Bella vittoria esterna dello Spartak

di Paolo "pasha" Pozzi

Dopo aver chiuso male il 2005 andando a perdere in casa contro il Molot-Prikam’e, lo Spartak inizia invece alla grande l’anno nuovo con una preziosa vittoria in casa del Himik, sesto in classifica.

La festa più importante e sentita in Russia è Capodanno, e i giocatori di entrambe le squadre lo dimostrano con un inizio di partita decisamente lento. Il primo tiro da segnalare arriva solo al 4’, con Ivanov che impegna Salficky.
Faticando ad entrare in partita, i giocatori cercano di supplire lottando alle balaustre, al 4’34" fuori Litvinenko per trattenuta.
Buon boxplay dello Spartak, che libera in più occasioni il terzo senza concedere grandi occasioni ai padroni di casa.
La superiorità non è ancora finita quando Ales Pisa viene spedito in panca puniti per bastone alto, 2’ per lui al 6’02".
Al rientro di Litvinenko, saranno quindi i biancorossi a giocare 1’28" in powerplay. Purtroppo si è già visto nelle ultime partite che questo non è certo il punto forte dei moscoviti, che anche stavolta non riescono nè a piazzarsi nè tantomeno ad effettuare un solo tiro in porta.
Il Himik è invece rapidissimo a lanciare il break sul rientro di Pisa, splendido il suo assist nello slot a Sergej Sevost’janov che ha battuto in velocità Zimakov, e Barulin è battuto. 1-0 al 8’11".
Nemmeno un minuto dopo Barulin è ancora impegnato da Shkotov e Krikunov, che assediano l’area di porta e lo mettono in difficoltà da breve distanza.
Tempo di reagire per lo Spartak: i ragazzi di coach Bragin si lanciano all’attacco, e in un’azione un po’ confusa Kopejkin impegna Salficky, il rimbalzo finisce a Semin che con un preciso tiro dal centro del terzo di casa infila la porta avversaria, pareggiando il risultato al 9’29"!
Reagiscono bene i gialloblu, che chiamano nuovamente Barulin al miracolo al termine di una veloce azione conclusa dal pericoloso tiro di Shkotov.
Poco più tardi è la prima linea ospite a darsi da fare, ma prima Jun’kov manca l’attimo decisivo per concludere dallo slot, e poi i tiri di Ling e Ponomarev non bastano a sorprendere l’attento Salficky.
Al 14’52" penalità "ecumenica" per Zajnullin, fuori per trattenuta, e per Hejda, punito per carica alla balaustra.
I padroni di casa sembrano più in condizione degli ospiti, e il gioco in 4 contro 4 esalta la loro velocità, con Barulin che in due occasioni successive difende il risultato.
La forma fisica dei gialloblu però si evidenzia anche con alcuni interventi oltre al limite, che tuttavia l’arbitro decide di non punire. Si sottolinea soprattutto un bruttissimo intervento contro Ivanov, che colpito al ginocchio resta per un paio di minuti sul ghiaccio.
Se la terna arbitrale non aiuta, tocca far tutto da sè: ci pensa un minuto dopo ancora Semin che, lanciato da Kopejkin, con una pregevole azione personale si beve la difesa di casa ed insacca il gol dell’1-2 al 15’52"!
Resta il tempo solo per un paio di tiri non pericolosissimi del Himik, poi fischia la prima sirena.

Qualche brivido per Barulin all’inizio del secondo periodo, quando al #57 tocca uscire dall’area di porta per togliere il disco dal bastone di Sergej Sevost’janov; la difesa capitolina assiste bene il portiere e insieme allontanano il pericolo.
Al 23’14" penalità sorvolabile contro Poddjakon per trattenuta.
Lo Spartak si difende coi denti, ed al 24’17" viene punito anche Ostroushko per sgambetto. Questa penalità ci stava tutta, ma non si può non notare come l’arbitraggio sia fin qui a senso unico.
Già il Himik era pericoloso in 5 contro 5, con due uomini di vantaggio non c’è storia: passano solo dodici secondi e Semenov, su assit di Arhipov e Leshchev, realizza il gol del pareggio.
Come se non bastasse, i gialloblu godono di ancora 1’48" in 5 contro 4.
E’ un vero assedio alla porta di Barulin, che si difende eroicamente, coadiuvato dal boxplay biancorosso che vince la battaglia per il controllo dello slot, costringendo Aleksandr Semin al fallo.
2’ per lui al 26’12" e ora il poweplay tocca ai moscoviti, che anche in quest’occasione comunque non fanno faville, rischiando anzi di prendere lo shorthanded sul bel contropiede di Shkotov.
L’arbitro si dev’essere accorto di aver un po’ favorito il Himik nella fase precedente, e ora cerca di pareggiare i conti regalando una penalità dubbia contro Semenov (Ling stavolta non ha fatto certo molti sforzi per stare in piedi), concedendo quindi 1’16" in 5 contro 3 per gli ospiti.
Incredibilmente, però, nemmeno il doppio vantaggio numerico basta a rendere pericoloso il powerplay biancorosso. Arriva invece il pericoloso break di Semenov, che all’uscita dalla panca puniti si lancia verso Barulin che però lo segue attento e ne blocca il tiro.
Nemmeno un minuto dopo arriva un’altra penalità, stavolta contro Ostroushko, e di nuovo assistiamo ad un "ribaltamento di superiorità".
Il boxplay spartakista è ancora una volta molto buono, e subito Jun’kov e Ponomarev imbastiscono un bel contropiede. Viene fischiata pochi secondi dopo, al 31’17", la penalità contro Potajchuk, ed anche in questo caso ci pare che l’arbitro avrebbe senza dubbio potuto lasciar correre. La nostra sensazione a questo punto è che la terna arbitrale abbia completamente sbagliato l’impostazione della partita, dapprima sorvolando su falli da sanzionare per poi mettersi a punire azioni ridicole. Davvero difficile per i giocatori capire come comportarsi in questa situazione!
Per una volta almeno il powerplay moscovita fa quello che deve fare, e la rapida incursione personale nello slot di Kucherjavenko porta al 2-3. Spartak di nuovo in vantaggio al 32’49"!
Il gol ringalluzzisce gli ospiti e annichilisce i padroni di casa, che continuano ad attaccare ma con molta meno convinzione e disciplina di prima, mentre lo Spartak comincia ad affilare la sua arma migliore, il contropiede.
Ed è proprio con un break da manuale che Semin, splendidamente imbeccato da Radulov, insacca il 2-4 al 35’44"!
Al 37’35" giusta penalità contro Grot’, fuori 2’ per aggancio.
Il Himik è un po’ sotto shock, e il sempre ben organizzato boxplay spartakista non fa una grossissima fatica a difendere il risultato, almeno all’inizio. Sullo scadere Bojkov ha una grande occasione di diminuire lo svantaggio, ma Barulin, ancora una volta eroico, esce bene a bloccargli la conclusione.
Pochi secondi ancora e arriva la seconda sirena.

Il terzo periodo vede un generale rallentamento nel gioco di entrambe le squadre, con i padroni di casa che ci provano un po’ di più ma senza lo stesso smalto mostrato fino al 2-2, mentre gli ospiti si limitano soprattutto a difendere il doppio vantaggio.
Al 44’55" penalità contro Ostroushko, colpevole di aver reagito al pugno in faccia preso da Pronin, che l’arbitro però non ha visto.
Il powerplay dà fiducia ai gialloblu, e al 45’48" Potajchuk, assistito da Epanchincev, infila il 3-4 dalla blu, con Barulin che stavolta, avendo la visuale sgombra, avrebbe potuto essere un po’ più reattivo.
Nemmeno 20" più tardi l’arbitro concede un’altra superiorità dubbia ai padroni di casa, fuori Radulov al 46’06".
I biancorossi reagiscono come va fatto, con un bel break del solito Semin, che impegna Salficky e toglie sicurezza al powerplay di casa.
Al termine della penalità di Radulov, è la prima linea biancorossa a rendersi pericolosa, con Jun’kov e Ponomarev che girano come squali attorno alla porta di Salficky, senza però riuscire nella conclusione decisiva.
Al 49’56" 2’ – che si potevano sorvolare – a Shkotov per trattenuta, ma il solito inguardabile powerplay moscovita non solo fatica ad entrare nel terzo avversario, bensì addirittura ad uscire dal proprio!
Poco dopo nuova penalità, dubbia tanto per cambiare, contro Litvinenko, ma l’ennesimo buon boxplay spartakista ha ragione degli avversari, i cui attacchi paiono sempre meno convinti ogni minuto che passa.
Al 56’11" Ling chiede il rigore dopo che il suo break è stato bloccato fallosamente da un avversario, da dietro e nello slot, ma l’arbitro si limita a dare a Metljuk 2’ di penalità per trattenuta.
Il powerplay ospite si conclude senza grosse emozioni, ma ha il grosso pregio di portare ormai a solo 2’ dal termine.
Timeout chiamato dai padroni di casa quando manca 1’20", ma poi Salficki non esce al primo ingaggio offensivo dei suoi, e in seguito lo Spartak mantiene il controllo del disco quel tanto che basta per impedire agli avversari di sfruttare la carta dell’uomo in più.
C’è tempo solo per l’ultimo brivido causato dal debole tiro sottoporta di Arhipov, ma Barulin ferma il disco in tuffo prima che questo passi la linea di porta. Sirena finale.

Ancora tre punti d’oro per lo Spartak, sul ghiaccio non facile di Mytishchi, in una partita un po’ falsata dall’arbitraggio assolutamente indegno.
Migliori del Himik, Pisa, Semenov e Sergej Sevost’janov. Di sicuro il punto forte della squadra è l’attacco, anche se non è bastato contro uno Spartak disciplinato, in cui si segnalano soprattutto le splendide prove di Barulin, Semin e Kucherjavenko.
Peccato che il powerplay biancorosso sia così poca cosa, ma riteniamo che possa trattarsi di una precisa scelta di Bragin, quella di impostare difensivamente le occasioni di gioco in superiorità, dopo che all’inizio della stagione erano stati presi diversi gol "shorthanded". Contando poi che lo Spartak non è certo una squadra che può godere spesso di arbitraggi favorevoli – anzi -, la scelta del coach di concentrarsi soprattutto sul boxplay ci sembra particolarmente azzeccata. Come già nella partita con la Lokomotiv, l’arma vincente dei capitolini è stata poi il contropiede, veloce e preciso, sempre pronto a colpire.
Prossimo match, domenica in casa contro il Lada.

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