzatore della squadra. Ma oltre a loro il reparto d’attacco risulta essere solo discreto.

Arrivi:
Viktor Kozlov
Sean Hill
Mark Wotton
Billy Thompson
Allan Rourke
Ryan Caldwell
Arron Asham
Mike York
Rick Berry
Wade Dubielewicz
Chris Simon
Tom Poti
Andy Hilbert
Brendan Witt
Mike Sillinger

Hot Prospect: R. O’Marra, B. Comeau, J. Colliton, D. Kohn, S. Guthrie
Pronostico: regular season

PITTSBURGH PENGUINS: la speranza è Malkin

L’annata che va ad iniziare dovrà essere quella del riscatto per i Penguins ,anche perché peggio di quella appena trascorsa è difficile che possa andare visto l’ultimo posto nell’ Atlantic division e il penultimo posto nella lega con la bellezza di 316 reti al passivo a fronte di un comunque mediocre numero di reti all’attivo (243) di cui 39 messe a segno da Sidney Crosby. Quest’anno i Pens hanno pensato bene di far attraversare l’oceano a Evgeni Malkin, il talentuoso centro russo draftato nel 2004 come seconda scelta assoluta al primo round e che ha giocato lo scorso anno in Russian Super League con il Metallurg Magnitogorsk scatenando una “guerra” tra la lega Russa e l’ NHL per le modalità del trasferimento del talento russo oltreoceano. Con l’arrivo di Malkin si aggiunge sicuramente fantasia e imprevedibilità all’attacco di Pittsubrugh ma rimane l’incognita sull’adattamento ai ritmi e al tipo di gioco praticato in NHL;intanto non è sicuro che il centro russo sarà sul ghiaccio per il primo match dei Pens il 5 di Ottobre contro i Flyers a causa di un’infortunio alla spalla sinistra (slogatura) che si è procurato in uno scontro di gioco con il suo compagno di squadra LeClair nel match di Pre-Season proprio contro Philadelphia .
Le incognita per questa stagione in casa Pens riguardano il ruolo di portiere in cui Fleury dovrà dimostare di meritare il posto di titolare fisso della gabbia riuscendo a dare sicurezza alla squadra e la difesa, con Gonchar che dovrà tornare ai suoi livelli di rendimento abituali riscattando una stagione, quella passata, non sicuramente esaltante mettendo la sua esperienza al servizio dei suoi compagni.Per quanto riguarda l’attacco l’incognita è rappresentata dai tempi e capacità di adattamento di Malkin alla realtà NHL;se risucirà a integrarsi subito nei meccanismi dei Penguins, viste le doti indiscutibili di cui dispone darà una considerevole spinta verso l’alto al rendimento di tutta la squadra.

Arrivi:
Mark Recchi (Carolina Hurricanes)
Evgeni Malkin (Metallurg Magnitogorsk)
Dominic Moore (New York Rangers)
Ronald Petrovicky (Atlanta Thrashers)
Nils Ekman (San Jose Sharks)
Jarkko Ruutu (Vancouver Canucks)
Mark Eaton (Nashville Predators)

Partenze:
Eric Boguniecki (Columbus Blue Jacket)
Sebastien Caron (Chicago Blackhawks)
Matt Hussey (Detroit Red Wings)
Matt Murley (Colorado Avalanche)
Andy Hilbert (New York Islanders)

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