Nuove franchigie per la Elite League

di Valmore Fornaroli

Mentre il torneo britannico di eccellenza, la Elite League, avanza nel pieno della stagione con cinque squadre in lotta per la prima posizione finale e le rimanenti due staccate a battagliare per un biglietto-playoff a catalizzare l’attenzione dei tifosi è ancora quello che accade fuori dal ghiaccio e più precisamente nelle sale dove si tengono le riunioni del consiglio direttivo della EIHL.
Sbrighiamo prima la situazione sul ghiaccio con i Cardiff Devils raggiunti in vetta e superati da Coventry che ha però al momento giocato una partita in più. Chiude il quintetto di testa, Sheffield e Belfast le altre, Nottingham che ha un deficit di sei punti dalla vetta, ma ben quattro gare in meno rispetto ai Blaze. In fondo Londra si mantiene equidistante tra il gruppetto di testa ed i Bison ultimi in classifica. Per i biancorossi londinesi un passo in avanti rispetto all’incredibile scorso campionato, ma troppo poco per sfondare nella Capitale.

In vetta alla classifica marcatori il duo della franchigia del Galles formato da Sacratini e Jon Cullen, ventitreenne ex stella di St Cloud State, college storico della NCAA su ghiaccio.
Avevamo parlato recentemente dello strano torneo senza trofei che è la Cross-League dove si incontrano squadre della Elite e della British National League come di una sorta di preludio ad una futura fusione tra le due leghe. Forse proprio il fatto di incontrare team di livello superiore, la prospettiva di poter competere per traguardi più prestigiosi a fronte di investimenti di poco superiori ha scatenato la voglia di Elite League. La prima franchigia a rompere gli indugi è stata Newcastle; i Vipers, eredi di un movimento che nella città sul Tyne ha sempre avuto una certa importanza, avevano già a novembre annunciato la loro intenzione di giocare la prossima stagione nella Elite, l’incontro avvenuto il 9 dicembre a Milton Keynes nell’ambito dell’annuale riunione di programmazione della EIHL ha richiamato anche i rappresentanti delle scozzesi Dundee ed Edinburgo che hanno rotto gli indugi dando ragione alle voci che già circolavano sulla loro volontà di seguire l’esempio dei Vipers. Le prospettive per la prossima stagione sono dunque di una grossa espansione della Elite che al momento passerebbe dalle attuali sette franchigie alle dieci, undici se il nuovo impianto di Manchester consentirà ai Phoenix di uscire dallo stato di ibernazione volontaria. Ma perchè tutta questa voglia di fare il grande salto ha colpito d’improvviso squadre che da anni erano le colonne della British National League e che, le scozzesi in primis, nelle stagioni buie della lega maggiore avevano la funzione di polo attrattivo ed esempio su come avrebbe dovuto essere una società del massimo torneo britannico. Il motivo è semplice e come al solito ha a che vedere con la sterlina. La British National League ha perso quest’anno il suo munifico sponsor, la Findus, con prospettive di drastico ridimensionamento per tutta la lega; da qui l’analisi delle franchigie più solide circa un salto in alto per evitare uno sprofondamento. Dopo l’annuncio ufficiale dell’accordo anche Bracknell ha preso subito in considerazione l’ipotesi di compiere il tragitto inverso rispetto a quello compiuto al termine della stagione 2002/2003 che l’aveva portata nell’allora più solida BNL.
In conclusione da segnalare il ritorno in grande stile dell’ex Bolzano Dutiaume a Sheffield, dopo aver dovuto attendere l’arrivo del transfer internazionale; per lui un gol e quattro assist in tre gare con la maglia numero 14 degli Steelers.