Cortina – Renon: la cronaca

di Alberto Manaigo

Cortina – Renon 4-2 (1-0; 1-1; 2-1)

Prove tecniche di playoff ieri questa sera all’Olimpico di Cortina: ad affrontare la squadra di casa arriva, infatti, il Renon vale a dire una delle due formazioni (l’altra è il Val Pusteria) che si contendono il 7° posto in classifica e che, di conseguenza, gli ampezzani si troveranno di fronte nei quarti di finale.
Gli uomini di McKay partono forte: dopo due minuti di gioco si contano già 4 conclusioni tutte ben controllate da Gravel. Anche il Cortina inizia a scaldare i gambali di Maund con qualche tiro dalla blu dei propri terzini, in particolar modo sono Ciglenecki e Mosnar a cercare la via del gol.
Dopo un inizio di match che l’aveva visto protagonista soltanto di qualche screzio con gli avversari, inizia a farsi vedere anche Malone, l’NHL arrivato a rinforzare la squadra dell’Altopiano: è sua al 6:11 una bella azione che lo porta in situazione di uno contro uno contro Gravel che gli chiude bene lo specchio della porta. Sono gli uomini di Nilsson a passare, però, grazie alla linea più prolifica dell’intero campionato: al 10:50 Da Corte lancia Ström, il tiro dello svedese è parato da Maund che, però, non controlla il rebound sul quale si avventa De Bettin. L’assist del capitano ampezzano è per Cullen che, a porta sguarnita può insaccare il proprio 27 gol stagionale.

Il Renon tenta di reagire affidandosi soprattutto alla velocità di Aquino e alle conclusioni di Smulter ma le formazioni vanno al riposo sul punteggio di 1-0.
Nel periodo centrale gli equilibri non cambiano: il Renon ha bisogno di punti e si vede, ma il Cortina grazie anche al solito grandissimo Gravel resiste alle folate degli altoatesini. Ed è proprio la squadra di casa a confezionare il doppio vantaggio: stessi uomini, diversa alchimia. Cullen fa fuori tutta la retroguardia del Renon e lascia a Ström che con un bello slap che rimbalza all’esterno della rete da l’illusione del gol: lo stesso Cullen è pronto a raccogliere il disco dietro alla gabbia e ad offrirlo all’accorrente De Bettin che, al 6:57, insacca alle spalle di Maund.
Grandissimo Gravel dicevamo: il goalie franco-canadese compie un vero miracolo al 7:37 su Aquino bloccando da terra una conclusione dell’attaccante altoatesino che non aveva fatto i conti con la reattività dell’estremo difensore ampezzano. Nulla può, però, contro Malone che pochi minuti più tardi riesce ad uscire da una mischia creatasi in un angolo, e a insaccare il puck all’incrocio con un bello spunto personale.
Si chiude sul punteggio di 2-1 la seconda frazione, quindi, nella quale è doveroso annotare un’altra parata da applausi su Smulter da parte di Gravel che si conferma sempre più leader nella classifica di categoria.
La terza frazione vede ancora gli ospiti spingere sull’acceleratore per cercare di raggiungere il pareggio, e gli sforzi degli uomini di McKay sono premiati al 9:09 quando, con un tiro dalla blu, che prende una traiettoria strana, Sean Blanchard riesce a riportare il risultato in parità. Due gol per parte, quindi, e tutto da rifare quando mancano 10 minuti al termine dell’incontro.
La situazione di equilibrio, però, dura poco: al 13:10 una bella azione del duo Pettersson-Hult smarca al tiro dalla blu Mosnar che infila con una staffilata delle sue il forte portiere avversario. Il tentativo estremo di togliere il goalie ad un minuto dalla fine non frutta al Renon il risultato sperato e, anzi, dà la possibilità a De Bettin di incrementare il proprio bottino personale insaccando a porta vuota il disco del 4-2 sullo scadere dei 20 minuti finali.
Due punti al Cortina, dunque, al termine di una partita non bella nella quale coach Nilsson ha mescolato, a tratti, le linee forse in previsione delle possibili prossime sfide con la squadra allenata ma McKay. Il Renon dal canto suo ci ha provato sino alla fine dimostrando una buona intensità e, soprattutto, che, se nei quarti di finale la sfida verrà riproposta, il Cortina non avrà certo vita facile contro una formazione contro la quale, nonostante abbia vinto 3 partite su 4, non è mai riuscita a mettere al sicuro il risultato per risparmiarsi un finale di gara incandescente.