Tempo di playoff

di Valmore Fornaroli

Molta carne al fuoco nel marzo del hockey britannico, dopo una lunga stagione e dopo il titolo conquistato dai Belfast Giants è tempo di playoff. Giova sempre ricordare come nella Lega britannica i playoff siano considerati una competizione ben distinta dal campionato e chi vince non si fregia del titolo di Campione, che formalmente non viene neppure assegnato. C’è una naturale graduatoria di importanza che si è creata negli anni per cui il torneo più prestigioso è senza dubbio il Campionato, la regular season per intenderci, mentre i playoff vengono visti come ciliegina sulla torta per i vincitori, mentre una sorta di ultima spiaggia per i team che non hanno conquistato il titolo.
Le otto squadre sono state divise in due gironi da cui usciranno le quattro semifinaliste, senza nessun bonus derivante dalla regular season , si riparte da zero.

Nel gruppo A sembra non aver problemi Cardiff; la squadra di Sacratini viaggia a punteggio pieno, mentre i Giants hanno raccolto un solo punto in due gare per cui dovranno sudare contro Coventry per avanzare.
Nel gruppo B Newcastle viaggia sicura con quasi tutte le squadre arrivate a metà del girone, i tre punti di vantaggio su Basingstoke e Sheffield sembrano sufficienti. Non inganni l’ultima posizione di Nottingham che ha disputato solo una gara vincendola.
Quasi al termine anche un’altra delle molteplici competizioni della strana stagione britannica la British knock-out Cup in cui si sono incontrate le squadre di Elite League con quelle della British National League, queste ultime uscite con le ossa rotte e seppellite di reti.
In finale gli immancabili Blaze hanno pareggiato l’andata a Sheffield con un insolito 0-0, ora il ritorno fissato per il primo aprile potrebbe rimpinguare “l’argenteria” di Coventry già a segno quest’anno in Challenge Cup.