Euro Ice Hockey Challenge: Italia Danimarca (2-5 ) – intervista a Michele Strazzabosco

di Cristian e Alessandro

L’esordio dell’Italia nel Euro Ice Hockey Challenge 2006/2007 avviene di fronte ai settecento spettatori presenti sulle tribune del palaghiaccio “Claudio Vuerich” di Pontebba.
Iniziano subito forte gli azzurri che in un minuto vanno vicini alla realizzazione, prima con una confusa azione sottoporta e subito dopo con un bel tiro in velocità. Al secondo minuto la prima penalità fischiata a Florian Ramoser ma pur con l’uomo in meno l’Italia riesce a trovare un tiro pericoloso grazie ad un’azione di contropiede di Luca Rigoni; sulla successiva azione danese l’estremo italiano Renè Baur compie le sue prime due parate dell’incontro su altrettanti tiri dalla distanza degli avversari. Gli azzurri passano meritatamente in vantaggio al sesto minuto quando in superiorità numerica Strazzabosco impegna severamente il portiere danese Hirsch e sul disco non trattenuto si avventa Jon Pittis che insacca da posizione defilata. Passano due minuti e l’Italia si trova in doppia inferiorità numerica (Margoni e Borgatello in panca puniti): Baur non trattiene un disco che lentamente si avvia in rete per il pareggio della Danimarca. Il momento di difficoltà azzurro continua in 5 contro 4 e questa volta è il possente difensore Jesper Damgaard che tira due volte verso la porta italiana. Negli ultimi cinque minuti del primo periodo l’Italia riesce a trovare due buone occasioni con Parco e Pittis.

Nella seconda frazione di gioco dopo i primi dieci minuti di sostanziale equilibrio sul ghiaccio, Jesper Damgaard con uno dei suoi soliti tiri potenti dalla distanza riesce ad infilare Baur per il 2 a 1. Armin Helfer prova a scuotere gli azzurri: esce prepotentemente dal proprio terzo difensivo e si invola versa la porta avversaria ma nessuno dei suoi compagni segue l’azione e il difensore del Milano arriva stanco al momento del tiro lasciando partire un disco che non impensierisce l’ottimo Hirsch. Passano tre minuti ed è ancora Helfer che sfonda in verticale nella difesa avversaria ma anche questa volta il suo tiro viene parato. Sul ribaltamento di fronte Motren Green trova un tiro pericoloso prontamente neutralizzato da Baur ma l’attaccante danese essendo stato ostacolato da Margoni guadagna una superiorità numerica che porta al terzo gol danese i 5 contro 3 (anche Helfer in panca puniti) di Nicolas Mondberg.
I giocatori italiani scossi da coach Micky Goulet rientrano sul ghiaccio per il periodo finale con l’intenzione di riportarsi sotto: al secondo minuto in un azione quasi identica a quella del primo gol azzurro, Strazzabosco fa partire un tiro ravvicinato che non viene trattenuto da Hirsch e Paolo Bustreo prova una girata con spalle alla porta che esce di poco. Passano due minuti e in 3 contro 4 gli italiani subiscono la quarta rete danese ad opera di Peter Regin. Al nono minuto l’Italia usufruisce di una doppia superiorità ma gestisce male il possesso del disco e ottiene solo due tiri che non impensieriscono Hirsch. L’oramai idolo locale Stefano Margoni trova in powerplay la rete del 4 a 2 ma trenta secondo dopo causa una disattenzione i danesi riallungano con Regin per il 5 a 2 definitivo. La gara termina con le squadre in debito di ossigeno che concedono spazio ad azioni veloci con tiri da ambo le parti.

Nel dopo partita incontriamo il capitano della selezione italiana Michele Strazzabosco.
HockeyTime: Con quali aspettative siete arrivati a giocare questo Euro Ice Hockey Challenge?
Michele Strazzabosco: Abbiamo una squadra molto giovane e l’allenatore sta giustamente dando spazio in questi raduni estivi a molti giovani ragazzi perchè probabilmente è il momento più opportuno per farli maturare e dar loro la possibilità di giocare ad alto livello.
HT: Questa sera, come in altre occasioni avete subito molto le inferiorità numeriche.
MS: Abbiamo il solito problema che paghiamo le penalità, soprattutto in questo periodo dove i nostri avversari hanno un po’ più di preparazione rispetto a noi che essendo un po’ indietro a livello fisico facciamo un po’ di fatica e ricorriamo al bastone che è la nostra pecca.
HT: Credi che con la prossima stagione gli arbitri inizino ad applicare la famosa "tolleranza zero"?
MS: Il problema non è di noi giocatori perchè questi falli li facciamo visto che siamo abituati ad un certo tipo di gioco: il cambiamento deve partire dall’alto visto che abbiamo bisogno di questo cambiamento. E’ una necessità palese e anche parlando con i giocatori delle altre nazionali ci dicono che siamo una bella squadra ma che finchè non miglioriamo sotto questo aspetto il nostro potenziale rimarrà limitato. Stasera c’è stata un ulteriore dimostrazione: 4 gol in 5 contro 3.
HT: Passiamo al campionato: come vedi le squadre? Il livello è migliorato?
MS: Sinceramente non essendo la mia situazione definita non ho seguito molto gli sviluppi estivi ma in questi giorni parlando con i miei compagni mi sembra che il Bolzano abbia allestito una bella squadra, il Cortina ha un grosso portiere e anche l’Alleghe è una bella squadra ma alla fine credo che la squadra da battere sarà il Milano.
HT: E cosa ne pensi del "tuo" Asiago?
MS: Credo faranno un campionato volto a lanciare un nuovo ciclo con dei buoni giovani ai quali è giusto dare spazio e anche la possibilità di sbagliare visto che negli ultimi anni, essendo l’Asiago un po’ ambizioso c’era poco spazio per i ragazzi. Credo sarà un progetto a lungo termine, giusto farlo, però ci potranno essere anche delle belle sorprese come lo è stato il Fassa nella seconda parte dello scorso campionato. Sarà determinante il portiere per poter fare una bella stagione.
HT: Ci puoi descrivere qual è la tua situazione?
MS: Io ho già firmato col Milano ma a giorni ci potrebbero essere degli sviluppi, vediamo…
HT: Saresti pronto a tentare una nuova avventura?
MS: Ho aspettato fino adesso, il treno passa una volta nella vita e perchè non dovrei provare a prenderlo?
HT: Ma il treno che destinazione ha?
MS: E’ top secret!

Si ringrazia la Federazione ed il giocatore per la disponibilità.