SHC Fassa: intervista a coach Molin

di Giorgio Pedron:

E’ stato uno dei migliori e più completi giocatori nella storia dell’ hockey svedese. Per tre anni, dal 1981 al 1984, ha giocato nel dorato mondo della NHL a fianco dei più grandi, quando oltre oceano potevano approdare solo quelli che in Europa erano davvero extraterrestri delle piste ghiacciate. Ora, come allenatore, nel suo paese è molto apprezzato per le doti d’ insegnamento e motivazione per i giovani.
Così abbiamo voluto incontrare LARS "MILLA" MOLIN, nuovo allenatore del Fassa Levoni per la stagione 2005/06, prima del suo ritorno in Svezia dopo aver trascorso alcuni giorni a Canazei per stare insieme a dirigenti e giocatori della società ladina. Con Lui abbiamo scambiato due chiacchiere per capire e conoscere meglio quello che a breve sarà il nuovo timoniere fassano dopo la partenza di Ron Ivany.

D. Mister Molin, prima di affrontare l’ intervista come allenatore, vogliamo conoscere il suo passato di giocatore. Ci può descrivere brevemente la sua carriera?
R. Volentieri. Ho iniziato nel MODO, formazione della Elite liga Svedese nel 1972 dove ho militato fino al 1981. Poi i VANCOUVER mi hanno chiamato alle loro dipendenze per tre anni, dove ho pure disputato una finale di Stanley Cup. Nel 1984 sono ritornato in Svezia per militare ancora nelle fila del Modo dove ho chiuso la mia carriera di giocatore alla fine degli anni ’ 80.
D. Coach, Lei viene in Italia per la prima volta. Quali conoscenze ha dell’ hockey italiano?
R. Conosco il vostro hockey solo grazie alla mia Nazionale con la quale ho affrontato l’ Italia alcune volte. Ho giocato con la Svezia dal 1979 al 1988, vincendo 1 oro e 1 argento ai mondiali e 2 bronzi alle Olimpiadi. Devo dire purtroppo che le mie conoscenze si fermano qui.
D. Invece come è arrivato in Italia?
R. Sono stato allenatore in Svezia per 10 anni e sinceramente cominciavo ad annoiarmi di dover sempre affrontare le stesse squadre e frequentare gli stessi posti. Così, parlando con il mio Manager, ho chiesto esplicitamente di cambiar aria ed ho accettato subito la proposta del Fassa.
D. Qual’è la sua prima impressione dopo aver visto la val di Fassa ed aver conosciuto i dirigenti ladini?
R. La prima impressione è stata quella di…scappare subito a casa. Naturalmente sto scherzando, la mia è solo una simpatica battuta. Devo dire invece che la valle mi piace molto, anzi davvero bella. Anche lo stadio è bello, e i dirigenti sono persone molto affabili. Si, ottima impressione.
D. Che cosa si aspetta da questa stagione e dalla sua squadra?
R. Adesso torno a casa e porterò con me alcuni filmati della passata stagione per conoscere meglio la squadra. Dovremo di certo apportare delle modifiche iniziando ad inserire nuovi acquisti e rinforzi. Vogliamo qualità e non quantità. Aspettative specifiche non ne ho perché al momento non sono in grado di fare previsioni.
D. Lei ha fama di "duro", pretende sempre molto dai suoi uomini. Ma si dice inoltre che abbia un buon rapporto con i più giovani. E’
vero?
R. Lascio sempre molta libertà ai giocatori. Libertà di movimento e pianificazione del match e di una stagione. Se i giocatori rimangono all’ interno di quelli che sono i miei piani di gioco allora va tutto bene, altrimenti è chiaro che mi arrabbio e prendo i provvedimenti del caso. Di solito però quando mi arrabbio non lo faccio con un singolo uomo ma con tutta la squadra. Perché, come ho spiegato in questi giorni alla dirigenza fassana, si vince e si perde tutti insieme. Riguardo ai giovani dico che io ho iniziato molto presto in Svezia con la prima squadra, pertanto so come va affrontata la questione. Quello che normalmente mi prefiggo è di far crescere sempre con la giusta mentalità tutti i miei giovani.
D. Il suo team avrà dichiaratamente un’ impostazione di gioco di stampo svedese oppure ha in mente altro?
R. Penso di dare un’ impronta svedese, ma prima devo visionare le cassette della scorsa stagione per conoscere le caratteristiche del materiale umano di cui dispongo. Comunque la mia sarà una squadra stabile in difesa, con tanta aggressività in avanti e pressione alta sull’ avversario.
D. Fino ad oggi la società ha operato un solo acquisto sul fronte degli stranieri, vale a dire Greg Kuznik. Per quanto concerne ulteriori rinforzi qual’è la situazione?
R. Di sicuro posso affermare che abbiamo bisogno di un ulteriore difensore e di due attaccanti. Comunque non abbiamo fretta di concludere per la composizione del roster perché ho consigliato la dirigenza di aspettare gli sviluppi sui tagli operati dalla NHL. Ribadisco che propendo per una soluzione che sia qualitativa piuttosto che di quantità.
D. Quando inizierà la preparazione in vista del campionato? Avete in programma anche delle amichevoli?
R. Nulla è ancora definitivo. Di certo parteciperemo ad un torneo a Cortina e poi vorremmo fare altre 4 o 5 partite amichevoli. Faremo un training-camp di due settimane con due sessioni di ghiaccio al giorno. Ma ripeto, è ancora tutto in definizione, anche se in linea di massima queste sono le previsioni.
D. Mister Molin, ultima domanda. Che cosa si sente di dire ai suoi nuovi tifosi?
R. La mia provenienza nordica mi impone di non fare mai proclami o promesse. Mi sento solo di dire che cercheremo di avere un buon anno con più vittorie possibili. Chiaramente i miei uomini dovranno accettare le mie decisioni e il mio sistema di gioco, e allora penso che potremo anche divertirci. Ai tifosi dico di starci vicini.
Good luck for the season, mister Molin.
Thank you very much.