Donne – Incredibile, USA eliminata, Svezia in finale

USA – Svezia 2-3 (1-0, 1-2, 0-0, 0-0,1-0)

La prima semifinale del torneo femminile di hockey ha avuto uno svolgimento davvero singolare ed un risultato finale clamoroso. Un primo periodo di assoluto dominio americano faceva presagire l’ennesimo confronto dell’hockey femminile destinato a terminare “tanto a poco”, una tendenza della quale si è detto preoccupato il presidente della IIHF Rene Fasel, annunciando dei correttivi per Vancouver 2010; invece le americane, in vantaggio dopo undici minuti con Kristin King in superiorità, si sono inspiegabilmente afflosciate col passare dei minuti, anche se le avversarie dimostrano man mano che il tempo scorre di saper prendere le misure delle avversarie.
Pur mantenendo il controllo del gioco e mostrando una condizione atletica decisamente superiore alle avversarie, le ragazze a stelle e strisce non hanno saputo “uccidere” la gara, nemmeno dopo il raddoppio di Kelly Stephens, abile a correggere un tiro dalla blu di Lyndsay Wall, dopo un minuto del secondo periodo. E se fino a quel momento la protagonista assoluta delle svedesi era stata il goalie Kim Martin, un vero e proprio muro sugli attacchi americani, la “woman of the match” diventava la talentuosa attaccante Maria Rooth, che al 26.17 si inventava una rete strepitosa, colpendo il disco di spalle in caduta, e poi raccogliendo un disco rubato dietro la gabbia da Erika Holst in inferiorità numerica.

La reazione americana è rabbiosa e porta a diverse occasioni da rete, soprattutto nel finale del secondo periodo, giocato praticamente sempre in inferiorità dalla Svezia, ma Kim Martin ridiventa protagonista assoluta sfoderando interventi strepitosi. L’ultimo periodo è giocato in maniera molto più prudente dalle due squadre, con l’occasione migliore capitata alle svedesi negli ultimi due minuti di gara, giocati parzialmente in doppia superiorità numerica.
Si va all’overtime in cui le squadre hanno diverse occasioni, la migliore delle quali capita ancora alle svedesi, quando Pernilla Winberg va via con un tunnel all’avversaria, riceve il disco di ritorno dalla compagna, ma il suo tocco sotto porta incoccia i gambali del goalie americano Chandra Gunn. Gli ultimi minuti poi, con le americane in power play, diventano nuovamente un Kim Martin show, con diversi interventi decisivi sui tiri rabbiosi delle avversarie.
Si va agli shoot-out e le erione di svezia sono ancora Martin, che para tutti i tiri americani e Maria Rooth che completa la sua strepitosa prova segnando il penalty decisivo, dopo che già la Winberg aveva portato avanti la Svezia.
Finisce nel tripudio giallo-blu e con una finale diversa da quella che tutti pronosticavano (addirittura i giornali nord-americani lanciavano sondaggi con la domanda: chi vincerà il bronzo a Torino, dando per certi USA e Canada a giocarsi oro e argento) : una bella risposta ai dubbi del presidente Fasel

Tabellino:
11:55 1-0 19 Kristin King (Jenny Potter,Julie Chu)PP
21:04 2-0 14 Kelly Stephens(Lyndsay Wall,Natalie Darwitz)PP
26:17 2-1 7 Maria Rooth (Emilie O.Konor)
29:40 2-2 7 Maria Rooth (Erika Holst)SH

Shoot outs:
0:0 USA 22 DARWITZ Natalie Missed (right)
0:0 SWE 8 HOLST Erika Missed (right)
0:0 USA 12 POTTER Jenny Saved by goalie
0:0 SWE 24 ANSSON Nanna Saved by goalie
0:0 USA 4 RUGGIERO Angela Missed (right)
0:1 SWE 16 WINBERG Pernilla Scored
0:0 USA 7 WENDELL Krissy Saved by goalie
0:1 SWE 7 ROOTH Maria Scored