Il punto sul campionato

di Diego

Alla trentesima giornata, dopo numerosi ribaltoni, il campionato italiano di hockey ghiaccio sembra aver trovato il proprio padrone: è il Milano di Adolf Insam, capace di inanellare una serie di risultati utili consecutivi invidiabili, tanto da scavare un solco fra sé e le dirette inseguitrici nonostante la partita in meno giocata a fine dicembre. Ciò che è cambiato, rispetto al recente passato, è la condizione atletica della squadra, finalmente capace di giocare su buoni ritmi per lunghi tratti dell’incontro; inoltre il line-up delle ultime uscite sembra garantire equilibrio fra i tre blocchi, capaci di offrire le combinazioni in velocità del duo Tkaczuk-Chitarroni, il gioco canadese e fisico di una seconda linea ispirata da un grande Savoia, ed il dinamismo dei gemelli Molteni, mai così decisivi, coadiuvati dal solito impagabile lavoro di Dino Felicetti. A quattro punti, in seconda posizione, troviamo il Cortina, attraversato in questi ultimo periodo da numerosi problemi di varia natura. La decisione di mettere fuori rosa Tuzzolino per “incompatibilità con la filosofia di squadra”, nonostante potrebbe giovare dal punto di vista dell’attitudine al lavoro del gruppo, crea un vuoto tecnico notevole: se alla sua mancanza si aggiunge l’indisponibilità in prima linea del cecchino Gordon, è facilmente spiegabile il calo di rendimento di una squadra che ha un organico qualitativamente eccelso ma numericamente ridotto. Per completare due linee è stato infatti deciso di spedire Casparsson in seconda linea a fare l’ala, perdendo così il suo prezioso contributo in costruzione e nei breaks che il fantastico pattinaggio dello svedese riusciva a creare con più ghiaccio a disposizione. La nota lieta di queste ultime giornate è il ritorno al goal di Peter Ekelund: troppo poco per una squadra del calibro del Cortina. Terzo l’Asiago di Martino, anch’esso in evidente difficoltà: zero punti nei tre incontri del nuovo anno, 4 reti segnate e ben 15 subite. I problemi maggiori sembrano essere in difesa, priva dell’oscuro ma prezioso Ricci, che non riesce più a proteggere l’affidabile Szuper a dovere. Davanti la prima linea non produce più gli stessi punti di inizio anno: proprio questo sembra il principale difetto della squadra stellata, troppo dipendente dalle prestazioni del goalie e dei 3 italo canadesi chiamati ad una stagione lunga e difficile, visto il prossimo impegno olimpico. Al quarto posto sono appaiati Alleghe e Renon. La formazione agordina è probabilmente la squadra più difficile da decifrare: capace di ogni impresa, non riesce però ad essere continua. Le note liete arrivano soprattutto dalla legione canadese, Harder e Bilotto in testa, non trascurando l’utile lavoro di Mark Cadotte. Se la squadra si mostrasse più convinta dei propri mezzi e riuscisse a migliorare alcune fasi del gioco (power play in testa), le semifinali sarebbero certamente più vicine. I “baum”, ormai al completo, hanno dimostrato in alcune partite un notevole potenziale: con il pieno recupero di Down la prima linea ha ripreso a veleggiare a pieno regime, mentre le giocate di Timchenko ed Ansoldi garantiscono ulteriori armi per scardinare le difese avversarie; la vera differenza per la squadra di Ivany la potrà fare la capacità di riuscire a tornare a far punti più assiduamente lontano da Collalbo, magari riproponendo il modello “bunker” attentamente difeso da Groeneveld di inizio campionato.

Sesto il Val Pusteria, in crescita di condizione e di risultati rispetto al periodo nero di fine dicembre. La squadra dell’alta Val di Isarco sembra essersi assestata dopo la grave perdita del difensore Lundstrom, concedendo più spazio ai giovani talenti locali Willeit,Hofer e Boito. In attacco, segnalato il positivo ritorno di Max Oberrauch, molto dipende dalle prestazioni dei due veri fari della formazione pusterese, Olsson ed Eriksson, capaci di giocate di alta scuola. Incostante il rendimento del portiere De Rouville, assolutamente colpevole sul decisivo goal di Jannone a 3 minuti dal termine ad Asiago, decisivo nel match dell’Olimpico contro il Cortina.
Settimo il Bolzano che, nonostante i numerosi problemi impediscano ai giocatori biancorossi di esprimersi al meglio, è riuscito, con le due vittorie della settimana su Alleghe e Renon, a non compromettere completamente la situazione di classifica in ottica Master round. La formazione di Stromwall, contata numericamente in difesa, dove i due svedesi sono costretti a minutaggi altissimi, non riesce a dare una svolta alla propria stagione, pur potendo contare su attaccanti dal talento indiscutibile: probabilmente, oltre alla difficile situazione ambientale che non permette ad alcuni giocatori di esprimersi come sanno, in un campionato come quello italiano sarebbe certamente utile qualche giocatore in più di peso, capace di dare alla squadra quella fisicità che in alcuni momenti sembra mancare. Ultimo, non è una novità, un Fassa che nonostante non abbia migliorato la propria condizione di classifica rispetto ai mesi precedenti, ha sicuramente alzato il livello del proprio gioco. Molte le sconfitte di misura per i ladini, incapaci di gestire il risultato contenendo la pressione avversaria una volta in vantaggio. La stagione sembra ormai segnata, non resta che onorare la maglia ed il campionato.