Chiesta l’esclusione di Ivany dallo staff azzurro

“Venerdì porterò in Consiglio federale la richiesta di escludere Ron Ivany dal coaching staff della nazionale italiana di hockey su ghiaccio”. Lo ha dichiarato questo pomeriggio il Vicepresidente della Fisg, nonché responsabile del Settore Hockey, Franz Sinn nel corso di una conferenza stampa indetta per rispondere alle accuse lanciate su alcuni quotidiani dal tecnico del Renon in merito alla stesura dei calendari della seconda fase. “Non possiamo accettare le dichiarazioni di Ivany – ha commentato Sinn – il quale accusa la Fisg di “favoritismi scandalosi” nei confronti del Bolzano, e afferma che “so come funzionano le cose perchè ho lavorato tre anni a Bolzano”. Se ci sono stati degli errori nella gestione della vicenda ce ne assumiamo la responsabilità, ma quanto affermato dal tecnico del Renon, nonché assistente di Goulet in nazionale, va ben oltre. Una risposta forte e immediata era necessaria”.
Durante la conferenza stampa, alla quale hanno preso parte anche il Consigliere Federale Walter Andriolo e il Presidente del Comitato altoatesino della Fisg Christian Trettl, Sinn ha illustrato il modo in cui la Federazione Italiana Sport Ghiaccio è giunta alla stesura dei calendari della Seconda Fase della Rbk Hockey Cup.
La prima bozza di calendario risale infatti al giorno 11 gennaio, quando vennero abbinate le lettere alle posizioni in classifica. Per garantire una partita casalinga a testa nella giornata di sabato (che notoriamente significa maggiori incassi), il calendario presentava però l’incongruenza di costringere due squadre a disputare ben tre incontri consecutivi in trasferta. Per ovviare a ciò, su proposta del Consigliere federale Tomasello, vennero invertiti gli incontri della quarta e quinta giornata. In questo caso, però, si privavano alcune società della possibilità di disputare un incontro casalingo al sabato. Dopo il Consiglio Federale del 20 gennaio, nel corso del quale i consiglieri addetti ricevettero copia della bozza di calendario, e complice la lunga pausa olimpica, il tutto rimase in “stand-by” sino ai primi di marzo, quando venne deciso di inserire un sabato in più (25 marzo) al posto di giovedì 16 marzo, senza intervenire però sulla sequenza cronologica degli incontri.
“In questo modo – ha concluso Sinn – abbiamo garantito a tutte le società almeno una partita casalinga al sabato, cercando inoltre di rendere interessante il più a lungo possibile per tutte le otto squadre la stagione. Non c’è stato nessun favoritismo. L’unico errore, al quale è stato posto rimedio, è stato quello di pubblicare sul sito federale un calendario che non corrispondeva a quello ufficiale”.

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