Il Friuli Venezia Giulia all’Alpe Adria

Una rappresentativa del Friuli Venezia Giulia di hockey ghiaccio prenderà parte al prestigioso Alpe Adria

di Massimo Pighin

Una rappresentativa regionale under 17 di hockey su ghiaccio prenderà parte alla prossima edizione dell’Alpe Adria, manifestazione sportiva organizzata appunto dalla Comunità Alpe Adria e giunta alla 23ª edizione, in alternanza tra giochi estivi ed invernali, in programma nel Canton Ticino dal 17 al 20 gennaio 2005. L’appuntamento sportivo riunisce ovviamente tutte le diciassette regioni, di sette stati diversi, che fanno parte della comunità di lavoro nata nel 1978. In particolare, l’Italia sarà rappresentata, oltre che dal Friuli Venezia Giulia, da Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia; la Germania dalla Baviera; l’Austria da Stiria, Austria Superiore, Carinzia e Burgenland. L’Ungheria schiererà formazioni provenienti dalle contee di Baranya, Somogy, Zala, Vas e Gyor-Moson-Sopron. Chiudono il lotto delle partecipanti i padroni di casa svizzeri del Canton Ticino e le rappresentative di Slovenia e Croazia. La partecipazione alla manifestazione, che prevede, oltre all’hockey, competizioni di sci alpino, sci nordico, tennistavolo e, da quest’anno, anche snowboard, costituisce una fondamentale possibilità di sviluppo per l’hockey ghiaccio regionale: la squadra, che ha già iniziato gli allenamenti presso gli impianti di Pontebba e Claut, e che effettuerà dei raduni colleggiali ogni tre settimane, sarà infatti composta da 22 elementi provenienti da tutte e quattro le province regionali. Questo lascia sperare che la partecipazione all’Alpe Adria sia solo il primo passo verso uno sviluppo dell’hockey ghiaccio in Friuli Venezia Giulia, come fortemente auspicato dal presidente del Comitato Regionale della Federazione Sport Ghiaccio, il clautino Mario Scanferla, al quale va il merito di essere riuscito ad allestire una formazione nonostante le diverse difficoltà incontrate.

«Nella nostra Regione – afferma Scanferla – c’è una scarsa cultura degli sport del ghiaccio. Se a questo uniamo il problema degli impianti di Claut e Piancavallo che, attualmente, a mio avviso, non sono sfruttati nel pieno delle loro potenzialità, il quadro non è certamente dei più rosei. In questo senso, mi trovo d’accordo con Enzo Cainero, il quale ultimamente ha ribadito l’importanza di attribuire una funzione sociale ai palaghiaccio, cosa che, dalle nostre parti, ancora non avviene. Non andiamo nel Canton Ticino per vincere, ma neanche per fare da squadra materasso; il gruppo, affidato all’allenatore delle giovanili del Pontebba, è buono. L’importante è che quest’esperienza dia seguito a qualcosa di duraturo».

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