Milano – Varese: intervista a Claudio Pucci.

di Carlo Palazzolo

Hockeytime: Era difficile pronosticare un pareggio prima della partita ed invece il Varese è riuscito in questa piccola impresa.
Claudio Pucci: Ci siamo certamente riusciti anzi, non dico certo che meritavamo una vittoria in quanto anche il Milano ha avuto molte occasioni però sicuramente questo risultato ci va un pò stretto. A due minuti dalla fine vincevamo 6 a 5.

HT: Partenza a razzo la vostra, subito due gol….contro una delle migliori difese del campionato che ha subito parecchio.
CP: Si è vero, eravamo molto carichi e siamo subito partiti in velocità cercando di giocare tutte le carte che avevamo. Siamo stati bravi all’inizio a sfruttare la situazione ma anche dopo, quando siamo stati raggiunti sul 4 pari e non ci siamo abbattuti ma abbiamo continuato con il nostro gioco ed il nostro ritmo.

HT: Alla luce di questo pareggio pensi che questo sia un punto guadagnato oppure perso nei confronti delle dirette rivali di classifica?

CP: Sicuramente è un punto guadagnato anche guardando il risultato del Bolzano su questo ghiaccio settimana scorsa.

HT: Oltre alla bella prestazione della tua squadra vorremo però parlare un pò di te e delle tue scelte di questi giorni…….sei rimasto il "pilastro" dei tempi bui quando il Varese giocava in serie C e B e la notizia del tuo abbandono lascia un pò l’amaro in bocca quindi vorremo sentire dalla tua voce i motivi di questa tua decisione.
CP: Il motivo principale sono i miei studi, ho avuto un master dalla Bocconi (università di Milano ndr) che inizierà il 31 gennaio.
E’ molto importante per la mia attività futura e quindi ho accettato dando comunque la mia disponibilità fino a quella data. La società ovviamente si è mossa sul mercato per colmare il buco lasciato dalla mia partenza.
Ti dirò la verità, questi giorni per me sono molto duri, cerco di fare finta di niente; allenamenti, partite ma in realtà non riesco a non pensare che queste sono le mie ultime partite ed è per me comunque molto triste.
Devo dire però che questa mia decisione è stata agevolata dal fatto che in questi due anni ho avuto ben poco spazio, certamente speravo di giocare molto di più ma questo non è successo.
Speravo di avere maggiore considerazione specialmente l’anno scorso nelle partite contro squadre inferiori……..sono contento di tutto quello che ho fatto e sono convinto che se Varese adesso si trova a questo punto lo deve anche ai ragazzi della città che hanno giocato anche negli anni bui della serie C e B quando in via Albani arrivavano al massimo 50 persone a partita.