Italia sconfitta dalla Danimarca. Salvezza in palio all’ultima giornata

di Mary Alberghina

ITALIA – DANIMARCA 0-5 (0-1/0-1/0-3)

Prosegue l’avventura italiana in suolo lettone con il secondo incontro per la salvezza contro la Danimarca.
Per il secondo scontro del girone di retrocessione mister Goulet ha dovuto nuovamente rinunciare a Parco, mentre ha potuto inserire nel roster Rigoni e Ramoser R., ultimi arrivati tra le fila azzurre.
La partita si apre subito a favore dei danesi; dopo 4 minuti e 16 secondi Boedker che dalla zona neutra scarica in direzione della porta e Muzzatti interviene forse troppo superficialmente ed il disco colpisce il palo sinistro e gonfia la rete azzurra.
Un paio di minuti piu’ tardi Egger da fondo campo in area danese serve Trevisani sulla linea blu che tenta una conclusione dalla distanza ma Hisch blocca il tiro del terzino azzurro.
Quasi a meta’ della prima frazione l’autore del primo gol danese e’ costretto ad accomodarsi in panca puniti, cosi’ l’Italia mette nelle mani di Strazzabosco prima, di Lorenzi ed Helfer dopo, il power play, ma nessuna delle loro conclusioni finisce in rete.

Neanche la Danimarca sfrutta due power play concessi dall’Italia (prima con Rigoni e poi con Felicetti), benche’ sulla seconda penalita’ ci sia stato un sussulto su una conclusione di Green che pero’ colpisce la rete esterna.
Ad un minuto dal termine dell’incontro Ansoldi e’ costretto a recarsi in panca puniti, e 25 secondi piu’ tardi anche il collega danese Hensen si deve accomodare fuori.

Lorenzi apre la seconda frazione di gioco con un tiro a favore dell’Italia, ma a penalita’ gia’ scadute.
La seconda azione rilevante degli azzurri e’ al terzo minuto con uno scambio Margoni-De Toni bloccato ancora prima che potesse diventare davvero pericoloso per Hirsch, mentre i danesi sfiorano il pareggio al 3’50 con un palo di Staal.
Al 6’28 Regin permette all’Italia una situazione di superiorita’ numerica a seguito di un gancio, ma gli azzurri hanno l’unica opportunita’ pericolosa con Bustreo, che pero’ viene fermato fisicamente mentre effettuava il tiro, cosi’ sbilanciandosi il tiro risulta impreciso.
Al 9’45 Strazzabosco porta all’Italia l’ennesima penalita’, ma in questa superiorita’ numerica i danesi costruiscono molto meglio tirando da ogni posizione ed impegnando Muzzatti 6 volte, trovandolo, per nostra fortuna, sempre pronto.
Al 14’50 Muzzatti salva da vero professionista la gabbia azzurra, facendo sperare ai presenti di essersi ripreso psicologicamente dalla prima frazione di gioco che certo non lo ha visto brillare, a differenza degli altri incontri.
Al 17’19 arriva il gol che fa vacillare definitivamente le speranze azzurre su una possibile rimonta; Nielsen D. dalla linea blu tira verso la porta, Muzzatti para senza trattenere cosi’ Staal, libero alla destra del goalie, alza il disco colpendo i gambali del portiere che in scivolata stava cercando di coprire il palo e rimbalzando il disco colpisce il palo e termina in porta.

Anche la terza frazione si apre con un giocatore italiano in panca puniti e con i danesi che dopo 21 secondi impegnano Muzzatti con un tiro dalla blu.
Cirone intorno al quarto minuto tenta una conclusione, ma viene fermato senza grossi problemi da Hisch.
Consapevoli della "forza" del loro penalty killing gli azzurri pensano bene di continuare a regalare penalita’ agli avversari che non si lasciano influenzare da cotanta gentilezza da parte degli italiani e perseverano nel tartassare Muzzatti con i tiri di Staal, Green, Noedby-Andersen e Nielsen.
Realizzando che l’attacco non e’ molto in partita oggi, Helfer tenta un’incursione nel terzo avversario, ma Hisch (n.d.r. piuttosto fresco e riposato vista la quantita’ di tiri parati nella partita) non ha nessuna intenzione di concedere nulla a nessuno, neanche ad un buono scambio Bustreo-Margoni pochi secondi piu’ tardi.
All’8’44 Busillo e Regin si scambiano un paio di spintoni davanti alla porta danese e vengono invitati entrambi ad accomodarsi in panca puniti.
Al 9’46 Nielsen F. parte dal proprio terzo per impostare l’azione, ma rendendosi conto che nessun avversario si stava avvicinando per il forechecking opta per avviarsi verso il terzo azzurro in solitudine presupponendo di trovare un blocco avversario piu’ avanti, ma la logica a volte non viene utilizzata, cosi’ l’attaccante danese si ritrova a tirare di rovescio ad un metro da Muzzatti che goffamente effettua la parata ed il disco gli scivola sotto il braccio e termina in rete.
All’undicesimo minuto Cirone tenta una nuova conclusione, ma anche questa volta, tra la mancanza di concentrazione, la stanchezza e probabilmente anche un po’ di demoralizzazione, la flebile conclusione non preoccupa piu’ di tanto Hisch che ferma l’attaccante italiano.
Al 13’06 Ramoser R., al suo quinto cambio, toccato sulla linea blu cade in ginocchio e nel rialzarsi con la punta della spatola colpisce un avversario che gli stava pattinando accanto e l’arbitro lo invita ad accomodarsi negli spogliatoi con 5+10 per spearing, per la perplessita’ di tutti i presenti.
Felicetti va a scontare i 5 minuti di Ramoser R e gia’ da questo momento gli azzurri iniziano a perdere sempre piu’ il controllo dei nervi e della partita. Sono nuovamente gli avversari di impostare senza grossi problemi l’ingresso nel terzo azzurro, sempre con Nielsen F che parte dal proprio terzo difensivo e che, poco prima della linea blu italiana scambia il disco con Staal che di prima glielo restituisce lanciandolo a rete completamente solo e, come pochi minuti prima, l’attaccante danese e’ libero di tirare in porta superando Muzzatti.
La completa anarchia in casa azzurra si ha a partire dal 19’13 con Ansoldi che inizia a scontare una penalita’ per sgambetto; Cirone pensa bene di non lasciare il compagno da solo in quel posto angusto, cosi’ carica da tergo un avversario rimediando 2+10 e portando quindi con se’ anche Trevisani.
Siccome il torneo di briscola non si puo’ fare in tre, De Bettin fa di tutto per raggiungere i compagni e ci riesce facendosi segnalare dal capo arbitro una penalita’ differita. Ma Damgaard (perfettamente servito da Nielsen J. dalla linea di fondo azzurra) al 19’50 da meta’ area supera di nuovo Muzzatti con uno slap. Il capo arbitro, sicuramente mosso a compassione per l’impossibilita’ di poter iniziare la partita a carte, decide di mandare ugualmente De Bettin in panca puniti, ma non fanno in tempo a smazzare che arriva la sirena a concludere l’incontro probabilmente peggio gestito dagli azzurri che si sia visto fino ad ora.
Ora l’Italia ha un giorno di riposo per rimettere in sesto le poche idee(per di piu’ tanto confuse), sperando di riuscire a scendere sul ghiaccio nell’ultimo incontro con la Slovenia consapevole che si tratta dell’ultimo treno disponibile per la salvezza.I nostri ragazzi dovranno sputare sangue per dimostrare che non sono capitati qui per caso!

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ITALIA-DANIMARCA 0-5 (0-1; 0-1; 0-3)
ITALIA: Muzzatti (Tragust); Helfer-Borgatello; Strazzabosco-F. Ramoser; Trevisani-Lorenzi; Egger; A. Molteni-Cirone-Busillo; Margoni-Ansoldi-De Bettin; Fontanive-De Toni-Felicetti; Rigoni-Bustreo-R. Ramoser; Chelodi. Coach: Michel Goulet.
DANIMARCA: Madsen (Hirsch); Boedker-Damgaard; Schioldan-D. Nielsen; Andreasen-Dahlmann; Pander-Johnsen; Nordeby Andersen-Green-Staal; F. Nielsen-Kjaergaard-J. Nielsen; Regin-Hansen-Madsen; Smidt-Pyndt-Degn. Coach: Mikael Lundstrom
MARCATORI: 1 t. 4’16” Boedker; 2 t. 17’19” Staal PP1 (D. Nielsen, Green); 3 t. 9’46” F. Nielsen, 15’23” F. Nielsen PP1 (Staal), 19’50” Damgaard PP2 (J. Nielsen)
Penalità: Italia 69’ (6’+10’+53’) – Danimarca 10’ (4’+4’+2’)
Tiri in porta: Italia 15 (5+4+6) – Danimarca 39 (8+18+13)

(Ufficio Stampa Settore Hockey, Michele Bolognini) – RIGA – Torna a farsi in salita la strada verso la salvezza per l’Italia ai Mondiali Gruppo A. Dopo la vittoria di ieri contro il Kazakhstan, questo pomeriggio, nella seconda partita del Relegation Round, gli azzurri sono stati sconfitti 5-0 dalla Danimarca al termine di una prestazione davvero da dimenticare. Alla luce del risultato dell’altra partita del gironcino che mette in palio due posti ai prossimi Mondiali di Mosca e San Pietroburgo (Kazakhstan-Slovenia 5-0) l’Italia si giocherà tutto nel match in programma lunedì contro la Slovenia. Per festeggiare la permanenza nell’elite dell’hockey mondiale la nostra nazionale ha bisogno di una vittoria, indipendentemente dal risultato di Danimarca-Kazakhstan, oppure di un pareggio, nel caso in cui i kazaki perdessero o pareggiassero con i danesi.
Tornando alla partita disputatasi alla Skonto Arena, Goulet conferma Muzzatti a difesa della gabbia e getta nella mischia i nuovi arrivati Roland Ramoser e Luca Rigoni, entrambi impiegati in quarta linea assieme a Bustreo e Chelodi che si alternano nel ruolo di centro. Nulla da fare, invece, per John Parco, ancora alle prese con un fastidioso problema alla schiena che lo costringe a dare forfait. L’inizio degli azzurri non è certo dei migliori, visto che dopo poco più di quattro minuti la Danimarca passa subito in vantaggio. Il tiro di Boedker non è di quelli in grado di fare male, ma il goalie nativo di Toronto non calcola bene la traiettoria del puck e si fa beffare sul secondo palo. L’Italia fatica a imbastire una reazione degna di nota, complici anche le numerose penalità che costringono troppo spesso gli azzurri a giocare con l’uomo in meno.
La musica non cambia neppure nel secondo periodo, dove anzi la pressione danese sale di tono. Muzzatti è bersagliato da ogni posizione (saranno 18 i tiri solo in questo parziale) e cerca in tutti i modi di tenere gli azzurri in partita, ma sono ancora una volta le penalità ad essere fatali alla nostra nazionale. De Bettin e Trevisani vanno a scaldare il penalty box quasi in contemporanea, e dopo aver colpito un palo i danesi trovano il raddoppio con Staal.
Nell’ultima frazione ci si attende una reazione azzurra, ma poco prima del decimo arriva il gol di Frans Nielsen che chiude il match. La partita a questo punto si fa nervosa, e sugli azzurri cominciano a fioccare penalità maggiori: prima della sirena finale arrivano altre due reti danesi (Frans Nielsen in power-play e Damgaard in cinque contro tre), oltre alla “generosa” penalità partita di Rolly Ramoser (5’+20’ per uno spearing molto dubbio) e ai 10’ per cattiva condotta a carico di De Bettin e Cirone. Per domani è attesa una decisione circa l’eventuale squalifica di Ramoser.
Dopo questa brutta sconfitta l’Italia ha un giorno di tempo per leccarsi le ferite: lunedì contro la Slovenia ci sarà l’appuntamento decisivo per la salvezza. “Non siamo stati capaci di aggredire l’avversario come al nostro solito – è il commento di Goulet a fine partita – la squadra è stata troppo “piatta”, e la Danimarca, che sapevamo avere delle buone qualità, ci ha puniti riuscendo ad essere più efficace di noi. Abbiamo giocato il nostro sistema di hockey solo per i primi dieci minuti della partita, poi non siamo più stati capaci di esprimerci ai nostri livelli. Ora non abbiamo altra scelta che fare risultato con la Slovenia: lunedì mi aspetto decisamente un’altra Italia”.

Relegation Round

Prima giornata:
Italia-Kazakhstan 3-2
Danimarca-Slovenia 3-3

Seconda giornata:
Italia-Danimarca 0-5
Kazakhstan-Slovenia 5-0

Terza giornata:
Slovenia-Italia lunedì 15 maggio, ore 15.15 – Arena Riga
Danimarca-Kazakhstan lunedì 15 maggio, ore 15.15 – Skonto Arena

Classifica dopo due giornate: Danimarca punti 3, Italia e Kazakhstan 2, Slovenia 1