Milano – Cortina. Gara-7 la cronaca.

di Francesco.

Milano – Cortina 4-1 (1-0; 2-1;1-0).

’Karol, la tua scomparsa serva a rilanciare il valore della vita nel mondo, addio Grande Papa’, così la curva del Milano ha voluto ricordare il Santo Padre nei minuti di silenzio prima dell’incontro. Gara-7, la partita della verità, dello scudetto, i padroni di casa dal primo minuto
impongono il loro ritmo riversandosi in attacco con il tipico schema del disco negli angoli e gioco in balaustra, andando più volte vicino al gol contenendo al meglio i contropiedi ampezzani. E’ così che dopo i tentativi di Tkaczuk, Di Maio, Rickmo e Busillo, Gravel nulla può al 6.55, con i rosso-blu in superiorità numerica, su Di Maio abile nel deviare un tiro di Helfer dalla blu e così spiazzare il golie degli Scoiattoli. Gli ospiti hanno l’opportunità di pareggiare grazie a una doppia superiorità numerica (fuori Adams e Helfer) ma un super Eriksson blocca i tentativi di Cullen, De Bettin e Pettersson salvando il risultato e dando morale a tutta la squadra. Successivamente è ancora Cullen ad avere una ghiotta occasione presentandosi solo davanti alla gabbia avversaria ma l’americano spreca tirando fuori. Passata indenne un’altra inferiorità numerica (Eriksson per ritardo del gioco), il Milano conclude il periodo in avanti creando altre due azioni da gol, con Tkaczuk che manca la deviazione

su passaggio di Savard e con Di Maio ben smarcato spara alto.
Passano 25 secondi del secondo drittel e Hult scalda la pinza di Eriksson con un tiro potente e preciso, al 5.42 si presenta una superiorità a favore degli ampezzani (fuori Smith) ma Cullen getta la stecca di Tkaczuk nella propria panchina, quando il canadese si avvicina a riprenderla Gobbo pensa bene di colpirlo al volto guadagnandosi due minuti di penalità riportando così le squadre in parità. Verso la metà del periodo irruente azione di Smith che dopo aver recuperato il disco nel proprio terzo si invola in attacco saltando due avversari ma tirando fuori. Al 13.10 il pareggio ampezzano il solito Cullen fa un numero dei suoi riuscendo a tenere il disco nonostante la stretta marcatura di due avversari, per poi servire il Strom che trova la deviazione vincente sotto porta. Ma passano 26 secondi e complice Gravel il Milano torna in vantaggio con un tiro di Laszkiewicz non trattenuto dal golie franco-canadese, il Cortina accusa il colpo e le Vipere mordono per la terza volta al 14.10 Sundstrom serve Di Maio che superata la blu lascia partire un potente tiro che fredda il portiere avversario. Gli ampezzani concludo il periodo in attacco impegnando più volte Eriksson con i tiri di Cullen e De Bettin, neanche Kuikka riesce ad accorciare le distanze in superiotà numerica (fuori Helfer) con un tiro dalla blu.
L’occasione della quarta rete per la squadra di casa è al 1.17 del terzo periodo sulla stecca di Di Maio con un tiro preciso ma Gravel si supera respingendo e dando il via al contropiede di Cullen che tira fuori. Verso il sesto minuto il Cortina si ritrova con l’uomo in più sul ghiaccio per penalità inflitta a Peca, a cercare il gol sono De Bettin e Cullen ma un Eriksson formato play-off non lascia passare nulla. Il Milano non si chiude in difesa ma continua ad attaccare, creando delle buone occasioni con Adams, Tkaczuk e Di Maio, ma Gravel fa buona guardia alla gabbia. L’ultimo assalto del Cortina arriva ancora dalla prima linea con Cullen e De Bettin ma il golie rosso-blu è attento, al 16.53 Gravel lascia la gabbia per l’uomo in più sul ghiaccio ma poco dopo Sundstrom realizza la quarta ed ultima marcatura dell’incontro per il definitivo 4-1 che dà lo scudetto al Milano per la gioia dei numerosissimi tifosi dell’Agorà.