L’onorevole sconfitta di Davide contro Golia

Paolo “pasha” Pozzi

Metallurg Magnitogorsk – Spartak Mosca 3-1

Stavolta il Davide biancorosso non riesce a sconfiggere il Golia di Magnitogorsk, ma di sicuro lo Spartak ha mostrato di saper giocare un buon hockey e il risultato non descrive fedelmente il match odierno.

Inizio di partita tranquillo con le due squadre che si studiano senza sbilanciarsi troppo in avanti. Graffia per primo il Metallurg che, sfruttando un erroraccio di Semin, si trova praticamente in due contro il portiere biancorosso…ma Barulin non si lascia intimidire e con un ottimo intervento evita il gol.
Prende quindi fiducia la squadra capitolina, che comincia a spingersi nel terzo dei padroni di casa e si rende pericolosa in un paio di occasioni, purtroppo non sfruttate a dovere.
Al 12’25″ la prima penalità del match: esce il capitano dello Spartak, Poddjakon, per bastone alto. Ma i suoi compagni giocano egregiamente in 4 contro 5 non concedendo grandi occasioni ai “metallari”.

Purtroppo dopo appena un minuto dalla fine della penalità di Poddjakon ne arriva subito un’altra, stavolta a Ponomarev per trattenuta (nessun replay, quindi sinceramente non saprei dire se c’era o meno). Stavolta il Magnitogorsk è cinico e dopo appena 24″ realizza con Nurtdinov (Malkin, Birjukov), lasciato libero da un colpevole raddoppio del veterano Ivanov sull’uomo nello slot.
Lo Spartak riesce a non andare nel pallone, ma al 19’13″ Semin, battuto in velocità dall’avversario, alza il bastone e commette una stupida penalità da frustrazione. Per fortuna dei biancorossi, dopo appena 33″ è Malkin a farsi mandare in panca puniti per aggancio.
Il secondo periodo inizia quindi in 4 contro 4. Non è però ancora finita la penalità di Malkin che un’altro spartakista, Klimovich, viene mandato “in prigione” per trattenuta. Non passa nemmeno un minuto che tocca a Radulov, colpevole di sgambetto, andare a tenergli compagnia.
Il Metallurg si trova così a giocare più di 1’ in 5 contro 3. La squadra di coach King sembra destinata al raddoppio, ma lo Spartak si difende eroicamente mantenendo il risultato invariato.
Il gioco rallenta un po’, da un lato i padroni di casa sono chiaramente delusi per l’occasione sprecata, dall’altro gli ospiti hanno i migliori giocatori stanchi per le energie spese in box-play.
Sono i biancorossi ad uscire per primi dal “letargo”, riportandosi in avanti e provando a riorganizzare l’attacco. Quando al 30’21″ il Metallurg deve fare a meno di Kudermetov, mandato a riposarsi 2’ per bastone alto, lo Spartak comincia a farsi sempre più pericoloso e Scott è costretto ad un paio di interventi seri.
Il pareggio aleggia nell’aria del palazzetto di Magnitogorsk, ed infatti arriva di lì a poco, al 35’25″, quando Kopejkin, lanciato in contropiede da uno splendido assist di un suo compagno, si ritrova solo davanti al portiere. Praticamente un rigore, lo spartakista non sbaglia e si torna in parità: 1-1!
La reazione dei “metallari” non si fa attendere, ma Barulin si difende con sicurezza. Lo Spartak non riesce a sfruttare di lì a poco una superiorità causata da un aggancio di Korolev, e si arriva al 40’.
Il terzo periodo si apre con un enorme palo dei padroni di casa, Barulin graziato dalla fortuna.
Al 43’ in fase di penalità differita Ling si mangia una grossa occasione di portarsi in vantaggio non riuscendo a realizzare da solo davanti al portiere. I biancorossi continuano ad attaccare pericolosamente in superiorità, ma Scott è bravo a rintuzzare gli attacchi avversari. Il gioco allora rallenta un po’, e dopo le ultime due penalità a Zimakov e Malkin entrambe senza grossi pericoli in powerplay, sembra ormai che le due squadre si stiano preparando all’overtime, quando arriva (dopo madornale errore di Ling in fase rientro) il 2-1 di Gladskih a poco più di 3’ dal termine. L’attaccante canadese prova a farsi perdonare con un bel tiro nell’ultimo minuto, ma Scott non si lascia sorprendere.
I moscoviti tolgono quindi il portiere nell’ultimo, disperato tentativo di riportarsi in partita, e prendono così il 3-1 a porta vuota ad opera di Malkin, oggi migliore dei suoi insieme al portiere.

Risultato bugiardo rispetto a quano visto sul ghiaccio. Il Metallurg ha sì una grossa superiorità quanto a tiri, ma se si contano solo quelli nello specchio della porta il vantaggio si riduce al minimo.
Al di là del tifo, forse il pareggio (o anche il punticino dato da una sconfitta all’OT) sarebbe stato più giusto.
Da segnalare l’ottima partita di Barulin, e la prestazione stavolta purtroppo non eccelsa di Ling.
Arbitraggio buono di Gusev (già apprezzato nel match con la Lokomotiv) a parte l’ultima penalità affibiata ingiustamente a Zimakov (non era il biancorosso a trattenere il bastone di Korolev ma l’esatto contrario, come ben mostrato dal replay).
Prossimo match, non certo facile, in casa della Dinamo.