Una grande vittoria per lo Spartak!

Spartak Mosca-Ak Bars Kazan 4-2

di Paolo “pasha” Pozzi

All’inizio le due squadre sono abbastanza caute, con una leggera prevalenza degli ospiti, “orfani” di Zinov’ev, infortunatosi nel match contro la Lokomotiv. Barulin comunque ha sempre la visuale sgombra e blocca quindi alcuni tiri senza grosse difficoltà.
Prima penalità al 5’58″: fuori Jun’kov per aggancio. Ottima la pressione dei biancorossi che tengono i tatari fuori dal terzo di casa; quando alla fine gli ospiti riescono ad entrarvi commettono però fallo, 2’ ad Hamilton al 6’43″.
Ancora grande pressione del boxplay spartakista, e nel periodo di gioco in 4 contro 4 i ragazzi di Biljaletdinov non entrano più nemmeno una volta nel terzo biancorosso.
Al rientro di Jun’kov lo Spartak invece è rapido a schierare il proprio powerplay nel terzo avversario, ma Brathwaite è bravo a bloccare un paio di tiri non pericolosissimi. Poco dopo, quando ormai le squadre sono in 5 contro 5, acnora Brathwaite è veloce a tuffarsi a bloccare il disco prima che Zajnullin, che ha aggirato la porta con un rapido spunto personale, possa concludere.

I moscoviti cominciano a giocare più aperto, lasciando però spazio ad un veloce ribaltamento di fronte: Proshkin tira dallo slot, ma Barulin cattura il disco con grande calma, e si ripete pochi secondi più tardi col tiro di Badjukov. Purtroppo a Barulin non riesce il “tris” poco dopo con Dudarev che, imbeccato proprio da Badjukov dopo un errore di Ling, riesce ad insaccare nell’angolo alto alla destra del portiere biancorosso. 0-1 all’11’37″.
Passano pochi secondi e Kucherjavenko prova ad imitare Dudarev, ma la difesa ospite è più pronta di quella biancorossa.
L’Ak Bars prova a chiudere subito, aumentando la pressione offensiva e mettendo in difficoltà in un paio di occasioni la difesa moscovita. Gli ospiti cominciano a giocare sporco, prima provocando Ling che accenna una reazione, poi atterrando Kucherjavenko.
La reazione migliore possibile è però quella di Ivanov, che confeziona un meraviglioso assist per Semin, il quale non si fa pregare ed infila dallo slot il gol del pareggio al 15’55″.
Lo Spartak prova ancora a colpire con veloci break, ma soffre un po’ il gioco fisico degli ospiti (e lo stesso Andrej Razin, commentatore d’eccezione nonchè amante del bell’hockey, storce un po’ il naso). Comunque la via dei break è quella giusta, e lo dimostra lo splendido contropiede di Kopejkin, che velocissimo si beffa della difesa ospite e segna al 19’30″ il gol del raddoppio. 2-1 pesante soprattutto dal punto di vista psicologico, a così poco dalla prima sirena.

Veloce inizio di secondo periodo per la squadra di casa, che costringe Brathwaite ad un paio di interventi difficili e Shadilov alla penalità: 2’ al 20’54″ per colpo di bastone.
Il successivo powerplay biancorosso è però davvero poca cosa. Senonchè, la penalità è finita da appena 1’ che Morozov atterra Pavlov: altri 2’ di superiorità per i padroni di casa, che stavolta giocano decisamente meglio. Purtroppo Korsunov non riesce a concludere da un metro e spreca una grossa occasione di incrementare il vantaggio. Passano 40″ ancora e lo Spartak viene penalizzato per cambio scorretto, esce Kucherjavenko.
Trascinati dalla classe di Ivanov, i biancorossi in 4 contro 4 imbastiscono un’azione splendida, e Jun’kov, ben assistito da Zimakov, insacca il 3-1 al 25’55″!
Nei 40″ di powerplay che seguono, gli ospiti non riescono invece a combinare granchè, forse un po’ scioccati dal terzo gol biancorosso.
Biljaletdinov prova allora a scuotere i suoi cambiando il portiere, fuori Brathwaite e dentro Eremenko. In effetti l’Ak Bars si rimette un po’ in carreggiata, Nikulin prova l’azione personale, ma Barulin è pronto a bloccare, come anche poco dopo su Stepanov che ha aggirato la porta.
Continua intanto il gioco duro dei tatari, ed è un po’ una beffa che alla fine venga penalizzato Litvinenko, che si è limitato a rendere agli ospiti pan per focaccia. 2’ al 29’29″ per bastone alto.
Ottimo ancora una volta il boxplay spartakista, che in 2’ consente agli avversari un solo tiro dalla blu, per di più fuori misura. Sfruttando il rientro di Litvinenko i biancorossi provano a colpire in break con un lancio lungo, ma al #7 spartakista viene fischiato un fuorigioco che fa sorridere coach Bragin e rumoreggiare il pubblico.
Pochi secondi dopo Barulin semplicemente eroico riesce con la forza della disperazione ad impedire a Stepanov di segnare da brevissima distanza.
Al 32’58″ penalita ecumenica, fuori Korsunov per aggancio e Morozov per aver accentuato oltremodo la caduta. Anche se apprezziamo poco questa nuova regola, stavolta in effetti ci può stare.
Lo Spartak odierno sembra comunque trovarsi davvero a suo agio nelle situazioni di 4 contro 4: bella combinazione tra Semin e Zimakov, ma quest’ultimo non riesce a concludere.
Nel ribaltamento di fronte successivo Barulin prima compie due magnifici interventi, poi addirittura esce dalla porta per togliere il disco dal bastone dell’attaccante avversario e al contempo prova a lanciare il contropiede biancorosso. Grandissimo Kostja!
Le squadre sono da pochi secondi in 5 contro 5, quando Vorob’ev si fa mandare in panca puniti per carica alla balaustra, anche se dobbiamo dire che quest’intervento era decisamente meno grave di tanti altri commessi dai suoi compagni di squadra fin lì e ignorati dalla terna arbitrale.
Buono stavolta il powerplay capitolino, Ling serve bene Shulakov che però tarda troppo lo slap dalla blu, e più tardi in una situazione simile appoggia male a Jakubov, facendosi intercettare il disco da Morozov e rischiando di lanciare un pericolosissimo break avversario.
Anche a ranghi completi comunque insistono i biancorossi, e Zajnullin impegna Eremenko che salva con qualche difficoltà.
A 59″ dalla seconda sirena, Ostroushko stupidamente aggancia Stepanov senza disco, 2’ al #12 biancorosso. Ma è buona la difesa di casa, nulla di fatto per gli ospiti. Tutti nello spogliatoio per il secondo intervallo.

Ricomincia quindi in powerplay l’Ak Bars, ma Barulin è sempre pronto e non arrivano comunque grossi pericoli.
Nuova penalità “ecumenica” al 41’35″: fuori Jakubov e Kliment’ev per reciproci colpi di bastone. Prova stavolta l’Ak Bars a colpire in 4 contro 4, ma al 42’21″ Stepanov si fa mandare in panca puniti, dando così 1’14″ di gioco in 4 contro 3 ai biancorossi.
30″ dopo è Tereshenko a farsi penalizzare per sgambetto. L’arbitro non vuole dare però l’impressione di voler infierire, e al primo accenno di aggancio manda quindi fuori Jun’kov al 43’13″.
Appena uscito dalla panca puniti, Stepanov si fionda come una furia nel terzo biancorosso, non è però in grado di fermarsi e frana, trascinando con sè il difensore, addosso a Barulin. I tre, insieme al disco, finiscono in porta. L’arbitro vuole controllare il replay e dopo pochi attimi decide, tra l’incredula rabbia del pubblico di Sokol’niki, di assegnare questo gol molto dubbio.
Gli ospiti, ringalluzziti dal regalo, rientrano in partita e cominciano a pressare fortemente il terzo biancorosso, alla ricerca del pareggio.
Lo Spartak però non perde la testa e prova invece a colpire in break, arrivando vicino a segnare prima con Ling, poi con Jun’kov e di nuovo con Ling. Kliment’ev alla fine è costretto alla trattenuta, 2’ di superiorità ai biancorossi al 48’06″. Il powerplay biancorosso in quest’occasione è però davvero brutto. La penalità è finita da pochi secondi quando Morozov colpisce duramente Zubov alla schiena, l’arbitro lascia correre e alla protesta dello spartakista decide infine per l’ennesima (e in questo caso proprio assurda) penalità ecumenica.
Il gioco degli ospiti si fa se possibile ancora più rude, ma l’arbitro lascia correre di tutto. Il pareggio degli ospiti pare nell’aria… ma ci pensa invece la linea d’oro Ling-Jun’kov-Jakubov a rimettere a posto il risultato. Splendido 2 contro 1 di Jun’kov e Jakubov, i due si passano e ripassano il disco e alla fine è Jun’kov ad insaccare il 4-2 al 54’25″.
Poco dopo viene fischiata una trattenuta un po’ fiscale contro Ostroushko, ma per fortuna dello Spartak Vorob’ev, in situazione di penalità differita, aggancia platealmente il difensore biancorosso, e così alla fine arriva un’altra penalità ecumenica al 55’53″.
Biljaletdinov prova a sfruttare il gioco in 4 contro 4 e toglie il portiere quando mancano più di 3’ al termine, ma i biancorossi non se avvedono e liberano frettolosamente senza tentare il gol.
Rientra Eremenko, ma quando poi si torna a ranghi completi è lo Spartak ad andare vicino al gol prima con Kopejkin e poi con Jakubov. Ling, che oggi ha brillato meno del solito, è comunque magistrale a guadagnare quasi mezzo minuto impegnando alla balaustra tre giocatori avversari che proprio non riescono a levargli il disco. Passano ancora pochi secondi e arriva l’agognata sirena finale.

Splendido risultato per i ragazzi di Bragin, che oggi hanno vinto con la testa, con il cuore e coi denti. Tre punti d’oro e soprattutto meritati, che portano i biancorossi al settimo posto in classifica.
Gli ospiti di sicuro hanno sentito l’assenza di Zinov’ev, ma come già a Kazan’ hanno mostrato un gioco a tratti troppo fisico che avrebbe potuto essere sanzionato più duramente. Migliore sul ghiaccio per l’Ak Bars Stepanov.
Miglior biancorosso ancora una volta l’eroico Barulin, forse anche un po’ “gasato” dalla convocazione in nazionale per la Karjala Cup. Ottime prove anche per Semin, Jun’kov, Jakubov, Ivanov. Molto promettenti inoltre Kopejkin, Zajnullin e Kucherjavenko.
Nota di demerito per l’ennesimo arbitraggio indegno: la terna arbitrale ha commesso davvero troppi errori, e come al solito la maggior parte di questi contro lo Spartak, che essendo tra i club più “poveri” della Superliga non può evidentemente suscitare alcuna “sudditanza psicologica”.
Ancora una bella prova invece per Andrej Razin al commento tecnico, sempre precisi ed interessanti i suoi interventi.
Prossimo match a San Pietroburgo contro lo SKA.