Intervista a John Parco.

di Tony Puma

Hockeytime: Nei primi minuti di gioco la Lettonia ha dominato la partita. Qual è il tuo commento in proposito?
John Parco: Sì, praticamente nei primi dieci minuti loro hanno segnato due gol in power play e noi non eravamo pronti dall’inizio, poi abbiamo preso il ritmo giusto e la partita è cambiata.

HT: Infatti dopo il gol di De Bettin è iniziata la riscossa italiana.
JP: Sì, sì. Abbiamo dimostrato un po’ di carattere e abbiamo continuato a combattere ed è arrivato il pareggio e da quel momento è stata un’altra partita.

HT: Cos’è cambiato rispetto alla partita col Kazakistan di giovedì scorso?
JP: Anche con il Kazakistan abbiamo dimostrato tante buone cose, un po’ di sfortuna e un piccolo calo per tre-quattro minuti che ha compromesso la partita; invece stasera è stata una partita più equilibrata ed abbiamo avuto più energie in attacco.

HT: Stavi per avere una buona occasione in contropiede nel finale, ma sei stato bloccato.
JP: Purtroppo hanno fatto ostruzione. Fa parte del gioco.

HT: Hai letto i commenti della stampa canadese molto ironici sulla Nazionale italiana?
JP: Sinceramente, io non ho letto niente. Se ci prendono in giro lasciagli dire quello che vogliono. Non sono preoccupato di ciò che dicono i canadesi, specialmente i giornalisti, che sono polemici come quelli che si occupano di calcio qua in Italia. Loro vivono in quell’ambiente, noi siamo qui per giocare, diamo il nostro massimo e sono convinto che faremo una buona prestazione e se le vittoria arriverà, avremo fatto bene. Noi non ci tiriamo indietro e faremo la nostra partita.

HT: Olimpiade in Italia, esordio con il Canada. Cosa significa per un italo-canadese?
JP: Me lo sono chiesto mille volte in queste ultime settimane. Al momento sono tranquillo e onestamente non so cosa pensare. Negli ultimi anni mi sono sentito più legato all’Italia, ho sposato un’italiana, abito qua, sai, per me è un grande onore giocare contro la squadra migliore al mondo. Questa è un’opportunità, un’esperienza e come ho detto prima noi non ci tiriamo indietro; siamo qua per giocare e non per far regali o ammirare i canadesi.

HT: Venerdì c’è stata la cerimonia d’apertura dei Giochi, quali sono state le tue emozioni?
JP: E’ stato fantastico, un grandissimo spettacolo, una bellissima esperienza. Non ho parole, rimarrà impresso nella mia mente per tutta la vita.

HT: Avete visto l’esordio della Nazionale femminile contro il Canada?
JP: Sì, ho guardato la partita. Anche loro hanno dimostrato carattere. L’hockey femminile è uno sport molto giovane qui in Italia; in tutto il paese ci sono solo quattro squadre senza il settore giovanile e chi vuole giocare a hockey deve farlo coi maschi, invece in Canada è tutto un altro mondo. Nel mio paese c’è un settore giovanile creato apposta per il femminile e parlo di 8-9 squadre di sole ragazze. E’ difficilissimo essere competitivi con loro; tutti giocano a hockey all’università ed ogni università ha una squadra e quindi c’è già un bel vivaio. Secondo me ieri le italiane hanno dato l’anima.

Si ringrazia John Parco e la FISG per la disponibilità.

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