Cortina – Milano: la cronaca di Gara 4

di Alberto Manaigo

Cortina – Milano 4-3 (1-2; 2-1; 0-0; 1-0)

Un Olimpico pieno come non lo si vedeva da molti anni ha ospitato ieri sera la gara 4 di questa avvincente finale scudetto tra Cortina e Milano. Partita delicatissima questa: dopo la vittoria in gara 3, il Milano tenta il colpaccio all’Olimpico per regalarsi la possibilità di chiudere anticipatamente la serie. Da parte sua il Cortina vuole mantenere l’imbattibilità casalinga contro i lombardi riportare le sorti della serie in parità.
Parte forte il Milano: dopo 24 secondi la squadra di Insam va in vantaggio con Helfer, ma Colcuc annulla la marcatura. E’ comunque il Milano a portarsi in vantaggio: al 3:45 Gravel pasticcia un po’ dietro alla porta nel fermare un disco per il proprio difensore. Il puck arriva ad Adams che lo batte. La squadra di casa non ci sta e reagisce con ordine: bel contropiede al 5:17 con Pettersson che lascia dietro ad Hult. Eriksson è bravo ad opporsi alla conclusione del connazionale. La pressione del Cortina cresce in corrispondenza di una penalità inflitta a Rickmo: il powerplay viene giocato arrivando spesso al tiro e tenendo il Milano nel proprio terzo, ma Eriksson è attento e i tentativi dei padroni di casa vanno a vuoto. Bella azione milanese al 9:12 con Sundstrom bravo a liberare Di Maio al tiro: altrettanto bravo Gravel ad opporvisi. L’intensità del match sale ed entrambe le squadre si rendono pericolose in zona d’attacco. Al 13:24 la squadra di casa pareggia i conti: il solito grandissimo Matt Cullen si lancia in uno contro uno contro Eriksson e dopo aver fatto sedere il goalie svedese insacca il disco del pareggio. La gioia del pareggio per gli ampezzani dura poco: al 15:58 il Milano torna avanti grazie a Di Maio, lesto a raccogliere il rebound lasciato da Gravel su tiro di Savard. I ragazzi di Nilsson resistono anche ad un minuto e mezzo di doppia inferiorità e le squadre vanno al riposo con gli ospiti in vantaggio per 2 a 1.

Il primo vero pericolo della frazione centrale al 5:36 quando Sundstrom si libera, gira ottimamente attorno alla gabbia, ma la sua conclusione grazie anche ad un’ottima copertura di Gravel, si perde. Occasionissima ancora per il Milano al 7:14 con Savoia che si invola da solo contro l’estremo difensore ampezzano: l’attaccante con una finta mette fuori causa Gravel e si apre lo spazio per battere a rete. Con un’eccezionale scatto di reni, però, il goalie franco canadese si gira e blocca con la stecca la conclusione che poteva portate il Milano sul 3 a 1.
E’ Pettersson che prova a portare le sorti dell’incontro in parità, ma l’azione è confusa ed Eriksson riesce a chiudere bene gli spazi. Il puck del possibile pareggio capita sulla stecca di Kuikka ottimamente imbeccato da Cullen. Il finlandese in uno contro uno sbaglia e sul contropiede successivo il Milano allunga: Felicetti lascia il puck a Kinos che all’11:08 batte Gravel per il doppio vantaggio dei lombardi. Ormai lo si sa, il Cortina non molla e si riporta subito sotto grazie a Ström che in situazione di inferiorità numerica ruba un disco e lancia Pettersson: finta sul connazionale Eriksson e gol del 2 a 3 al 13:01.
E’ ancora un gol svedese a riportare il match in parità: con Di Maio in panca puniti il Cortina gestisce bene il powerplay e grazie agli assist di Pettersson e Cullen manda in rete Hult, un grandissimo lavoratore scopertosi top scorer in questi playoffs. Tutto rimandato all’ultimo periodo, quindi. Ultimo periodo nel quale cala un po’ l’intensità complice anche la stanchezza. All’8:11 ci prova Savard dalla blu, ma Gravel è attento. Eriksson si supera al 9:22 quando Boman mette in mezzo un ottimo disco per Cullen. Il momento è delicato e le due formazioni badano più a chiudere i varchi in difesa piutosto che a cercare di far male in attacco . Il Milano ci prova con Adams, gli risponde Pettersson dall’altra parte, ma non c’è spazio per ulteriori marcature. Per la terza volta in quattro partite si va all’overtime.
Dopo 60 secondi di gioco ci prova Ström, ma Eriksson blocca con sicurezza. Gli fa eco Helfer con un bel tiro dalla blu. Al 4:01 una bella combinazione Cullen De Bettin viene neutralizzata dal goalie svedese dei Vipers, complice anche uno spostamento della gabbia. Uno slalom bellissimo di Daniel Tkaczuk semina lo scompiglio nella retroguardia ampezzana al 4:10, ma l’azione termina con un nulla di fatto. Il contropiede nato da questo spunto vede Lennartsson portare il puck nel terzo d’attacco ed offrire un buon assist su cui, però, sia Cullen che De Bettin mancano la deviazione. Ancora un ottimo Gravel si oppone alla conclusione di Sundstrom. Bella azione al 6:05 di Hult che mette in mezzo per Cullen: la conclusione al volo dello statunitense è controllata da Eriksson. Dall’ingaggio scaturito da questa azione il gol che fa esplodere l’Olimpico: è Gigi Da Corte a mettere alle spalle dell’estremo difensore dei lombardi il puck che vale il 2 a 2 nella serie.
Bellissima partita nella quale, questa volta, ad avere la peggio dopo i tempi regolamentari sono stati i ragazzi di Insam.: il Milano può recriminare per non essere riuscito a mantenere le due marcature di vantaggio costruite fino alla metà della frazione centrale. Dal canto suo il Cortina con la solita partita generosissima è riuscita a raddizzare una partita che sembrava aveva preso una brutta piega grazie ad un’importante shorthanded gol di Pettersson che ha dato ai ragazzi di Nilsson la carica giusta per riequilibrare la serie.
Ottima intensità e bel gioco, dunque, per un match degno di una finale nella quale i numerosissimi tifosi ampezzani e una nutrita schiera di tifosi lombardi hanno dato vita ad uno spettacolo nello spettacolo animando le proprie curve e fornendo un supporto continuo ai propri giocatori.
Gara 5 è in programma martedì 29 marzo all’Agorà: si riparte nuovamente da zero per una sfida che si fa sempre più appassionante.

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