Cortina – Asiago: la cronaca di gara 5

di Alberto Manaigo

Cortina – Asiago 4-3 (0-0; 2-2; 2-1)

Quattro vittorie di fila per un grandissimo Cortina che aveva iniziato male questa serie di semifinale valgono una storica finale contro il Milano Vipers.
Assenza importante nella formazione di casa: i biancoblù si vedono costretti a rinunciare a Robert Ciglenecki, squalificato per una giornata dal giudice sportivo. Nell’Asiago, invece, oltre a Jason Cirone ancora assente Tomasello.
La squadra dell’Altopiano inizia forte, col solito forececking tant’è vero che il primo tiro per il Cortina avviene dopo 4 giri di lancette ad opera di Boman. Brivido per il Cortina al 6:20: Ström cincischia un po’ al posto di uscire subito dal terzo. E’ bravo Pisani a rubargli il puck e a concludere a rete, ma ancor più bravo è Gravel a neutralizzare la sua conclusione. La seconda linea ampezzana inizia a macinare gioco tanto che per fermare Cullen Strazzabosco si vede costretto ad usare le maniere forti: Masè se ne avvede e lo spedisce in panca punti a scontare 2 minuti di penalità per eccessive durezze e 10 per cattiva condotta. Il match è assolutamente godibile grazie ai continui cambi di fronte, ma il punteggio in questa prima frazione non cambia e le formazioni vanno al riposo sul punteggio di 0 a 0.

L’equilibrio viene interrotto in avvio di secondo periodo: dopo 33 secondi Boman da un ottimo disco a Pettersson che lo spedisce fuori di poco. Il primo ad arrivare sul disco è Hult: lo svedese si accentra e con una splendida conclusione in backhand infila il puck sotto la traversa alla destra di Streit. Ora è il Cortina che attua un buon forececking, andando svariate volte al tiro: al 3:15 la conclusione di Pettersson finisce fuori di un soffio ed anche quella di Cullen pochi secondi dopo ha lo stesso esito.
Al 6:27 il pareggio: in situazione di powerplay Topatigh porta il disco nel terzo d’attacco e lascia a Hård che trafigge con un secco e preciso slap Gravel. La situazione di parità, però, dura poco grazie ad un grandissimo Marko Kuikka: il finlandese entra nel terzo, lascia il puck a Pettersson che glielo ripassa. Finta su Streit che va giù e disco in rete. La seconda rete ell’ex asiaghese coincide col momento di massima pressione del Cortina che schiaccia spesso l’Asiago nel proprio scagliando molti dischi in direzione di Streit, bravo ad opporsi in tutte le occasioni. Emblematica l’azione avvenuta al 10:40 con le tre conclusioni in rapida successione di De Bettin, Cullen e Boman: il puck, però, non entra e il punteggio non cambia. Dove non arriva Streit arriva Hård che si sostituisce al proprio goalie su un tiro di Cullen. L’Asiago regge bene l’urto delle folate ampezzane e colpisce con un gran contropiede: Mike Omicioli mette in mezzo per Narcisi che non può sbagliare. Tutto da rifare, quindi, per gli uomini di Nilsson dopo essere stati raggiunti per ben due volte dagli stellati come avvenuto in gara 4.
Nel terzo tempo non fa più ritorno sul ghiaccio il linesman Benvegnù: al suo posto Fabiane.Al 2:53 Hult in versione terzino sventa una buona occasione costruita da un ottimo Dandenault.Passa una manciata di secondi e sono Kuikka, Cullen e Boman a seminare il panico nella retroguardia vicentina. L’Asiago risponde con Drew Omicioli (il più pericoloso dei suoi stasera) che non riesce a concludere al termine di una bellissima azione personale.Anche Cullen vuole mettere il proprio sigillo sul match e prova a far finire il suo nome sul taccuino dei marcatori al 9.58 quando, accentratosi, manca il bersaglio di un nonnulla. L’americano vi riesce, però, al 15:03 quando, ricevuto un disco ben lavorato da Kuikka e De Bettin , prende la mira, e lo infila nell’angolino alla sinistra di Streit. E’ il gol che gela l’Asiago e fa letteralmente esplodere le 2000 persone dell’Olimpico. Passano 90 secondi ed è Gravel a prendersi gli applausi di tutto il pubblico presente allo stadio: una buona manovra di Drew Omicioli e John Parco mette in crisi la retroguardia ampezzana, ma non l’estremo difensore franco canadese che compie uno dei suoi miracoli per far sì che il puck non entri in rete. Si capisce da alcuni episodi quando Gravel è carico: al 17.30 Strazzabosco cerca di riacciuffare il pareggio con una bomba dalla blu, ma il portiere ampezzano si esibisce in un meraviglioso butterfly tenendo ben saldo il puck nella sua pinza. L’Asiago tenta il tutto per tutto con 6 uomini di movimento sul ghiaccio, ma Mosnar lo punisce infilando il disco del 4 a 2 a porta vuota. La partita è praticamente finita e c’è tempo solo per il gol di Dandenault ad 11 secondi dalla fine con il Cortina ormai certo di aver agguantato un posto in finale. Un grandissimo Cortina batte, dunque, l’Asiago, team molto forte e con grosse individualità, ma sicuramente meno squadra degli ampezzani. Squadra ordinata quella di casa che è riuscita ad arginare i pericolosi attacchi dei cugini anche senza una pedina importante in difesa come Ciglenecki
Secondo miracolo in due anni di coach Nilsson, dunque, che dopo aver riportato in alto il Cortina col quarto posto dell’anno passato, regala a tutta la cittadina una storica finale che mancava da 30 anni.
Si torna a giocare sabato 19 marzo per gara 1 di finale all’Agorà di Milano.