Milano – Bolzano: l’analisi

Il risultato di gara-1 non deve trarre in inganno, il Bolzano ha molte carte da giocare e se i giocatori ne avranno la volontà potranno indubbiamente mettere sotto pressione i campioni d’Italia in carica.

Alla lente alcuni scampoli della partita di ieri sera per una breve analisi della rivale meneghina in questa semifinale.

Due sono i nomi sopra tutti, il primo è sicuramente Belanger vero e forse unico organizzatore del gioco offensivo delle volpi.
E’ quasi una vera e propria dipendenza quella dei bianco rossi nei confronti del ventisettenne canadese, a lui viene affidata l’uscita di zona da dietro alla gabbia fino alla linea blu difensiva avversaria.
Inoltre la sua capacità e velocità porta gli avversari ad impostare il gioco di interdizione sulla sua figura cercando in tutti i modi di fermarne l’azione arrivando – ovviamente – anche al raddoppio della marcatura. La contromossa è ovviamente quella di schierare con lui un giocatore con capacità simili come Schaefer che ieri sera gli ha fatto da “spalla” per tutto l’incontro.

Belanger ha anche la completa discrezionalità di set-up nel power play dove gestisce il primo blocco preferendo la parte destra del terzo avversario, questo però crea alcuni problemi di timing con l’altro pilastro della squadra – Quint – che si trova il disco dalla parte sbagliata e, non potendo quindi sfruttare il suo tiro di prima intenzione, non riesce a creare eccessivi problemi alla retroguardia avversaria in questa fase importantissima del gioco.
La situazione migliora notevolmente quando Quint gioca nel secondo blocco del power play dove – a fare set up – trova Beattie che gioca esattamente nella posizione opposta rispetto a Belanger riuscendo ad offrire dischi più invitanti.

Quint risulta quindi essere la seconda “forza” del Bolzano anche per l’elevato volume di gioco che riesce a produrre. La sua permanenza sul ghiaccio è elevatissima anche se ieri sera ha giocato con il freno a mano tirato, quasi in una fase di studio per questa serie che potrebbe prolungarsi molto anche rispetto al risultato di gara-1.

Ieri sera le vipere hanno giocato molto su di lui cercando di toglierli spazio fiato con molte cariche e scontri fisici, vedremo se il giocatore proveniente da Chicago riuscirà ad ingranare la marcia per sorreggere le sorti della sua squadra.

Non solo due nomi però nel paniere sud tirolese, il resto dell’organico supporta degnamente i due anfitrioni specialmente nella fase di impostazione dove le volpi sono abilissime a produrre blocchi micidiali per il possessore del disco, non sono altrettanto bravi invece in inferiorità numerica dove la loro staticità produce pericolose iniziative avversarie.
Scelgono di presidiare la zona centrale chiudendo bene lo slot ma lasciano il tempo ai temuti difensori milanesi di prendere la mira e questo genera immancabilmente grossi problemi di rimbalzi pericolosi.

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