Montreal Canadiens: ennesima stagione tra alti e bassi

di Cristian

Riepilogo della stagione:
Se fino al mese di novembre i Canadiens contendevano ai Senators il primato della Eastern Conference, molto era dovuto alle caratteristiche dei propri giocatori che ben si adattano alle nuove regole NHL miranti a velocizzare il gioco. Il calo della condizione fisica e qualche infortunio illustre ha portato ad un crollo verticale in classifica con il conseguente licenziamento del coach Claude Julien che a settembre 2005 era stato promosso dal farm team di Hamilton per le sue capacità di lavorare con i giovani, fattore rilevante considerato l’elevato numero di rookie presenti nell’organico di Montreal.
Dopo la sosta olimpica gli Habs si ritrovano in decima posizione e con qualche novità: Bob Gainey nella doppia veste di head coach e general manager e quella più significativa, la cessione del portiere Jose Theodore agli Avalanche in cambio dello svizzero David Aebisher, mossa che oltre a dare una scossa alla squadra, ha giovato alle casse della franchigia che si libera dell’esoso contratto del portiere canadese. Questa cessione, nell’aria da tempo, è stata possibile grazie all’exploit di Cristobal Huet che con delle prestazioni mostruose tra i pali ha trascinato la squadra alla conquista del settimo posto che è valso lo scontro con Carolina nel primo turno dei playoff. La linea Higgins-Koivu-Ryder ha messo in crisi i futuri campioni ma l’infortunio occorso a capitan Koivu durante gara 3 ha spostato l’inerzia dalla parte degli Hurricanes che hanno poi chiuso la serie 4 a 2 mettendo fine alla stagione di Montreal.

Oltre ad Huet che con 7 shutout in 36 partite è il portiere con la miglior percentuale di parate (.929)
dell’intera NHL le note positive giungono dall’esplosione del prospetto Chris Higgins e dalla buona stagione di Jan Bulis e Andrei Markov, mentre ci sarà da lavorare per concretizzare di più in zona offensiva e per ridurre le amnesie difensive.

Draft 2006:
A differenza dell’approccio degli anni passati dove si puntava a scegliere il miglior giocatore disponibile, con l’arrivo nello staff dei Canadiens di Denis Savard e Trevor Timmins, negli ultimi 3 anni i criteri di scelta dei giocatori al draft sono ben definiti e non si cerca di lasciare nulla al caso. La necessità primaria era di creare una base difensiva: “Siamo arrivati a questo draft con l’obbiettivo di scendere nell’ordine delle scelte per trovare una scelta in più nel secondo giro” spiega Timmins. “Credevamo di poter scegliere il giocatore che ci interessava con un po di ritardo e c’era qualche giocatore nel gruppo del secondo giro che volevamo inserire nella nostra organizzazione.” Così gli Habs con un po di stupore generale hanno ceduto la loro sedicesima scelta ai San Jose Sharks in cambio della ventesima e della 53esima: “Avremmo potuto scegliere Fisher al numero 16” continua Timmins “ma ci siamo presi un rischio calcolato: abbiamo considerato le necessità delle squadre che sceglievano prima di noi e credevamo non chiamassero il nostro ragazzo anche perchè durante la stagione ti fai un idea di chi segue i giocatori alle partite.”
Così la prima scelta di Montreal è ricaduta su David Fisher, difensore americano (“Mr. Hockey for 2006”) dotato di ottimo pattinaggio e agilità che lo rendono anche un giocatore adatto al gioco difensivo e considerando il potente tiro un perfetto cecchino per i powerplay. Il prossimo anno frequenterà l’università del Minnesota e fra un paio d’anni se continuerà a migliorarsi potrà entrare in pianta stabile nella prima squadra.
Arrivati alla prima scelta del secondo giro (49sima assoluta), Timmins e Savard, non si sono lasciati sfuggire il centro canadese Ben Maxwell sceso inaspettatamente nel secondo giro: giocatore intelligente con ottima visione di gioco e grande controllo del disco potrà diventare un centro di primo ordine. Nella seconda scelta col numero 53 è arrivato Mathieu Carle, difensore dallo spiccato senso della posizione e uno dei migliori passatori dell’intero draft che potrà diventare un prezioso regista difensivo.
Con fortuna e con un nuovo scambio di posizioni con i Philadelphia Flyers anche al terzo giro i Canadiens pescano un buon prospetto: stimato di venir scelto addirittura al primo giro, Ryan White è un’autentica macchina da gol. Le ultime due scelte di Montreal cadono sul difensore Pavel Valentenko (139simo assoluto – visto in azione con la maglia della Russia al Canada-Russia Challenge) e sul difensore canadese Cameron Cepek (199esimo assoluto).

Movimenti di mercato:
Poco dopo aver ceduto l’incarico di head coach a Guy Carbonneau con Kirk Muller come assistant coach (entrambi protagonisti sul ghiaccio nell’ultima Stanley Cup vinta da Montreal nel 1993), Bob Gainey ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Cristobal Huet per i prossimi due anni nei quali l’estremo francese guadagnerà circa 3 milioni di dollari a stagione. Conferma importante visto che il forte portiere si sarebbe svincolato a fine giugno. Importante anche il rinnovo del grintoso Steve Begin.
Gli obbiettivi principali sono di rinnovare il contratto di Francis Boullion (difensore autore di una buona stagione) e trovare un altro rinforzo difensivo puntando al mercato dei free agents. Inoltre, disponendo di un buon back-up come il giovane Yann Danis, Gainey potrebbe usare il portiere “in più” Aebisher e qualche giocatore di movimento (Zednik, Bulis, Ribeiro) per arrivare a un attaccante di spessore che faccia fruttare l’enorme mole di gioco sviluppata dalla squadra.