Finale gara 3: Berlino campione!

di Davide:

dopo 17 anni il titolo torna nella capitale! L’ultima volta fu però la Dynamo di Berlino a conquistarlo e si trattava del campionato della defunta DDR; questa sera sono gli Eisbären ad incoronare Berlino capitale (anche) dell’hockey su ghiaccio, chiudendo,con un’altra grande prova, la finale contro Mannheim in sole tre partite. Troppa la differenza di motivazione tra i due teams e troppi ancora una volta i minuti di penalità presi dagli Adler, che,evidentemente, non sono mai riusciti ad adattarsi al gioco berlinese. La differenza tra i minuti passati in panca puniti dai giocatori delle due squadre nelle tre gare di finale è davvero impressionante: 55,47,50 per Mannheim, 6,8,12 per Berlino, che tradotto significa che gli "orsi" hanno praticamente giocato sempre in vantaggio di un uomo. Anche questa sera 3 delle quattro reti berlinesi sono arrivate con uno o due uomini in più sul ghiaccio (ironicamente l’altra è stata uno short-handed goal).

In una Hohenschönhausen esaurita (4.695 spettatori)sono gli ospiti a passare in vantaggio con il solito Jochen Hecht (ottima la sua stagione)che finalizza un power play impostato dalla coppia difensiva Yannick Tremblay – Andy Delmore. Berlino incassa il colpo e rimane con il "braccino corto", i minuti passano e il risultato non si sblocca fino al 17.20 quando Erik Cole, uno degli eroi di questa stagione, non segna in inferiorità. La rete trovata nella situazione meno favorevole cambia completamente il ritmo del gioco e Mannheim si perde nuovamente nei suoi difetti ed, al secondo 5 contro 3 concesso di seguito,dopo un palo di Felski, capitola: è ancora Cole a portare avanti i suoi. La vittoria in mano è la miglior benzina per Berlino; Mannheim picchiava quando vinceva, figuriamoci adesso…a farne le spese è Stefan Ustorf, toccato duro, che non rientra dagli spogliatoi per l’ulimo periodo. E,come nelle migliori favole sportive, sono i due giocatori più rappresentativi ed amati dai tifosi a segnare le ultime reti della stagione, quelle che assicurano il titolo: il capitano Steve Walker e Denis Pederson, in un’arena diventata molto poco…tedesca.
Berlino vince dunque il primo titolo della sua storia dopo una lenta marcia di avvicinamento: quarti di finale nel 2001, semifinale l’anno seguente, finalissima persa contro Francoforte l’anno passato. E lo fa con una squadra che è una batteria di giovani talenti, i gioiellini Christoph Gawlik, a lungo tormentato da problemi fisici, ma talento di sicuro avvenire, Alexander Barta e il goalie Youri Ziffzer (strappato, come Gawlik, proprio a Mahheim), innestata sapientemente su un robusto tronco, costituito dalla vecchia guardia: Robert Leask (infortunato nei playoffs), Sven Felski (12 stagione nella capitale), Kelly Fairchild, Mark Beaufait. Sempre molto accorta la scelta degli stranieri: gente senza troppi fronzoli, ma in grado di assicurare grande regolarità e peso sul ghiaccio: Nathan Dempsey, Ricard Persson, Denis Pederson, Rob Shearer negli anni passati. Molto criticata invece la campagna acquisti di quest’anno: nonostante il lock out, che apriva le porte ad acquisti "all-stars", i dirigenti berlinesi non si sono smentiti: prima di tutto la regolarità. Ecco arrivare dall’America,allora, non le stelle sognate dai tifosi, ma il 27enne difensore canadese Derrick Walser, una carriera da protagonista nelle serie minori canadesi, molto più anonima in NHL (60 partite negli ultimi due anni a Colombus), ed il collega di reparto e passaporto, classe ’73, Shawn Heins, pendolare tra NHL e AHL, noto oltreoceano ai più per aver scagliato il tiro più veloce mai registrato (170km/h): la stecca usata è tuttora visibile nel museo della Hall of Fame. Due onesti "lavoratori", insomma, ma nulla più, ma inutile dire che alla fine sono stati molti a doversi ricredere. Così come la maggioranza degli addetti ai lavori aveva già dato per finito il 31enne Stefan Ustorf, due stagioni in NHL a metà degli anni ’90, ma due orribili annate a Mannheim 2002 e Krefeld 2003, 1 goal (!) a stagione e tanti guai fisici, tanto che si attendeva questa estate più l’annuncio del suo ritiro che la firma per un’altra stagione. E invece la ex-scelta dei Washington Capitals a Berlino è rinato e si è rivelata pedina fondamentale per la stagione vincente degli Eisbären (51 matches, 16 reti,20 assists in regular season, 2 reti e ben 12 assists nella cavalcata dei playoffs.) Unica nota stonata l’arrivo di Olaf Kölzig, frenato dagli infortuni, solo 4 presenze nei playoffs, 9 in stagione, ma soprattutto "elemento destabilizzatore" per il titolare Oliver Jonas, autore di una ottima stagione (5° nella classifica dei portieri) e ritrovatosi a fare improvvisamente il back-up. Gli infortuni di "Ollie the goalie" hanno però dimostrato che il posto di titolare non è affatto demeritato.
Già detto degli errori di Mannheim in questa serie finale, va però riconosciuto alle "aquile" il merito di aver raddrizzato con questa finale raggiunta, una stagione balorda (con classico esonero del tecnico Helmut de Raaf, sostituito da Stéphane Richer), conclusa solo al 6° posto in regular season, dopo essere stati indicati tra i favoriti per la vittoria finale in virtù di una serie di acquisti top: Jochen Hecht, Sven Butenschön, John Tripp (arrivato finalmente a Mannheim dopo una corte durata tre anni, nei quali, in virtù del preziosissimo doppio passaporto, era sempre il primo acquisto programmato) ed i golden boys di Norimberga Vitalij Aab e Thomas Greilinger. Abbastanza rocambolesco invece l’"affaire" Huet: il portiere scelto dalla dirigenza era Jamie Storr, che però all’ultimo momento non se la sente di lasciare gli Stati Uniti, viene ingaggiato Steve Passmore, ma nel frattempo si tratta Huet, il quale, da parte sua, avrebbe preferito un ritorno in Svizzera, e un po’ indelicatamente lo ha anche detto nei giorni precedenti alla presentazione alla stampa, ma "piuttosto che niente…" alla fine accetta Mannheim. I due portieri si alternano, con ottimi risultati per entrambi (ottimo evidentemente il lavoro del preparatore, il nostro Mike Rosati), nel corso della stagione, fino a quando alcune prestazioni "monstre" del francese lo promuovono a titolare fisso. Altra nota positiva la buona stagione del giovane "paisà" Fabio Carciola.
Si chiude così il sipario sul campionato, che ha visto in coda la retrocessione di Kassel.

Eisbären Berlin – Adler Mannheim 4-1 (1-1,1-0,2-0)
07:34 0:1 J.Hecht (Y.Tremblay – A.Delmore)PP1
17:20 1:1 E.Cole (S.Ustorf)SH1
37:03 2:1 E.Cole (S.Heins – M.Beaufait)PP2
44:58 3:1 S.Walker PP1
53:18 4:1 D.Pederson (D.Walser – S.Walker)PP1
SOG:41-22 Penalties:12-50 Spettatori:4.695

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