Intervista a Barulin

di Paolo "pasha" Pozzi

Traduco qui un breve quanto interessante articolo di Sovetskij Sport con intervista al portiere dello Spartak.

Alla Karjala Cup, la Russia sarà rappresentata da una squadra composta per più di un terzo da neoconvocati. Il corrispondente di Sovetskij Sport a Novogorsk si è incontrato ieri con uno di essi, il portiere dello Spartak, Konstantin Barulin.

All’inizio della stagione, Barulin era una semplice riserva del portiere canadese Tyler Moss, su cui si erano puntate le speranze dello staff biancorosso. Chi, a settembre, avesse predetto che di lì a due mesi Barulin sarebbe finito in nazionale, beh, sarebbe semplicemente stato preso per pazzo. Ma il destino ha deciso di dare una chance al ventunenne goalie. Nella quarta giornata della Superlifa, l’attaccante del CSKA Nikolaj Lemtjugov con un potente slapshot ha causato un infortunio a Tyler Moss, e così Barulin ha avuto la possibilità di debuttare in Superliga. Il novellino non ha perso la testa e ha quindi giocato con sorprendente sicurezza la bellezza di 20 match consecutivi nella massima serie, guadagnandosi l’apprezzamento degli addetti ai lavori e quindi una meritata convocazione in nazionale. Saputo della convocazione di Barulin, Lemtjugov, scherzando, ha detto che Konstantin dovrebbe ringraziarlo. Al che, Barulin ha sorriso "Vorrà dire che lo invito a cena una di queste sere. Niente di più facile, visto che Nikolaj sta con la nazionale giovanile, al piano di sotto!".

Konstantin Barulin infatti al momento occupa una stanza in fondo al corridoio, al quinto piano del corpus olimpico di Novogorsk. Approfitto dell’ora di relax per andare a bussare alla sua porta. Addio pennichella!

"Un’intervista per Sovetskij Sport? Nessun problema. Solo un minuto, il tempo di vestirmi".

"Sono figlio d’arte, mio padre era un bravo portiere", attacca a raccontare Barulin, "Ma non è per quello che sono diventato portiere. Quando ho iniziato, tutti i coetanei gia pattinavano alla grande, io invece stavo appena in piedi. Per questo stavo fermo nei pressi della porta: qualche volta riuscivo a respingere il disco col pattino, o al massimo lo buttavo via alla bell’e meglio col bastone. Vedendo le mie ’imprese’, l’allenatore decise di farmi provare a stare in porta. Ecco come sono diventato portiere! Non che mi dispiaccia, comunque…come potete vedere, così facendo sono arrivato fino in nazionale!"

Come hai saputo della convocazione?

"Me l’hanno detto negli uffici dello Spartak, ancora un po’ e mi mettevo a saltare dalla gioia! Davvero non pensavo che gli allenatori mi apprezzassero a quel punto."

La Finlandia ti porta alla mente ricordi non proprio eccezionali, vero? Mondiali giovanili 2004, Helsinki. Ai quarti di finale contro i padroni di casa, pareggiavamo 3-3 a 13" dalla sirena finale…e hai preso un gol da dimenticare…

"Una tragedia! Un tiraccio dalla blu, e non avevo neppure la visuale coperta! Beh, nella vita di noi portieri capitano anche momenti come quello…"

Quando sei arrivato allo Spartak, contavi di giocare?

"Io cerco sempre di pormi degli obbiettivi concreti e poi faccio il possibile per realizzarli. Ritenevo che avrei potuto giocare, e per questo quando è arrivata l’occasione mi ha trovato pronto."

C’è una grossa differenza tra giocare nel proprio club, e giocare in nazionale…

"Sì, la nazionale è una cosa completamente diversa, dal punto di vista psicologico. Qui si rappresenta il proprio paese. Anche se cerco di dare assolutamente il meglio sempre e comunque. Spero proprio che gli allenatori mi faranno giocare!"

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