Euro Ice Hockey Challenge: Italia Francia (0-4) – intervista a Manuel De Toni

di Alessandro R.

L’ultima partita della tappa italiana dell’Eurochallenge vede impegnate Italia e Francia, in un match – dopo la vittoria della Danimarca nel pomeriggio – che ha valore soprattutto per i transalpini, vincitori del torneo in caso di larga vittoria contro gli azzurri. L’Italia scende sul ghiaccio confermando la linea giovane: ancora spazio ai vari Willeit, Tutzer, Demetz e Mascarin; come novità, rispetto alle prime due uscite, l’applauditissimo Canei nel ruolo di back per DellaBella.
Si parte e dopo 58 secondi Roland Ramoser finisce in panca per ostruzione: la gestione dell’inferiorità però è pregevole, con addirittura Bustreo che sfiora il gol in contropiede. Superata però senza patemi la prima difficoltà, gli azzurri non sono brillantissimi in situazione di parità numerica, tanto che al 3.36 Desrosiers fa tutto da solo, bevendosi mezza squadra e trafiggendo a tu per tu DellaBella. L’arbitro danese Grumsen, al 4.46 manda Rigoni in panca puniti per eccessiva durezza, ma la Francia non ne approfitta, gestendo malissimo il powerplay; stessa cosa fa l’Italia poco dopo, quando non riesce a impensierire, in superiorità, un comunque attento Lhenry. Nulla da segnalare fino al minuto 13.30, quando finalmente gli azzurri provano a farsi vivi dalle parti della gabbia francese sfruttando i due minuti inflitti a Quessandier: tanti tiri e tanta pressione ma pochi pericoli seri. Sul finire di tempo, per le penalità inflitte a Gras e Chauvel, l’Italia ha la ghiotta possibilità di pareggiare, ma il power play non è gestito a dovere dagli azzurri.

Ancora peggio, però, va in apertura di secondo tempo: ristabilita la parità numerica, un bel contropiede orchestrato da Bellemare porta il rientrante Chauvel, al 21.55, a trafiggere per la seconda volta DellaBella. Al 22.33, a pochi secondi dal suo ingresso sul ghiaccio, Tutzer riceve penalità partita per una pomellata: forse si tratta più di ingenuità e foga che di cattiveria, ma il capo arbitro danese assegna la penalità partita (5+20) al giovane azzurro. L’Italia si difende con i denti e con il cuore per i 5 minuti di inferiorità conseguenti, e riesce ad uscire illesa. Ma un’altra ingenuità italiana (troppi giocatori sul ghiaccio) porta ad un’altra situazione di pericolo e ad un’altra inferiorità; protagonista assoluto DellaBella, che nega più volte ai transalpini la gioia del gol. L’Italia ci prova, ma la stanchezza per una condizione fisica non ancora al top non consente agli azzurri di attuare il gioco che Goulet vorrebbe. Sul finale, ancora bravo DellaBella su Hecquefeuille e Brodin (ottima la “pinzata” sul primo!).
Il terzo tempo si apre con una situazione di superiorità italiana (fuori ancora Quessandier per eccessiva durezza), ma la gestione del power play non è fluida ed efficiente, tanto che Lhenry non corre alcun rischio. Bravissimo invece lo stesso portiere francese al 45.07 a dire no ad una bella incursione di Parco; ancora un pericolo per i francesi al 46.30, quando Nicola Fontanive serve da dietro la porta Strazzabosco che impegna da fuori Lhenry. Trenta secondi più tardi però la Francia cala il tris: prima DellaBella è bravo a respingere il tiro di Desrosiers, poi non è attentissimo e devia un passaggio-tiro di Bellemare da dietro in fondo alla gabbia con il pattino. L’Italia prova a limitare il passivo, ma non riesce a realizzare: prima un incursione di DeToni, poi una bella combinazione Lorenzi-Fontanive vengono arginate dal golie francese. Al minuto 53.56 l’arbitro danese punisce la panchina italiana per proteste, allontanando dal campo l’allenatore Goulet (motivo della contestazione alcune discutibili scelte). Nei due conseguenti minuti di penalità, la Francia fa poker: questa volta segna Brodin, ma il gol è la riproposizione del terzo, con ancora un distratto DellaBella a deviare nella sua porta di pattino. La partita va spegnendosi, e l’Italia non ha più le energie, fisiche e mentali, per reagire; ne rimangono per qualche scaramuccia, quando un “avventuroso” Quessandier lascia la sua panchina per andare a provocare quella italiana, e in modo particolare Helfer.
La sirena sancisce la vittoria della Francia che, in virtù della differenza reti favorevole, conquista anche l’Eurochallenge: una buona esperienza per gli azzurri, specie quelli più giovani, per poter trovare quella giusta amalgama di squadra affrontando avversari di buon livello.

Particolari ringraziamenti all’organizzazione e alla società del Pontebba per la gentilezza e la collaborazione.

Nel dopo partita abbiamo incontrato l’attaccante della Nazionale e dell’Alleghe Manuel DeToni.

HockeyTime: Al termine di tre giorni di partite, che bilancio conclusivo puoi trarre da questa esperienza? Come ti spieghi la brusca e pesante sconfitta di stasera?
Manuel DeToni: Stasera secondo me eravamo partiti bene, a livello di gioco, almeno per i primi due tempi, ma siamo stati sfortunati a pagare ogni nostro errore. Poi siamo calati a livello fisico e sullo 0 a 4 è difficile trovare la concentrazione per tirare fuori anche quello che non hai. Tutto sommato il bilancio è positivo, anche tenendo conto che le altre squadre sono più avanti nella preparazione e noi abbiamo nelle gambe molti meno allenamenti sul ghiaccio. E poi è stata una buona occasione per cominciare ad inserire più stabilmente in partite di un certo livello diversi giovani.
HT: A proposito di giovani, in questi giorni sul ghiaccio è scesa appunto una formazione con diversi giovani stabilmente nelle rotazioni: il ricambio generazionale è necessario, come vedi questi ragazzi che si affacciano per la prima volta alla ribalta della nazionale?
MDT: Ho visto bene i vari Mascarin, Tutzer; hanno tanta voglia di giocare e mettersi in mostra, buone doti e soprattutto molta personalità. Sono sicuro riusciranno ad inserirsi e a dare tanto alla nazionale negli anni a venire.
HT: Passiamo al campionato ormai alle porte: cosa ne pensi della campagna acquisti dell’Alleghe? Hai seguito il mercato anche delle altre squadre? Chi vedi favorito ai blocchi di partenza?
MDT: Sulla carta l’Alleghe ha fatto dei begli acquisti, speriamo mantengano le aspettative. Ci siamo rinforzati, peccato solo aver perso Marchetti: non penso che sia possibile trovare un rimpiazzo adeguato sul mercato italiano, ma sarà una gran bella occasione per i nostri giovani, che avranno la possibilità di mettersi in mostra e lottare per un posto importante in squadra. Così, sempre sulla carta vedo tra i favoriti il solito Milano ed il Bolzano; subito dopo vedo noi, il Cortina ed il Brunico, che ha acquistato dei giocatori importanti.

Si ringrazia la Federazione ed il giocatore per la disponibilità.

Particolari ringraziamenti all’organizzazione e alla società del Pontebba per la gentilezza e la collaborazione.