Se il Lada piange, il Molot certo non ride…

di Paolo "pasha" Pozzi

Mia traduzione/sunto da alcuni articoli di vari giornali russi, riportati sul sito del Magnitogorsk:

Il Molot-Prikam’e Perm’, attualmente all’ultimo posto della Superliga, potrebbe non finire il campionato. Giocatori e staff tecnico hanno scritto una lettera aperta in questo senso al governatore della regione.

Da ormai due anni il Molot è in crisi permanente. Ricordiamo quando i giocatori della prima squadra ad un certo punto si rifiutarono di scendere sul ghiaccio, e vennero chiamati a sostituirli i ragazzi del farm-club. Allora presidente del club era Oleg Kondrat’ev, amico dell’ex governatore della regione Jurij Trutnev. Dopo questi fatti Kondrat’ev fu rimosso e il Molot si unì in una holding col locale club di basket "Ural Great", entrambe sotto la presidenza di Ol’ga Antonova. Tutto da allora in poi avrebbe dovuto tornare a posto, ma a quanto pare negli ultimi mesi la situazione, se possibile, è ancora peggiorata.

E così l’ultima pre-season del Molot è stata un vero disastro: la squadra di Perm’ ha potuto invitare solo quei giocatori che non avevano trovato un posto altrove e durante la preparazione all’attuale campionato ci sono stati seri problemi con l’equipaggiamento. Diversi giocatori hanno dovuto pagarsi i bastoni di tasca propria, o chiederli in prestito a colleghi di altre squadre, e altri problemi hanno riguardato divise e pattini. Per non parlare degli stipendi: i giocatori aspettano le paghe da ormai tre mesi.
La presidentessa Antonova, come non bastasse, è al momento indagata per irregolarità nel budget degli "Ural Great", e non sorprende che con una simile situazione trovare degli sponsor per il Molot sia stato praticamente impossibile. E pare sia inutile attendersi aiuto dalle istituzioni locali; sono stati sì stanziati 35 milioni di rubli [circa 1 mln. di euro] per l’hockey locale, ma con ogni probabilità quei soldi verranno utilizzati per le squadre giovanili.

Da qui l’idea di scrivere una lettera aperta al governatore della regione, pubblicata dal giornale locale "Zvezda": i giocatori stavolta non minacciano uno sciopero, ma dichiarano semplicemente che se entro il 5 novembre [quando comincerà una pausa del campionato per gli impegni della nazionale nella Karjala Cup] non ci saranno sviluppi, riterranno nulli i contratti che li legano al club di Perm’ e cominceranno a cercarsi un’altra sistemazione.
Difficile però che la situazione possa cambiare a breve. A quel punto allora si tratterebbe di schierare i giovani del farm-club, che però probabilmente finirebbero come l’anno passato col prendere 7 o 8 gol a partita da tutte le altre squadre. Questo però difficilmente farebbe piacere all’amministrazione locale, che potrebbe quindi decidere di ritirare la squadra.

"Non c’è nulla di grave" – ha dichiarato la presidentessa Ol’ga Antonova, "Venerdì abbiamo cominciato a pagare gli stipendi dei mesi di agosto e settembre. Penso che la prossima settimana dovremmo poi risolvere tutte le pendenze di questa stagione. Rimarranno poi da pagare i debiti della passata amministrazione, all’inizio si trattava di circa 2 milioni di dollari. Al momento però ne restano da pagare solo 150.000".

I giocatori però non credono molto alle promesse della dirigenza.

"Sono arrivato a Perm’ in agosto", racconta l’attaccante Mihail Donika. "I ragazzi che avevano già cominciato gli allenamenti mi dissero che erano già senza stipendio da quasi due mesi e non avevano insomma visto nemmeno un copeco. E la situazione da allora non è cambiata. Per quello dopo il match con lo SKA [del 17 ottobre] durante l’allenamento serale il responsabile dell’ufficio stampa ci ha proposto di scrivere una lettera aperta al governatore della regione. Tutti hanno accettato e firmato. Venerdì è girata la voce che avrebbero cominciato a pagarci gli arretrati, ma non ci abbiamo creduto, ci avevano già fatto molte promesse non mantenute tipo ’vi pagheremo il giorno 5’, che poi però diventava il 10 e alla fine chissà quando. Arrivati al palazzetto però abbiamo scoperto che ci daranno lo stipendio di agosto. Fa piacere, chiaro, ma ritengo si tratti di un’azione estemporanea. Nei contratti sta scritto che il club non può evitare di pagare gli stipendi per più di tre mesi. Ed ecco che guarda caso ci pagano lo stipendio di agosto appena prima che scada il termine che ci liberebbe dai vincoli contrattuali, solo per evitare che ce ne possiamo andare in altre squadre durante la pausa per la nazionale. Insomma, difficile dire se alla fine resteremo al Molot o no. Non posso parlare per gli altri; personalmente ho detto al mio agente di cominciare a cercarmi delle alternative. Se poi a breve mi verranno pagati tutti gli arretrati, allora probabilmente resterò. Ma ci credo poco".

Lada, Molot…chi sarà il prossimo?

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